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La Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei proclama vittoria: “Il nemico è stato sconfitto”

Immagine di copertina
Un'effigie di Mojtaba Khamenei portata in strada a Teheran. Credit: Arezoo/MEI/SIPA / AGF

Nel suo primo discorso per il capodanno persiano, l'ayatollah ringrazia gli iraniani per la "straordinaria unità" che ha permesso al regime di sopravvivere

La nuova Guida Suprema della Rivoluzione in Iran, Mojtaba Khamenei, ha proclamato oggi la presunta vittoria della Repubblica islamica nella guerra contro gli Stati Uniti e Israele. “Attualmente, grazie alla straordinaria unità che si è creata tra di voi, nostri compatrioti, pur nelle differenze di origine religiosa, intellettuale, culturale e politica, il nemico è stato sconfitto”, ha dichiarato nel suo primo discorso per il capodanno persiano il figlio dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio in un raid congiunto israelo-statunitense a Teheran.
Nel suo primo proclama per il Nowruz, che quest’anno coincide con la festività islamica di Eid al-Fitr per la fine del mese sacro del Ramadan, l’ayatollah ha ripercorso l’ultimo anno di conflitti in Iran. “L’anno scorso, il nostro popolo ha vissuto tre guerre”, ha detto Khamenei all’inizio del suo discorso lungo ben 11 pagine, letto alla tv di stato e fatto circolare integralmente dall’agenzia di stampa locale Fars. “La prima guerra, la Guerra di Giugno, fu quando il nemico sionista (Israele, ndr), con l’aiuto speciale dell’America e nel bel mezzo dei negoziati, sferrò un vile attacco e uccise alcuni dei migliori generali e scienziati del Paese, nonché circa 1.000 nostri compatrioti”, ha aggiunto la Guida Suprema iraniana, che non è ancora apparso in pubblico da quando è stato designato successore di suo padre, riferendosi alla cosiddetta “Guerra dei 12 giorni” del giugno scorso. “A causa di un grave errore di valutazione, il nemico pensò che dopo un giorno o due, le persone avrebbero rovesciato il sistema islamico. Ma grazie alla vigilanza del vostro popolo e all’impareggiabile coraggio dei guerrieri dell’Islam e ai loro numerosi sacrifici, (…) il Paese si salvò dall’orlo dell’abisso”.
La “seconda guerra”, secondo Khamenei, è quella che lui stesso ha definito “un tentato colpo di stato” orchestrato da Usa e Israele, riferendosi alle numerose proteste, represse nel sangue dal regime tra la fine di dicembre e il mese di gennaio e costate migliaia di morti tra i manifestanti. “Credevano che il popolo iraniano avrebbe agito secondo i desideri del nemico a causa dei problemi economici da loro stessi imposti”, ha detto l’ayatollah, nella cui visione quella attuale contro Usa e Israele è quindi “la terza guerra” combattuta in un anno dall’Iran.
Il conflitto in cui la sopravvivenza del regime dimostrerebbe la vittoria di Teheran su Usa e Israele, accusati da Khamenei di aver attaccato alcuni Paesi vicini solo per poi incolpare l’Iran. “Insisto sul fatto che gli attacchi avvenuti in Turchia e in Oman – entrambi Paesi che mantengono buoni rapporti con noi – non sono stati in alcun modo perpetrati dalle forze armate della Repubblica Islamica o da altre forze del Fronte della Resistenza”, ha affermato Khamenei nel suo discorso, complimentandosi poi con i suoi seguaci. “Avete represso il colpo di stato di gennaio e avete fatto capire al nemico che il fronte dell’Iran è molto più ampio della sua mentalità meschina e ristretta”, ha detto l’ayatollah.
Intanto la guerra degli Stati Uniti e di Israele all’Iran continua a mietere vittime e a spaventare i mercati del petrolio e del gas. Quasi 1.500 persone sono rimaste uccise e circa 19mila sono state ferite dall’inizio del conflitto contro la Repubblica islamica. Quasi una cinquantina di persone sono morte nel resto della regione per i contrattacchi di Teheran mentre oltre un migliaio sono le vittime registrate in Libano per la ripresa della guerra tra Tel Aviv e Hezbollah.

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