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Home » Esteri

Guerra in Ucraina, ultime notizie. Allarmi antiaereo in quasi tutta l’Ucraina: esplosioni a Leopoli, Dnipro e Vinnytsia

Immagine di copertina
Credit: Ansa foto

GUERRA UCRAINA-RUSSIA: LE ULTIME NOTIZIE DI OGGI, 3 MAGGIO 2022

GUERRA UCRAINA-RUSSIA ULTIME NEWS – Prosegue senza sosta la guerra in Ucraina, dove le truppe russe hanno intensificato i bombardamenti colpendo l’acciaieria Azovstal di Mariupol. I missili hanno colpito anche Odessa, dove sarebbe stata bombardata anche una chiesa, con diversi morti e feriti, tra cui un adolescente. Intanto l’Onu ha stimato 3mila vittime tra i civili mentre in Europa si torna a parlare di embargo dal petrolio russo. Di seguito tutte le notizie di oggi, 3 maggio 2022, in diretta.

GUERRA IN UCRAINA, LE ULTIME NOTIZIE DI OGGI, 3 MAGGIO 2022

Ore 21.10 – Biden: atrocità rivoltanti dirette da Putin – Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato che in Ucraina sono in corso “numerosi crimini di guerra”, affermando che nel paese è in corso una guerra tra autocrazie e democrazie. Secondo Biden, il conflitto rappresenta un “fallimento strategico” per la Russia.

Ore 21.05 – Kiev, leader opposizione tedesca incontra Zelensky – Il presidente della Cdu, il principale partito d’opposizione tedesco, Friedrich Merz, ha incontrato a Kiev il presidente ucraino, Volodimir Zelensky, e altri esponenti delle autorità di Kiev, come l’ex presidente Petro Poroshenko e la parlamentare Halyna Yanchenko. “Grazie, caro Zelensky, per il caloroso benvenuto e la conversazione eccezionalmente positiva in termini di atmosfera e contenuto”, scrive Merz su Twitter, pubblicando e ricondividendo alcune foto della visita, “la Germania è al fianco dell’Ucraina e della sua coraggiosa popolazione”.

Ore 21.00 – Zelensky: serviranno 600 miliardi per ricostruire l’Ucraina – Per ricostruire l’Ucraina serviranno circa 600 miliardi di dollari. E’ la stima del presidente ucraino Volodimir Zelensky. Intervenendo a un incontro organizzato dal Wall Street Journal, Zelensky ha quindi ricordato che gli ucraini “stanno combattendo contro la Russia, ma per i valori dell’intero mondo civilizzato”.

Ore 20.55 – Parlamento dichiara fuorilegge i partiti politici filorussi – La Verkhovna Rada, il parlamento monocamerale dell’Ucraina, ha approvato in seconda lettura il disegno di legge che vieta l’attività dei partiti politici filorussi. In particolare è stato dichiarato inammissibile ogni movimento politico i cui obiettivi programmatici contemplino il giustificare, riconoscere legittima o negare l’aggressione armata della Russia contro l’Ucraina e giustificare le azioni dei militanti filorussi nei territori temporaneamente occupati. 330 parlamentari su un totale di 450 hanno votato a favore della norma.

Ore 20.50 – Kiev: distrutto posto comando russo e 3 depositi munizioni – Le forze ucraine hanno distrutto un posto di comando russo e tre depositi di munizioni. Lo scrive su Twitter il Kyiv Independent, parlando dei risultati di una quarantina di missioni ai confini degli oblast di Kherson e Mikolaiv.

Ore 20.40 – Senatori Pd si dimettono dalla commissione Esteri – I senatori del Pd in commissione Esteri hanno rimesso il proprio mandato al presidente del gruppo Simona Malpezzi. Lo precisano, correggendo la precedente versione, fonti dem.

Ore 20.20 – Sindaco Leopoli: “Attacco missilistico, danneggiate 2 stazioni elettriche” – “A seguito dell’attacco missilistico, due sottostazioni elettriche sono state danneggiate. Non c’è elettricità in una parte della città”. Lo scrive su Twitter il sindaco di Leopoli, Andriy Sadovyi. In precedenza Sadovyi aveva avvertito la popolazione di esplosioni in questa città dell’Ucraina occidentale, invitando tutti a rimanere nei rifugi.

Ore 20.15 – Allarmi antiaereo in quasi tutta l’Ucraina – Allarmi antiaereo sono in corso in quasi tutta l’Ucraina. Oltre a Leopoli e Kiev, esplosioni sarebbero state udite anche a Dnipro e Vinnytsia.

Ore 20.10 – Media, “almeno 5 le esplosioni a Leopoli” – Sono almeno 5 le esplosioni udite stasera a Leopoli. Lo riferisce l’Ukrainska Pravda, precisando che non è ancora noto se ci siano vittime o feriti.

Ore 20.00 – Kiev, abbattuto un missile vicino alla capitale – La contraerea ucraina ha abbattuto un missile russo nei pressi di Kiev. Lo rende noto il consigliere del ministro dell’interno Anton Gerashchenko. Alcuni testimoni nella capitale riferiscono di aver udito un’esplosione.

Ore 19.50 – Esplosioni a Leopoli – Diverse esplosioni sono state udite questa sera a Leopoli, nell’ovest dell’Ucraina. Lo ha riferito su Twitter il sindaco Andriy Sadovyi, che ha invitato la popolazione a restare nei rifugi antiaerei e ha segnalato blackout in alcune zone della città.

Ore 19.40 – Generale Graziano: “Conquista Odessa punto arrivo russi” – “La guerra diventa sempre più lunga e vedrà probabilmente il punto d’arrivo delle operazioni russe con la conquista di Odessa”. Lo ha detto il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato militare dell’UE, a un convegno organizzato dalla Fondazione Italia protagonista. “L’Ucraina è soltanto uno strumento per affermare la potenza russa”, ha detto Graziano. “La soluzione negoziale la vogliamo tutti ma ci deve essere prima una soluzione militare, occorre fermare la Russia e prendere l’iniziativa”.

Ore 19.35 – Salgono a 10 i civili uccisi nella regione di Donetsk – Salgono a 10 i civili uccisi oggi in diversi raid russi nella regione di Donetsk, nell’est dell’Ucraina. Lo ha riferito su Twitter il governatore della regione, Pavlo Kyrylenko, aggiungendo che altre 15 persone sono state ferite.

Ore 19.30 – Sindaco Irpin: “Recuperati almeno 290 corpi dopo ritiro russo” – I corpi di 290 civili sono stati recuperati nella città di Irpin, fuori Kiev, dopo il ritiro delle forze russe. Lo ha riferito il sindaco, Oleksandr Markushin, citato dalla Cnn. Markushin ha affermato che sono stati identificati 185 cadaveri, la maggior parte dei quali uomini, uccisi da “ferite da schegge e da arma da fuoco”. Secondo Markushin, almeno cinque dei morti hanno subito lesioni cerebrali e sono morti per fame. Cinque residenti sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco nel cortile di un grattacielo e nei locali di un centro per bambini.

Ore 19.25 – Onu: riunione del Consiglio di sicurezza sull’Ucraina il 5 maggio – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà giovedì 5 maggio per discutere della situazione in Ucraina. E’ quanto si legge nel programma dei lavori del Consiglio di sicurezza reso noto. L’incontro inizierà alle 23 ora italiana. In precedenza, la rappresentante permanente del Regno Unito presso l’Onu, Barbara Woodward, ha affermato che sarà discussa anche la visita a Kiev del segretario generale Antonio Guterres.

