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Iran, dopo 8 anni Khamenei torna a condurre il sermone del venerdì: “Trump pagliaccio, l’aereo abbattuto un tragico errore”

Migliaia di persone a Teheran per assistere al discorso dalla Guida spirituale: "Soleimani combatteva i terroristi, i missili lanciati contro le basi Usa sono stati uno schiaffo in faccia al nemico, Allah è con noi"

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 17 Gen. 2020 alle 13:34
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Immagine di copertina
Ali Khamenei è la Guida spirituale dell'Iran dal 1989. Credit: ANSA/ EPA

Iran, Khamenei torna a condurre il sermone del venerdì: “Trump pagliaccio”

L’uccisione del generale Soleimani, i missili lanciati in risposta dall’Iran contro le basi statunitensi e le polemiche sull’abbattimento dell’aereo ucraino hanno spinto Ali Khamenei, la Guida suprema dell’Iran, a tornare a condurre il sermone del venerdì, otto anni dopo l’ultima volta. Khamanei ha preso la parola a Teheran nelle prime ore del mattino di oggi, 17 gennaio, davanti a migliaia di persone. E lo ha fatto, come previsto, con un discorso infuocato contro Washington.

Il presidente americano Trump “un pagliaccio”, la reazione di Teheran all’uccisione di Soleimani è stata “appropriata” e l’abbattimento del Boeing 737 un “tragico errore”.

Al termine del sermone, le tv locali hanno mostrato grandi manifestazioni di piazza in diverse città a sostegno della Repubblica islamica. In molti cantavano “Morte all’America”.

Khamenei, pur essendo ufficialmente l’imam di Teheran, normalmente delega il compito di guidare la preghiera del venerdì. L’ultima volta che a presiederla era stato lui risale al 3 febbraio 2012, in occasione del 33esimo anniversario della Rivoluzione islamica.

“Nelle ultime due settimane ci sono state giornate amare e dolci, un punto di svolta nella storia”, ha sottolineato la Guida spirituale. “I due grandi avvenimenti dei funerali del generale Qassem Soleimani e del giorno in cui l’Iran ha attaccato le basi Usa sono stati ‘Giorni di Allah’. E questi due episodi hanno mostrato il potere di una nazione che ha dato uno schiaffo in faccia agli Usa e che la volontà di Allah è continuare il cammino e conquistare la vittoria”.

Khamenei ha definito Trump un “pagliaccio” che finge di sostenere il popolo iraniano ma che poi lo “colpirà alle spalle con un pugnale velenoso”, mentre i media statunitensi sono accusati di parlare dell’abbattimento dell’aereo ucraino (“un tragico errore”) nel tentativo di coprire l’assassinio di Soleimani.

Soleimani “ha combattuto il terrorismo della regione”. E le Forze Quds, l’ala dei pasdaran responsabile delle operazioni al di fuori del paese, sono “un’organizzazione umanitaria con valori umani”.

Nelle scorse ore gli Usa hanno annunciato che nell’attacco dell’8 gennaio scorso alla base aerea di Al Asad, in Iraq, sono rimasti feriti 11 soldati. Il leader sciita ha quello un “giorno di Dio”.

“Usando tecnologia, armi, politiche ingannevoli e falsa propaganda, l’Occidente ha cercato di dominare la regione” e “dividere le nazioni di Iran e Iraq” e nei due Paesi “alcune persone irresponsabili, che si sono fatte influenzare dalla propaganda satanica dei nemici, hanno fatto dichiarazioni gli uni contro gli altri, ma il martire Soleimani ha sventato questo complotto”, ha attaccato ancora Khamenei.

Quanto alle trattative in stallo per l’accordo sul nucleare, la Guida suprema parla di “inganno”. “Ho detto sin dall’inizio che non ho alcuna fiducia nel dialogo con l’Occidente sulle nostre attività nucleari e nei gentiluomini che siedono ai tavoli negoziali e vestono guanti di seta sulle loro mani di ferro. Sono al servizio degli Usa. Il dialogo con loro è un inganno”.

“Durante la guerra con l’Iraq, la Germania ha fornito a Saddam armi chimiche, la Francia gli ha mandato elicotteri per colpire le petroliere iraniane e la Gran Bretagna era al suo servizio con tutti i mezzi”.

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