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“Ho riconosciuto la valigia”: così Sergei ha scoperto della morte della famiglia in Ucraina

Immagine di copertina
Credit: EPA/MIKHAIL PALINCHAK

“Ho riconosciuto la valigia”: così Sergei ha scoperto della morte della famiglia in Ucraina

“Ho riconosciuto la valigia ed è così che l’ho saputo”. È il tragico racconto di un uomo, venuto a sapere dai social della morte della famiglia a Irpin, vicino alla capitale ucraina Kiev. “È come un film horror”, ha detto Sergei Perebyinis in un post su Facebook dopo la morte della moglie e due figli, poi finita sulla prima pagina di diverse testate internazionali. La foto, scattata dal fotografo del New York Times Lynsey Addario, mostra i corpi di quattro persone a terra, uccise domenica scorsa da un colpo di mortaio, mentre provavano ad attraversare un ponte a Irpin.

“È difficile da guardare quando la tua amata moglie giace per terra in una busta nera”, ha scritto il programmatore 43enne, dopo aver scoperto della loro morte da Twitter.  Nella foto, oltre alla moglie di Perebyinis, Tatiana, e ai due figli Mikita e Alisa, di 18 e 9 anni, giace a terra il corpo del 26enne Anatoly Berezhnyi, un volontario della chiesa che li stava aiutando ad attraversare. Perebyinis non si trovava con loro a Irpin, ma nella città orientale di Donetsk, controllata dai ribelli filo-russi, dove si era recato per prendersi cura della madre, malata di Covid-19.

In un’intervista al New York Times, ha ricordato le ultime parole che ha detto alla moglie la sera prima della tragedia. “Le ho detto: ‘perdonami se non posso difenderti’. Ho cercato di prendermi cura di una persona, e significa che non posso proteggere te”, ha detto al quotidiano statunitense, che oggi ha pubblicato la foto in prima pagina. Nel suo post su Facebook, Perebyinis ha detto di voler continuare a lottare per la sua famiglia fino alla fine. “Farò in modo che ci si arrivi alla sentenza di un tribunale”, ha detto.

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