Ore 19.20 – Gas russo in rubli, Politico: “L’intervista a Cingolani è stata registrata” – “Le parole attribuite al ministro sono accurate (sono registrate) e riflettono anche il contesto più ampio delle sue osservazioni”. Lo specifica Andrew Gray, editor di Politico dopo le polemiche delle scorse ore per un’intervista a Roberto Cingolani, in cui il ministro della Transizioni ecologica aveva aperto alla possibilità di pagare il gas in rubli, come chiesto da Mosca. La presa di posizione era stata prontamente smentita dallo stesso ministero guidato da Cingolani, che aveva definito l’articolo “fuorviante”.

Ore 19.15 – Guerini: “Canale aperto con parlamento” – “L’aggressione russa ad uno stato sovrano è anche una minaccia alla sicurezza europea e la scelta della comunità internazionale è stata di sostenere il paese aggredito”. Lo ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini nel corso di un convegno organizzato dalla Fondazione Italia protagonista. “La risoluzione approvata dal parlamento ha indicato la cornice in cui agire: giovedì aggiornerò le commissioni Difesa riunite, sono andato due volte al Copasir, il premier ha riferito in Parlamento: manteniamo un canale di comunicazione forte tra governo e parlamento”.

Ore 19.10 – Kiev: “Si prepara evacuazione famiglie generali russi da Transnistria” – Le famiglie degli ufficiali russi si stanno preparando per l’evacuazione dallo stato separatista non riconosciuto della Transnistria. Lo rivela lo stato maggiore delle forze armate ucraine. L’indicazione fa temere un allargamento del conflitto.

Ore 19.05 – Azovstal, “nei 5 rifugi antiatomici ancora 300 civili e feriti” – L’Azovstal dispone di 5 rifugi antiaerei in grado di resistere all’attacco di una testata nucleare, dove ci sarebbero ancora 300 civili, tra cui 30-40 bambini e feriti che necessitano di cure. Lo ha raccontato Enver Tskitishvili, direttore generale del sito, in un’intervista alla Bbc rilanciata dai media ucraini.

Ore 19.00 – Draghi a Metsola: “Unità UE messa alla prova, difendiamola” – “Ci sono dei momenti in cui la difesa dei valori europei è facile e altri, come oggi con la guerra, in cui è più difficile. L’unità dell’Europa è messa alla prova: dobbiamo difenderla con convinzione”. Questo il messaggio che, a quanto riferiscono fonti presenti all’incontro, Mario Draghi avrebbe consegnato alla presidente del parlamento europeo Roberta Metsola. “L’Europa ha dato una dimostrazione di grande leadership durante la pandemia con la campagna di vaccinazione e il Next Generation EU, ma siamo indietro sul fronte dell’energia e dell’immigrazione. Sull’energia stiamo facendo molto a livello nazionale, ma le paure dei cittadini devono trovare una risposta in una maggiore coesione e solidarietà europea”, avrebbe continuato il presidente del consiglio.

Ore 18.55 – Gazprom, morto un altro manager – Andrei Krukowski, direttore del resort sciistico del gigante russo Gazprom, è morto “cadendo da una scogliera” a Sochi. L’episodio, secondo quanto riporta l’Ansa, è considerato un incidente. Le circostanze dell’incidente sono al vaglio degli inquirenti. Negli scorsi giorni sono stati riportati diversi decessi di dirigenti della compagnia petrolifera russa, considerati in alcuni casi sospetti.

Ore 18.50 – Donetsk, 10 morti in bombardamento fabbrica – Sono almeno dieci i civili che hanno perso la vita e altri 15 quelli rimasti feriti nel bombardamento russo sui civili usciti dalla cokeria di Avdiivka, nella regione di Donetsk nell’est dell’Ucraina. Lo ha denunciato su Twitter il governatore della regione di Donetsk, Pavlo Kyrylenko. ”Il numero di vittime può ancora aumentare”, ha aggiunto. “I russi sapevano esattamente dove colpire: i lavoratori avevano appena finito il turno e aspettavano un autobus. I russi pagheranno per i loro crimini!”

Ore 18.45 – Generale Milley: “Rischio scontro superpotenze più alto” – Il capo di stato maggiore dell’esercito statunitense, Mark Milley, ha affermato durante un’audizione al senato che, con la guerra in Ucraina, “siamo entrati in un nuovo mondo, più instabile, dove il rischio di scontro tra superpotenze è più alto”. Milley ha affermato di non aver mai percepito un rischio maggiore per la sicurezza globale nei precedenti 42 anni di carriera militare. “Russia e Cina sono due potenze con significative capacità militari che vogliono stravolgere l’ordine mondiale basato sul diritto”, ha detto Milley, minacce di fronte alla quale occorre “essere pronti”. “Il nostro esercito è pronto a fare tutto il necessario per mantenere la pace e la stabilità in Europa”, ha assicurato il generale.

Ore 18.40 – Ungheria, non sapevamo di invasione in anticipo – Il governo ungherese ha negato di aver saputo in anticipo dal Cremlino dell’intenzione di invadere l’Ucraina. Ieri il capo del consiglio di sicurezza ucraino, Oleksiy Danilov, aveva accusato il primo ministro ungherese, Viktor Orban, di essere stato informato in anticipo dal Cremlino dell’operazione e di aver valutato di approfittarne per annettere la Transcarpazia.

Ore 18.35 – Arcivescovo Kiev: “All’Azovstal decine di migliaia di persone attendono salvezza” – “Tutti preghiamo per l’evacuazione dei civili da Mariupol. All’Azovstal, ormai famosa in tutto il mondo, ci sono altre decine di migliaia di persone che aspettano di essere salvate”. Lo sottolinea l’arcivescovo di Kiev, Sviatoslav Shevchuk. “Entrambe le parti subiscono gravi perdite militari ma, sfortunatamente, il nemico non abbandona i tentativi di attaccare l’Ucraina per poter conquistare nuovi terreni. L’Ucraina si difende, e lo fa con un certo successo”, dice nel videomessaggio del giorno.

Ore 18.30 – Budapest, petrolio russo vitale per nostra economia – Le importazioni di petrolio russo sono vitali per il buon funzionamento dell’economia ungherese. Lo ha affermato il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, in visita ufficiale in Kazakistan. “Abbiamo votato a favore di ogni pacchetto di sanzioni dell’Ue, ma nonostante ciò stiamo affrontando critiche ingiuste da parte dell’UE”, ha detto Szijjarto ai cronisti, “ciò si riduce al fatto che diciamo francamente che per garantire la sicurezza energetica del nostro paese dobbiamo adottare misure concrete. Pertanto, non votiamo a favore di quelle sanzioni che potrebbero limitare la fornitura di petrolio e gas dalla Russia all’Ungheria. Non è una decisione politica”. Il ministro ha aggiunto che il 65% del petrolio ungherese proviene dalla Russia attraverso l’oleodotto Druzhba. “Al momento, non abbiamo altre rotte disponibili per fornirci la quantità necessaria di petrolio”, ha spiegato Szijjarto.

Ore 18.25 – Zelensky dopo il discorso di Johnson: “I nostri popoli fratelli” – “I nostri popoli sono fratelli”. Con queste parole il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accolto il discorso del premier britannico Boris Johnson ai deputati della Verkhovna Rada, il Parlamento di Kiev, in un evento storico che è stato contrassegnato da ovazioni in piedi e molti applausi dell’assemblea legislativa al gran completo.

