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La Svizzera sospende le esportazioni di armi verso gli Stati Uniti a causa della guerra con l’Iran

Immagine di copertina
Credit: Ari Dinar / Unsplash

La decisione non riguarda l'export verso Israele, contro cui contro cui vigeva già un regime restrittivo

Il governo della Svizzera, in virtù del principio di neutralità, non concederà più alle aziende licenze per l’esportazione di armi verso gli Stati Uniti, a causa dei continui attacchi di Washington contro l’Iran. La decisione del Consiglio federale elvetico è stata annunciata a margine della seduta odierna dopo un attento esame delle ripercussioni del conflitto nell’ottica della neutralità storica della Confederazione alpina.

“L’esportazione di materiale bellico verso i Paesi coinvolti nel conflitto armato internazionale con l’Iran non può essere autorizzata per tutta la durata del conflitto”, si legge in un comunicato diramato in tarda mattinata dal governo svizzero. “Al momento non è possibile autorizzare l’esportazione di materiale bellico verso gli Stati Uniti”, prosegue la nota che, citando l’apposita legge in vigore nella Confederazione rileva come “le vendite di armi a Paesi coinvolti in un conflitto non può essere permessa fintanto che esso prosegue”. D’ora in poi, continua il comunicato, un gruppo interdipartimentale di esperti esaminerà a intervalli regolari le autorizzazioni in essere e le esportazioni di altri beni, in particolare per quanto riguarda la loro compatibilità con la neutralità.

Questa decisione si applica anche ai prodotti cosiddetti “dual use”, cioè a duplice uso bellico e civile, “ai beni militari speciali soggetti ai controlli di legge”, nonché a quelli non soggetti a controllo ma comunque soggetti alle sanzioni contro l’Iran. Anche le licenze riguardanti questi ultimi prodotti saranno d’ora in poi periodicamente esaminate dal gruppo di esperti istituito dal governo elvetico. Il provvedimento non si applica alle esportazioni di armi verso Israele contro cui vigeva già in Svizzera un regime restrittivo.

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