Ore 18.20 – Biden: “I giornalisti pagano un prezzo per dire la verità su guerra Putin” – “Viviamo tempi pericolosi per la libertà di stampa: almeno 11 giornalisti sono stati uccisi in Ucraina nelle ultime settimane, altri 11 sono stati feriti, altri sono stati rapiti, aggrediti ed almeno uno risulta ancora scomparso”. Lo ha dichiarato Joe Biden ricordando, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, “il prezzo che i giornalisti e le loro famiglie stanno pagando per raccontarci la guerra ingiusta e brutale di Putin”. “In Russia – continua il presidente americano – il Cremlino ha inasprito il suo controllo sulla società civile, varando una legge sulla disinformazione con l’obiettivo di silenziare chi dice la verità. Di fronte alla scelta tra repressione, censura e il rischio di rappresaglie, i giornalisti russi ed altri addetti dei media hanno fatto la scelta difficile di fuggire dal Paese”.

Ore 18.15 – Macron a Putin: “Serve cessate il fuoco e soluzione negoziata di pace” – Nella sua telefonata con il leader russo Vladimir Putin, il presidente francese Emmanuel Macron si è detto disponibile “a lavorare alle condizioni di una soluzione negoziata per permettere la pace e il pieno rispetto della sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”. Macron ha “inoltre rinnovato l’esigenza di un cessate il fuoco”. È quanto si legge nel comunicato diffuso dall’Eliseo dopo la telefonata, la nona dall’inizio della guerra e la prima dalla rielezione del presidente francese.

Ore 18.10 – Kiev, “i russi prevedono che la guerra durerà fino a settembre” – “Tra i militari dell’esercito occupante ci sono informazioni che il termine della cosiddetta ‘operazione militare speciale’ è fissato per settembre 2022”. Lo riporta l’Ukrainska Pravda citando la direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino. Nel frattempo, secondo l’intelligence ucraina, la Russia si sta preparando a governare i territori ucraini occupati.

Ore 18.05 – Macron a Putin, appello a proseguire le evacuazioni da Azovstal – Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso oggi al suo omologo russo, Vladimir Putin, la sua “profonda preoccupazione per Mariupol e la situazione nel Donbass”, lanciando alla Russia “un appello affinché permetta il proseguimento delle evacuazioni dalla fabbrica Azovstal cominciate nei giorni scorsi”. Lo ha dichiarato l’Eliseo.

Ore 18.00 – Macron a Putin, metta fine all’aggressione dell’Ucraina – Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha lanciato al presidente russo, Vladimir Putin, un appello affinché “la Russia sia all’altezza delle sue responsabilità di membro permanente del Consiglio di sicurezza, mettendo fine alla sua aggressione devastatrice” in Ucraina. Lo ha fatto sapere l’Eliseo alla fine del colloquio, durato 2 ore e 10 minuti. Era il primo dal 29 marzo fra i due capi di Stato e il primo dopo la rielezione di Macron.

Ore 17.55 – Croce Rossa, in molti restano ad Azovstal in situazione terribile – Sono ”molti, molti” quelli rimasti nell’acciaieria dell’Azovstal ”in una situazione terribile”. Lo ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa Pascal Hundt, capo della delegazione del Comitato internazionale della Croce Rossa, descrivendo i ”lunghi negoziati” che sono stati condotti per poter evacuare i 101 civili arrivati oggi a Zaporizhzhia. La Croce Rossa internazionale ”resta pronta” a lavorare per favorire altre operazioni per l’evacuazione delle acciaierie di Mariupol, ha detto Hundt. Sul numero delle persone ancora presenti dell’Azovsta, Hundt ha detto che ”non siamo stati in grado di scendere all’interno dell’edificio per cui non abbiamo una stima di tutti i civili che sono rimasti lì”. Il capo della delegazione della Croce Rossa si è poi detto ”estremamente preoccupato” per il tentativo di irrompere nell’acciaieria.

Ore 17.50 – Sindaco, a Mariupol 20 morti;abitanti costretti a seppellirli – A Mariupol sono stati uccisi 20 mila civili e le truppe russe stanno costringendo i residenti a ripulire le macerie causate dai combattimenti e a seppellire alcune delle vittime. Lo ha riferito il sindaco, Vadim Boichenko.

Ore 16.40 – Usa, Milley: “Invasione russa minaccia la pace e la stabilità del mondo” – L’invasione della Russia minaccia la “pace e la stabilità globali”. Lo ha affermato il capo di stato maggiore delle forze armate Usa, generale Mark Milley, nel corso di un’audizione.

Ore 16.35 – Salvini, inizio avere dubbi su aiuti militari a Kiev – “All’inizio, come la stragrande maggioranza degli italiani, ho detto subito sì, senza se e senza ma, all’invio di aiuti economici, umanitari e militari per l’Ucraina. Sono passati due mesi, è servito? Inizio ad avere dei dubbi. Secondo me, adesso, Zelensky e Putin potrebbero e dovrebbero sedersi a un tavolo. Non vorrei che ci fosse qualcun altro, per altri interessi, a non volerli fare sedere al tavolo”. Lo ha detto Matteo Salvini interpellato dai cronisti nei pressi del Senato. Il segretario della Lega ha anche definito “folle accusare Mediaset per l’intervista al ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, andata in onda domenica scorsa su Rete4- “Ci sono stati dei passaggi assolutamente inaccettabili”, ha detto. “Dal mio punto di vista, poi è folle prendersela con Mediaset. Ogni giornalista fa a suo modo, non sono nella redazione Mediaset però quando si parla di censura a Mosca, a Roma, a Kiev, ovunque, io non sono mai d’accordo”.

Ore 16.30 – Salvini: domandiamoci in che mani finiscono armi, Draghi intervenga in Aula – “A chi vanno queste armi? In che mani finiscono? Non c’è un rapporto esercito-esercito. Queste armi avvicinano la pace? Salvano a vita ai civili ucraini o condannano i civili ucraini? Quando si parla di guerra bisogna essere sempre molto prudenti, molto attenti, molto cauti”. Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, interpellato dai cronisti nei pressi del Senato rispondendo a una domanda sull’invio di armi in Ucraina. “Vorrei sapere a chi vanno queste armi perché abbiamo mandato tantissime armi in Afghanistan e desso sono in man ai terroristi islamici e non solo in Afghanistan”, aggiunge Salvini. “Abbiamo mandato armi in Iraq, in Siria, in Libia e dove abbiamo mandato armi non c’è sempre stata una soluzione positiva. Quindi parliamone, è giusto che ne parli anche il Parlamento perché non stiamo parlando del decreto giustizia. Con Draghi in Parlamento? Sì, parliamone, io penso che gli italiani vogliono la pace, i russi vogliono la pace, gli ucraini vogliono la pace, gli americani vogliono la pace, io spero che prenda sempre più peso e voce quella parte di politica e di popolazione che vuole che si abbassino i toni”, ha concluso Salvini.

Ore 16.25 – Salvini: “Aridatece Trump”, con lui anni di pace – “In America stessa c’è un dibattito, l’America non è Biden. Se potessi, direi ‘aridatece Trump’. Perché con Trump abbiamo vissuto anni di pace. Guarda caso, quando tornano al governo i democratici tornano i venti di guerra”. Lo ha detto Matteo Salvini interpellato dai cronisti nei pressi del senato.

Ore 16.20 – Imperia, yacht sequestrato era ucraino e non russo – È ucraino e non russo, come riportato in un primo momento, lo yacht “New Vogue”, battente bandiera delle Isole Vergini, sequestrato nel porto di Imperia a inizio aprile. Il sequestro era stato inizialmente associato alle sanzioni imposte contro gli oligarchi russi dopo l’invasione dell’Ucraina. Poi era emerso che il proprietario era stato sanzionato per il mancato pagamento dell’Iva per circa 700mila euro, dopo essere rimasto in un porto italiano per più di 18 mesi. Oggi i difensori hanno spiegato in aula che l’imbarcazione appartiene a una società ucraina, mentre il comandante, anche lui ucraino, non è potuto essere presente perché è andato a combattere contro l’invasione russa. Il colpo di scena sulla proprietà dello yacht è arrivato durante l’intervento degli avvocati Mauro Anetrini del Foro di Torino e Alessandro Astengo del Foro di Genova.

Ore 16.15 – Kiev: “Rapito il sindaco di Chernobayevka” – “Gli occupanti hanno preso in ostaggio il sindaco di Chernobayevka, Igor Dudar”. Lo ha dichiarato la vice prima ministra ucraina, Irina Vereshchuk, secondo quanto riporta l’agenzia Unian.

Ore 16.10 – Vicepremier Kiev, con convoglio da Azovstal arrivati 150 civili – “Si è trattato del primo vero cessate il fuoco che ha consentito di evacuare circa 150 persone”. Lo ha detto la vice premier ucraina, Irina Vereshchuk, parlando dal centro commerciale Epicenter di Zaporizhzhia, dove sono arrivati i bus degli evacuati dall’acciaieria Azovstal di Mariupol. “Al convoglio si sono unite lungo il percorso anche diverse auto di persone in fuga da diversi villaggi”, ha aggiunto, sottolineando di non avere invece informazioni sulla notizia di alcuni bus che, secondo quanto dichiarato dal sindaco di Mariupol, risulterebbero dispersi lungo il tragitto.

Ore 16.05 – Zelensky interviene al parlamento albanese – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è rivolto oggi al parlamento albanese per ringraziare il paese del sostegno offerto all’Ucraina e per la chiara condanna all’aggressione da parte della Russia. “Adesso tutti, nel mondo, stanno dimostrando il loro carattere. Qualcuno è grande, per quanto riguarda le sue misure, ma piccolo quando deve dimostrare il coraggio, mentre qualcuno è piccolo sulla mappa, ma ha un grande cuore”, ha detto Zelensky nel suo intervento tramite un collegamento video in diretta, mentre in aula tutti i deputati albanesi tenevano davanti un cartello con i colori della bandiera Ucraina e la scritta in inglese “We stand with Ukraine”. L’Albania si è subito allineata alla posizione dell’Unione Europea, sostenendo le sanzioni contro la Russia, mentre nel Consiglio di sicurezza Onu, dove dall’inizio dell’anno è membro non permanente, è stata, insieme agli Usa co-autore delle risoluzioni contro Mosca.

Ore 16.00 – Croce Rossa, 100 civili usciti da Azovstal a Zaporizhzhia – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha reso noto che un convoglio di civili fatti uscire nel fine settimana dall’acciaieria Azovstal a Mariupol è arrivato a Zaporizhzhia. Si tratta di circa 100 persone “che hanno lasciato la città e le aree circostanti”, si legge nella nota.

Ore 15.55 – Simpson, entro l’anno riduzione di due terzi del gas russo – “È possibile ridurre di due terzi le importazioni di gas russo entro la fine di quest’anno ed entro il 2030 vogliamo eliminare il 100% del gas russo”. Lo ha detto la commissaria all’Energia Kadri Simpson nel corso del question time all’Eurocamera. “Le rinnovabili sono un aspetto chiave e serve un piano accelerato, dobbiamo superare le strozzature, e vi potete aspettare un piano della Commissione sul solare. Ma non possiamo sostituire una dipendenza con un’altra dipendenza, dobbiamo riportare la produzione del solare in Europa e anche questo è possibile”.

Ore 15.50 – Putin a Macron, Occidente non deve più fornire armi – Nel colloquio telefonico con il suo omologo Emmanuel Macron, il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’Occidente non deve più fornire armi all’Ucraina. “L’Occidente potrebbe contribuire alla fine di questa atrocità esercitando una influenza appropriata sulle autorità di Kiev e interrompendo la fornitura di armi all’Ucraina”, ha detto Putin a Macron, secondo quanto riferisce il Cremlino in una nota.

Ore 15.45 – Primi civili evacuati dall’Azovstal arrivati a Zaporizhzhia – I primi civili evacuati dall’acciaieria Azovstal di Mariupol sono arrivati a Zaporizhzhia. Si tratta di quelli fuggiti a bordo dei mezzi privati e non dei bus.

Ore 15.40 – Putin a Macron: “Ancora aperti al dialogo con Kiev” – La Russia è “ancora aperta al dialogo” con l’Ucraina. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin nella telefonata con Emmanuel Macron, secondo quanto riferisce il Cremlino, citato dalla Tass.

Ore 15.30 – Gas: Cingolani, risparmi 2 mld mc da -1 grado riscaldamento – “Nell’immediato con la situazione attuale, in cui stiamo facendo gli stoccaggi e tutto sta procedendo come prima del periodo bellico, una stima prudenziale di circa 2 miliardi di metri cubi di gas l’anno di risparmio si ottiene prevalentemente riducendo la temperatura di un grado centigrado nel riscaldamento residenziale pubblico e privato o equivalentemente sul condizionamento”. Lo ha detto il ministro della Transizione, Roberto Cingolani, alla camera. “Questo valore è indicativo ed è destinato ad aumentare progressivamente grazie alle misure di efficientamento energetico in corso”, ha aggiunto.

Ore 15.25 – Kirill: “Russia non ha mai attaccato nessuno, ha solo difeso confini” – “La Russia non ha mai attaccato nessuno, ma ha sempre difeso i suoi confini”. Lo ha dichiarato Kirill, il patriarca di Mosca e di tutte le Russie. “Non vogliamo combattere con nessuno, la Russia non ha mai attaccato nessuno, ha solo difeso i suoi confini”, ha detto.

Ore 15.20 – Johnson: “Non aiutare Ucraina nel 2014 è stato un errore” – Non aiutare l’Ucraina nel 2014, quando la Crimea fu annessa dalla Russia, è stato un errore. Lo ha affermato il primo ministro britannico, Boris Johnson, nel suo intervento in collegamento video con la Verkhovna Rada, il parlamento ucraino. “Noi, che siamo vostri amici, dobbiamo essere umili riguardo a quello che è successo nel 2014, quando l’Ucraina è stata invasa per la prima volta, la Crimea è stata presa all’Ucraina ed è iniziata la guerra nel Donbass”, ha premesso Johnson. “La verità è che siamo stati troppo lenti a capire cosa stesse realmente accadendo e collettivamente non siamo riusciti a stabilire le sanzioni che avremmo dovuto imporre a Vladimir Putin”, ha detto. “Non possiamo ripetere lo stesso errore”.

Ore 15.15 – Borrell: “Altre banche russe fuori dal sistema Swift” – Il ministro degli Esteri europeo Josep Borrell ha affermato che l’UE si sta preparando a escludere altre banche russe dal sistema Swift, nel sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca. Lo riporta il Washington Post. Borrel non ha specificato quali banche russe saranno oggetto di sanzioni e ha ribadito la promessa di ridurre la dipendenza della UE dalle importazioni di energia russe.

Ore 15.10 – Onu, 3.193 civili uccisi da inizio conflitto – Sono quasi 3.200 i civili uccisi in Ucraina dal 24 febbraio. Secondo gli ultimi dati dell’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, dall’invasione russa dell’Ucraina, sono 3.193 le vittime accertate fra i civili, compresi 72 bambini, 71 ragazze, 84 ragazzi e 734 donne. I feriti sono 3.353.

Ore 15.05 – Mariupol: “Azovstal attaccata da truppe russe con veicoli blindati” – “Attualmente la situazione nell’acciaieria Azovstal è molto complicata, da questa mattina i russi stanno cercando di assaltare l’impianto utilizzando veicoli blindati, al momento i soldati ucraini stanno respingendo tutti gli attacchi”. Lo ha detto il comandante della 12esima brigata operativa della Guardia nazionale ucraina Denis Schlega, che si trova nel territorio dell’impianto metallurgico, citato da Ukrinform. Schlega ha ricordato che ci sono circa 500 feriti che hanno bisogno di essere portati via e ha chiesto un cessate il fuoco urgente.

Ore 15.00 -Vicepremier Kiev, situazione difficile per bus da Azovstal – “Stiamo facendo tutti gli sforzi per evacuare le persone dai territori occupati, ma la situazione è davvero difficile da gestire, anche le organizzazioni internazionali sono quasi impotenti”. Lo ha detto la vice prima ministra ucraina, Irina Vereshchuk, in conferenza stampa al centro commerciale Epicenter di Zaporizhzhia, dove è atteso il primo convoglio di cento civili evacuati dall’acciaieria di Azovstal, ultima roccaforte della resistenza ucraina a Mariupol.

Ore 14.55 – Media: colloquio Putin-Macron durato più di 2 ore – La telefonata tra il presidente francese Emmanuel Macron e quello russo Vladimir Putin è durata più di due ore, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Tass.

Ore 14.50 – Sindaco Mariupol, “russi hanno iniziato a impossessarsi delle nostre abitazioni” – L’esercito russo vuole impadronirsi a Mariupol delle abitazioni private dei residenti. Il processo di registrazione è già cominciato. Lo ha comunicato il sindaco Petro Andryushchenko secondo il quale per determinare il valore delle case e legalizzare il passaggio di proprietà i russi stanno creando un inventario. Fonti vicine a Andryushchenko sostengono che per dare una parvenza di legalità, gli occupanti utilizzeranno la possibilità di reclamare il diritto di proprietà in assenza di un riconoscimento formale del legittimo proprietario.

Ore 14.45 – Procuratrice Kiev, da Italia ancora nessuno degli esperti promessi – Gli esperti italiani di crimini di guerra che il governo italiano intende inviare in Ucraina “non sono ancora arrivati, li stiamo aspettando”. Lo ha detto all’ANSA la procuratrice generale ucraina Irina Venediktova, incontrando i giornalisti davanti alla casa della Cultura di Irpin, mostrando disappunto. “Nessun kit, nessun esperto. Mi chiedo perché?”, ha chiesto. “Ma sono sicura che quando arriveranno lavoreremo insieme”, ha poi aggiunto in un secondo momento.

Ore 14.40 – Procuratrice Kiev: “A Irpin trovati 290 corpi di civili” – Nella sola Irpin sono stati trovati 290 corpi di civili uccisi dai russi, di questi “55 sono solo resti umani”. Lo ha detto la procuratrice generale ucraina, Irina Venediktova. “Di questi, 40 sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco, 35 da schegge, 5 sono morti di fame. Gli altri 210 hanno ferite ancora in corso di accertamento per poter risalire alle cause del decesso”, ha aggiunto Venediktova, che ha accusato Putin di essere “il principale criminale di guerra del XXI secolo”. “È lui il responsabile come comandante in capo dei crimini di guerra commessi in queste zone”, ha detto incontrando i giornalisti davanti alla Casa della Cultura di Irpin, completamente distrutta.

Ore 14.35 – Finlandia deciderà su domanda di adesione alla Nato il 12 maggio – La Finlandia deciderà sulla domanda per l’adesione alla Nato il 12 maggio. Lo riportano i media internazionali citando alcune fonti del governo di Helsinki al quotidiano finlandese Iltalehti.

Ore 14.30 – Grillo, in guerra senza saperlo. Serve indipendenza – “Stiamo entrando in guerra senza saperlo”. Beppe Grillo lo scandisce nel suo messaggio video con il quale interviene al convegno ‘Le Comunità energetiche rinnovabili (Cer) – Energia in movimento’. “È necessario essere indipendenti. Dove vogliamo andare, verso il carbone e il gas o verso l’indipendenza energetica? Bisogna togliere tutti questi sceriffi nei Comuni e nelle Regioni che bloccano i milioni di watt delle rinnovabili”, prosegue il garante M5s.

Ore 14.20 – Gas: Cingolani, con stop ora alla Russia inverno critico – “Se interrompessero ora il gas russo avremmo un serio problema con lo stoccaggio”. Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, alla camera. “Per raggiungere il 90% di stoccaggio per l’inverno 22-23 sarebbero necessari circa 6 mesi, arriveremmo con gli stoccaggi pieni e potremmo affrontare il prossimo inverno e quelli successivi con una certa tranquillità. “Una interruzione immediata dell’export russo renderebbe critico il superamento dell’inverno 2022-23 in assenza di rilevanti misure di contenimento della domanda che ovviamente sono previste”, ha aggiunto.

Ore 14.10 – Mosca, Azov ha violato cessate il fuoco – Le forze russe e della repubblica separatista di Donetsk (Dpr) hanno iniziato a colpire le postazioni di attacco del reggimento Azov all’acciaieria Azovstal a Mariupol dopo che gli uomini dello stesso battaglione e dell’esercito ucraino hanno violato il regime di cessate il fuoco. Lo ha specificato il ministero della Difesa di Mosca, affermando che le forze russe stanno usando aviazione e artiglieria. “Sono usciti dai seminterrati, hanno occupato postazioni d’attacco sul territorio e negli edifici dell’impianto. Ora unità dell’esercito russo e della Dpr, usando artiglieria e aerei, hanno iniziato a distruggere queste postazioni”, ha riferito il dicastero come riporta l’agenzia Ria Novosti.

Ore 14.00 – Johnson, vincerà e sarà un paese libero – L’Ucraina vincerà contro la Russia e sarà un paese libero. Lo ha affermato il premier britannico Bors Johnson in un messaggio al parlamento ucraino. “Oggi ho un messaggio per voi: l’Ucraina vincerà e sarà un Paese libero”. “Voi siete i padroni del vostro destino nessuno può e potrà imporre nulla agli ucraini”, ha aggiunto. “Avete sfatato il mito dlel’invincibilità di Putin”. Johnson ha anche annunciato ulteriori 300 milioni di sterline (356 milioni di euro) in aiuti militari all’Ucraina, comprese apparecchiature per la guerra elettronica e un sistema radar controbatteria.

Ore 13.50 – Michel, imminenti sanzioni su petrolio russo – “Sono fiducioso che il consiglio imporrà in via imminente altre sanzioni, in particolare sul petrolio russo”. Lo ha dichiarato il presidente del consiglio europeo, Charles Michel, nel suo discorso per l’inaugurazione di un terminale per il gas naturale liquefatto in Grecia. “Stiamo sanzionando la Russia per esercitare una pressione economica, finanziaria e politica sul Cremlino. Il nostro obiettivo è semplice: rompere la macchina di guerra russa”, ha spiegato.

Ore 13.40 – Kiev, ancora determinati a entrare nella Nato – L’Ucraina non ha abbandonato le sue intenzioni di entrare nella Nato. Lo ha affermato la vice prima ministra Olga Stefanishyna in un’intervista al quotidiano spagnolo El Pais, in cui ha anche criticato la posizione dell’Alleanza sull’Ucraina e ha osservato che i tentennamenti della Nato hanno portato alla situazione attuale. “Siamo delusi, ovviamente ci aspettavamo di più”, ha sottolineato.

Ore 13.30 – Mosca, colpite posizioni Azov a Mariupol – Le autorità russe hanno confermato di aver iniziato a colpire le posizioni del reggimento Azov nell’acciaieria Azovstal di Mariupol. Lo riporta l’agenzia ufficiale russa Ria Novosti, secondo cui gli uomini del gruppo ultranazionalista ucriano sono accusati di aver approfittato della pausa negli attacchi, che hanno consentito l’evacuazione di civili dall’acciaieria, per prendere posizione. Poco fa, l’agenzia ucraina Unian ha riportato l’inizio dell’assalto russo all’acciaieria.

Ore 13.25 – Donetsk, governatore: 9 civili uccisi in bombardamenti – Almeno nove civili sono stati uccisi negli attacchi dei russi nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale. In un post su Telegram, Pavlo Kyrylenko, governatore della regione orientale di Donetsk, ha denunciato che in seguito ai bombardamenti “almeno tre persone sono state uccise e 2 ferite e otto case danneggiate” nell’aerea di Donetsk. “Altri tre civili sono stati uccisi nella città di Vugledar e altri tre a Lyman”, ha aggiunto.

Ore 13.20 – Media, i russi hanno lanciato l’assalto alla Azovstal – L’esercito russo ha iniziato l’assalto all’acciaieria Azovstal a Mariupol. Lo scrive l’agenzia ucraina Unian, citando il proprio corrispondente militare Andrei Tsaplienko. “Gli occupanti hanno preso d’assalto l’Azovstal, cercando di entrare nell’impianto”, scrive Tsaplienko su Telegram, precisando che l’informazione è “confermata dal vice comandante del battaglione Azov”.

Ore 13.15 – Cingolani: prezzo gas aumentato di 5 volte da gennaio 2021 – “La tensione sui mercati ha anche determinato, dopo la forte diminuzione avvenuta nel corso del 2020, un vertiginoso aumento dei costi dell’energia: per quanto riguarda il mercato del gas naturale, il prezzo al PSV (Punto di Scambio Virtuale del gas naturale in Italia) è passato dai circa 20 euro al MWh di gennaio 2021 ai circa 100 euro al MWh del mese di aprile, con un aumento di quasi 5 volte (e con punte giornaliere che hanno superato i valori record di 200 euro)”. Lo ha dichiarato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, alla Camera nell’informativa sull’aumento dei costi dell’energia.

Ore 13.10 – Draghi: embargo su tutti fossili? Avanti appoggio a UE – “Se l’Italia è favorevole all’embargo su tutte le energie fossili? Abbiamo appoggiato le sanzioni UE” e “continueremo a farlo anche in futuro. Bisogna” però anche “darsi da fare per rendersi indipendenti. Noi lo abbiamo fatto e continueremo a farlo”. Lo ha detto Mario Draghi al parlamento europeo. Draghi ha quindi parlato del consiglio dei ministri di ieri e della “liberalizzazione delle autorizzazioni per l’installazioni per le rinnovabili”.

Ore 13.05 – Ucraina, Draghi: darsi da fare essere indipendente da gas russo – “Bisogna darsi da fare per essere indipendenti dal gas russo, per diversificare le fonti e accelerare verso le rinnovabili. Ieri abbiamo fatto un passo avanti notevole per quanto riguarda l’Italia”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, prendendo la parola dopo il suo intevento al parlamento europeo.

Ore 13.00 – Patriarcato Mosca: “Benedizione Kirill dietro evacuazione civili da Azovstal” – Dietro le evacuazioni dei civili da Mariupol ci sarebbe “la benedizione di Sua Santità il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia”. Lo fa sapere il dipartimento del patriarcato di Mosca per le relazioni esterne. “Il 30 aprile e il 1° maggio due gruppi di civili hanno lasciato il territorio dell’impianto metallurgico Azovstal a Mariupol, in totale, il numero di sfollati è di 101 persone, compresi i bambini”, afferma il patriarcato. “Con la benedizione di Sua Santità il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia, il metropolita Mitrofan di Horlovsky e Slavyansk, che è stato uno dei primi a incontrare queste persone, ha preso parte all’organizzazione dell’uscita dei civili. Molti di loro inizialmente avevano paura di lasciare lo stabilimento, ma la presenza di un gerarca ortodosso ha aiutato a superare questa paura: quando lo hanno visto, la gente ha deciso di evacuare”.

Ore 12.55 – Russia scongiura default, pagate cedole – La Russia sembra aver scongiurato ancora una volta il default tecnico del suo debito in valuta estera. Secondo quanto riporta Bloomberg, tre investitori si sarebbero visti accreditare sui rispettivi conti le cedole in dollari di due obbligazioni in valuta estera, con scadenza 2022 e 2042, alla vigilia del termine del periodo di grazia di 30 giorni scattato ad inizio aprile, quando le cedole erano scadute. Il pagamento evita alla Russia il primo default della sua storia dalla rivoluzione russa.

Ore 12.50 – Evacuazione Mariupol, sindaco: “Arrivati solo 3 bus su 14” – “Solo tre dei 14 autobus di evacuazione con i rifugiati di Mariupol hanno raggiunto il territorio controllato dal governo ucraino”. Lo ha detto il sindaco di Mariupol Vadym Boichenko, citato da Interfax Ukraine, affermando che la sorte di chi si trova nei restanti undici autobus è “sconosciuta”. “Questi undici autobus sono scomparsi da qualche parte, dovevano andare verso Zaporizhzhia nella parte controllata del nostro atato, ma si sono persi da qualche parte”, ha detto.

Ore 12.45 – UE, Draghi apre a revisione Trattati: “serve coraggio e fiducia” – “Abbiamo bisogno di un federalismo pragmatico, che abbracci tutti gli ambiti colpiti dalle trasformazioni in corso – dall’economia, all’energia, alla sicurezza. Se ciò richiede l’inizio di un percorso che porterà alla revisione dei Trattati, lo si abbracci con coraggio e con fiducia”. Lo ha detto Mario Draghi nel suo intervento al parlamento europeo a Strasburgo. “I padri dell’Europa ci hanno mostrato come rendere efficace la democrazia nel nostro continente nelle sue progressive trasformazioni”, ha detto Draghi. “L’integrazione europea è l’alleato migliore che abbiamo per affrontare le sfide che la storia ci pone davanti. Oggi, come in tutti gli snodi decisivi dal dopoguerra in poi, servono determinazione, visione, unità. Sono sicuro che sapremo trovarle ancora una volta, insieme”, ha concluso.

Ore 12.40 – Mattarella: libertà stampa termometro democrazia di un paese – “La libertà di stampa, insieme alla libertà di essere informati, è il termometro della salute democratica di un paese. Ce lo insegnano in questi giorni i drammatici avvenimenti della guerra in Ucraina. È compito della comunità internazionale ai vari livelli rendere effettivi questi diritti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa e Giornata della memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, ricordando il “bilancio purtroppo drammatico” di quest’anno. “Sono 24 i cronisti uccisi nel 2021 e quasi 500 gli imprigionati. Un dato destinato a salire con la guerra di aggressione della Federazione Russa all’Ucraina, attualmente in corso”, ha detto Mattarella. “Si tratta di un prezzo altissimo pagato da chi è chiamato a onorare con coerenza la professione: essere testimoni di verità, attraverso le parole, le immagini”.

Ore 12.35 – Draghi: nessuna equivalenza tra chi invade e chi resiste – “Dobbiamo sostenere l’Ucraina, il suo governo e il suo popolo, come il presidente Zelensky ha chiesto e continua a chiedere di fare. In una guerra di aggressione non può esistere alcuna equivalenza tra chi invade e chi resiste”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento in plenaria la parlamento europeo a Strasburgo. “Vogliamo che l’Ucraina resti un paese libero, democratico, sovrano. Proteggere l’Ucraina vuol dire proteggere noi stessi e il progetto di sicurezza e democrazia che abbiamo costruito insieme negli ultimi settant’anni”, ha aggiunto.

Ore 12.32 – Draghi: interventi lungo periodo, il modello è il Next generation – “Per quanto riguarda gli investimenti di lungo periodo in aree come la difesa, l’energia, la sicurezza alimentare e industriale, il modello è invece quello del Next Generation EU”. Lo ha detto Mario Draghi nel suo intervento al parlamento europeo. “Il sistema di pagamenti scadenzati, legati a verifiche puntuali del raggiungimento degli obiettivi, offre un meccanismo virtuoso di controllo della qualità della spesa. Spendere bene le risorse che ci vengono assegnate è fondamentale per la nostra credibilità davanti ai cittadini e ai partner europei”, ha specificato il presidente del Consiglio, che ha chiesto di ampliare lo Sure, definito lo “strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza”, per fornire a chi ne fa richiesta “nuovi finanziamenti per attenuare l’impatto dei rincari energetici”. “Mi riferisco a interventi di riduzione delle bollette, ma anche al sostegno temporaneo ai salari più bassi, ad esempio con misure di decontribuzione. Queste hanno il vantaggio di difendere il potere di acquisto delle famiglie, soprattutto le più fragili, senza rischiare di generare nuova inflazione”, ha aggiunto Draghi. “Il ricorso a un meccanismo di prestiti come Sure consentirebbe di evitare l’utilizzo di sovvenzioni a fondo perduto per pagare misure nazionali di spesa corrente. Allo stesso tempo, in una fase di rialzo dei tassi d’interesse, fornirebbe agli Stati membri con le finanze pubbliche più fragili un’alternativa meno cara rispetto all’indebitamento sul mercato”.

Ore 12.30 – Draghi, nessun paese indietro. Ne va della pace sociale – “Nessun paese può essere lasciato indietro. Ne va della pace sociale nel nostro continente, della nostra capacità di sostenere le sanzioni, soprattutto in quei Paesi che per ragioni storiche sono maggiormente dipendenti dalla Russia”. Lo ha detto Mario Draghi parlando a Strasburgo. “L’Unione Europea ha già ideato alcuni strumenti utili per governare queste sfide. Si tratta delle risposte che abbiamo messo in campo durante la pandemia e che hanno assicurato all’Unione Europea una ripresa economica rapida e diffusa. Dobbiamo partire da questo successo, e adattare questi stessi strumenti alle circostanze che abbiamo davanti”, ha osservato Draghi.

Ore 12.27 – Draghi, nessuno bilancio nazionale può sostenere sforzi – “Le diverse crisi che derivano dal conflitto in Ucraina arrivano in un momento in cui l’Europa aveva già davanti a sé esigenze di spesa enormi. La transizione ecologica e quella digitale ci impongono investimenti indifferibili”. Così Mario Draghi nel suo intervento al parlamento europeo. “A questi vanno aggiunti i costi della guerra, che dobbiamo affrontare subito, per evitare che il nostro continente sprofondi in una recessione. In entrambi i casi si tratta di costi asimmetrici, che colpiscono fasce della popolazione e settori produttivi in modo diverso, e che dunque richiedono forti misure di compensazione. Nessun bilancio nazionale è in grado di sostenere questi sforzi da solo”, ha evidenziato il presidente del Consiglio.

Ore 12.25 – Draghi, problema sistemico. UE prenda decisioni forti – “La gestione emergenziale di questi rincari ha molti limiti, primo fra tutti la sostenibilità per il bilancio pubblico. Il problema è sistemico e va risolto con soluzioni strutturali, che spezzino il legame tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità”, ha detto Mario Draghi nel suo intervento al parlamento europeo. “Il problema del costo dell’energia sarà al centro del prossimo consiglio europeo”, ha aggiunto. “C’è bisogno di decisioni forti e immediate, a vantaggio di tutti i cittadini europei”.

Ore 12.22 – Draghi, fissare tetto europeo a prezzi gas – “Sin dall’inizio della crisi, l’Italia ha chiesto di mettere un tetto europeo ai prezzi del gas importato dalla Russia. La Russia vende all’Unione Europea quasi due terzi delle sue esportazioni di gas naturale – in larga parte tramite gasdotti che non possono essere riorientati verso altri acquirenti. La nostra proposta consentirebbe di utilizzare il nostro potere negoziale per ridurre i costi esorbitanti che oggi gravano sulle nostre economie”. Lo ha detto Mario Draghi nel suo intervento al parlamento europeo.  “Allo stesso tempo, questa misura consentirebbe di diminuire le somme che ogni giorno inviamo al Presidente Putin, e che inevitabilmente finanziano la sua campagna militare”, ha aggiunto.

Ore 12.20 – Putin firma decreto, controsanzioni a paesi ostili – Il presidente russo, Vladimir Putin, “al fine di proteggere gli interessi nazionali”, ha firmato un decreto “sull’applicazione di misure economiche speciali di ritorsione in relazione alle azioni ostili di alcuni Paesi e organizzazioni internazionali”.

Ore 12.18 – Draghi, ora coordinamento Difesa comune: superare principio unanimità – “La costruzione di una difesa comune deve accompagnarsi a una politica estera unitaria, e a meccanismi decisionali efficaci. Dobbiamo superare il principio dell’unanimità, da cui origina una logica intergovernativa fatta di veti incrociati, e muoverci verso decisioni prese a maggioranza qualificata”. Lo ha detto Mario Draghi nel suo intervento al parlamento europeo. “Un’Europa capace di decidere in modo tempestivo, è un’Europa più credibile di fronte ai suoi cittadini e di fronte al mondo”, ha detto il presidente del Consiglio, chiedendo di “attuare con rapidità” la “Bussola strategica” approvata all’ultimo consiglio europeo. “Occorre però andare velocemente oltre questi primi passi e costruire un coordinamento efficace fra i sistemi della difesa. La nostra spesa in sicurezza è circa tre volte quella della Russia, ma si divide in 146 sistemi di difesa. Gli Stati Uniti ne hanno solo 34”, ha detto Draghi.

Ore 12.15 – Draghi, economia rallenta. Serve una reazione forte – “L’economia europea è in una fase di rallentamento: nei primi tre mesi del 2022, il prodotto interno lordo nella zona euro è cresciuto dello 0,2% rispetto al quarto trimestre del 2021. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che l’Unione Europea crescerà quest’anno del 2,9%, rispetto al 4% stimato pochi mesi fa”. Lo ha detto Mario Draghi nel suo intervento al Parlamento europeo chiedendo “una reazione forte da parte dell’Unione Europea”. Secondo il presidente del Consiglio “negli ultimi 75 anni, l’integrazione europea è stata spesso la migliore risposta – pratica e ideale – alle sfide comuni”. “L’integrazione ha seguito un percorso graduale, fatto di crisi e rilanci, di successi ottenuti malgrado divisioni interne e, talvolta, di fronte a resistenze esterne”, ha sottolineato Draghi. “Un risultato costruito ‘pezzo per pezzo, settore per settore’, per citare Robert Schuman, perché l’Unione Europea non poteva nascere ‘di getto, come città ideale'”.

Ore 12.12 – Macron parla al telefono con Putin – A mezzogiorno, il presidente francese Emmanuel Macron, fresco di riconferma per un secondo mandato all’Eliseo, parla al telefono con il presidente russo Vladimir Putin. L’ultima telefonata fra i due leader risale allo scorso 29 marzo, mentre sabato scorso Macron aveva parlato con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Ore 12.10 – Draghi, Italia prima linea per soluzione diplomatica – “L’Italia, come Paese fondatore dell’Unione Europea, come Paese che crede profondamente nella pace, è pronta a impegnarsi in prima linea per raggiungere una soluzione diplomatica”. Lo ha detto Mario Draghi nel suo discorso al parlamento europeo. “L’Europa può e deve avere un ruolo centrale nel favorire il dialogo”, era stata la premessa dell’intervento del presidente del Consiglio. “Dobbiamo farlo per via della nostra geografia, che ci colloca accanto a questa guerra, e dunque in prima linea nell’affrontare tutte le sue possibili conseguenze. Dobbiamo farlo per via della nostra storia, che ci ha mostrato capaci di costruire una pace stabile e duratura, anche dopo conflitti sanguinosi”.

Ore 12.07 – Draghi, priorità è raggiungere cessate il fuoco – “Aiutare l’Ucraina vuol dire soprattutto lavorare per la pace”. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi al parlamento europeo. “La nostra priorità è raggiungere quanto prima un cessate il fuoco, per salvare vite e consentire quegli interventi umanitari a favore dei civili che oggi sono molto difficili. Una tregua darebbe anche nuovo slancio ai negoziati, che finora non hanno raggiunto i risultati sperati”, ha continuato Draghi. “L’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia ha rimesso in discussione la più grande conquista dell’Unione Europea: la pace nel nostro continente”, ha detto il premier nel suo intervento. “Una pace basata sul rispetto dei confini territoriali, dello stato di diritto, della sovranità democratica; sull’utilizzo della diplomazia come mezzo di risoluzione delle controversie tra Stati; sul rispetto dei diritti umani, oltraggiati a Mariupol, a Bucha, e in tutti i luoghi in cui si è scatenata la violenza dell’esercito russo nei confronti di civili inermi”.

Ore 12.04 – Draghi, dobbiamo muoverci con massima celerità – “La pandemia e la guerra hanno chiamato le istituzioni europee a responsabilità mai assunte fino ad ora”. Così il premier Mario Draghi al Parlamento europeo. “Il quadro geopolitico è in rapida e profonda trasformazione. Dobbiamo muoverci con la massima celerità. E dobbiamo assicurarci che la gestione delle crisi che viviamo non ci porti al punto di partenza, ma permetta una transizione verso un modello economico e sociale più giusto e più sostenibile”.

Ore 12.00 – Draghi: “Guerra pone Ue davanti a grave crisi storia” – “La guerra in Ucraina pone l’Unione Europea davanti a una delle più gravi crisi della sua storia. Una crisi che è insieme umanitaria, securitaria, energetica, economica”. Così il premier Mario Draghi intervenendo al Parlamento europeo a Strasburgo. “E che avviene mentre i nostri Paesi sono ancora alle prese con le conseguenze della maggiore emergenza sanitaria degli ultimi cento anni”, osserva il premier

Ore 11.00 – Mosca: a Odessa distrutto hangar con armi da Occidente – Le forze armate russe hanno distrutto hangar con armi straniere a Odessa con missili da crociera supersonici Onyks, ha riferito Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo. “I missili Onyks ad alta precisione nella regione di Odessa hanno colpito un centro logistico in un aeroporto militare attraverso il quale sono state consegnate armi straniere. Hangar con veicoli aerei senza pilota Bayraktar TB2, nonché armi missilistiche e munizioni ricevute dagli Stati Uniti e dai Paesi europei, sono stati distrutto”, ha detto Konashekov

Ore 10.50 – Medvedev: “Per Zelensky accordo pace sarebbe sua fine” – Il presidente ucraino “Zelensky non ha bisogno di alcun accordo di pace. Per lui, la pace e’ la sua fine”. Lo ha dichiarato sul suo canale Telegram, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione russa, Dmitri Medvedev. Secondo l’ex presidente e premier russo, se il leader ucraino siglasse un accordo con i russi ci sarebbe una sua fine “veloce”, con “i nazisti che lo impiccherebbero per aver cospirato con i moscoviti” o una fine “più lenta”, con i suoi “rivali che otterrebbero la sua rimozione da presidente che ha perso la guerra”.

Ore 09.30 – Slovacchia chiederà esenzione da stop greggio russo – La Slovacchia chiederà un’esenzione da qualsiasi embargo del petrolio russo concordato dall’Unione Europea nel suo prossimo round di sanzioni contro Mosca. Lo ha affermato il ministero dell’Economia slovacco. “Se si tratta di un embargo approvato sul petrolio russo come parte di un ulteriore pacchetto delle sanzioni contro Mosca, poi la Slovacchia chiedera’ un’esenzione”, ha affermato il ministero in risposta alle domande di Reuters.

Ore 07.00 – Pentagono, capo forze armate russe nel Donbass – Il generale russo Valery Gerasimov la scorsa settimana per diversi giorni è stato nel Donbass. Lo ha confermato un alto funzionario del Pentagono, come riporta The Guardian. “Non possiamo confermare le notizie secondo cui è stato ferito” in un attacco ucraino ha però precisato il funzionario del Pentagono, come invece riferito da Kiev.

Ore 06.30 – Zelensky: Lavrov? Russia senza memoria su nazismo – La Russia ha “dimenticato tutte le lezioni della Seconda guerra mondiale”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo ultimo video-discorso, dopo i commenti del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov secondo il quale Adolf Hitler aveva “sangue ebreo” e “i più ardenti antisemiti sono di solito ebrei”.

Ore 06.00 – Mosca: più di un milione di ucraini portati in Russia – “Più di 1 milione di persone, tra cui quasi 200.000 bambini, sono state portate dall’Ucraina alla Russia dall’inizio del conflitto: lo ha detto il ministero della Difesa russo, secondo l’agenzia di stampa statale TASS. Ha aggiunto che quei civili “sono stati evacuati nel territorio della Federazione Russa dalle regioni pericolose” di Donetsk, Lugansk e altre parti dell’Ucraina. Non sono stati forniti dettagli sul luogo o sulle circostanze dei trasferimenti. L’Ucraina accusa le truppe di Mosca di portare civili contro la loro volontà in Russia o nelle aree controllate dai russi, cosa che il Cremlino ha negato.

Leggi anche: 1. ESCLUSIVO TPI – Viaggio nell’inferno di Bucha: ecco cosa abbiamo visto / 2. No, quei morti non sono figuranti: il fact-checking sui fatti di Bucha / 3. Come si è arrivati alla guerra Russia-Ucraina e cosa vuole Putin

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