Cina, torna l’incubo lockdown: misure restrittive per 100 milioni di persone dopo nuovi contagi da Coronavirus

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 19 Mag. 2020 alle 07:58
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Coronavirus, in Cina torna l’incubo lockdown per 100 milioni di persone

In Cina torna l’incubo del lockdown: dopo un generale allentamento delle restrizioni visti i numeri incoraggianti dei contagi da Coronavirus, infatti, nel Nord Est del Paese e soprattutto nella provincia di Jilin sono stati scoperti nuovi focolai che hanno costretto le amministrazioni locali ad agire. Così, per circa 108 milioni di persone, sono state reintrodotte alcune limitazioni alla libertà di movimento e in alcuni casi persino una nuova quarantena obbligatoria. Sintomo che il Covid-19 può tornare in qualsiasi momento se non si rispettano le regole del distanziamento sociale, adesso che pian piano i vari Paesi cercano di ripartire.

In Cina preoccupa soprattutto, come già anticipato, la provincia di Jilin. Da lunedì 18 maggio, l’amministrazione locale ha deciso di chiudere nuovamente le scuole, sospendere i viaggi in autobus, non permettere ai gruppi di turisti di recarsi fuori città e mettere nuovamente in quarantena 8mila abitanti dell’omonima città di Jilin, considerati a rischio. Tutti gli altri cittadini, invece, per lasciare la città devono fornire diversi documenti e referti di esami medici. Tutto per evitare una seconda ondata di contagi da Coronavirus che, secondo gli scienziati di tutto il mondo, si rivelerebbe più grave della prima.

Non è migliore la situazione in un’altra città della provincia di Jilin, ovvero Shenyang, dove sono state imposte tre settimane di isolamento in ospedale a chiunque sia arrivato da Jilin dopo il 22 aprile. A Shulan, un’altra delle città più colpite, sempre dal 18 maggio è stata imposta la chiusura di tutti i condomini e i complessi residenziali con casi confermati o anche solo sospetti. Solo una persona a famiglia è autorizzata a uscire per acquistare beni di prima necessità. Nella provincia di Jilin, dunque, si ripete quello che nelle scorse settimane è già successo a Wuhan, grande epicentro della pandemia, e a Harbin. “La maggior parte dei cinesi – ha spiegato nei giorni scorsi l’epidemiologo cinese Zhong Nanshan – non è stata esposta al virus e al momento è ancora suscettibile all’infezione da Coronavirus perché non è stata raggiunta l’immunità di gregge. La nazione sta affrontando una grande sfida, la situazione non è migliore rispetto ai Paesi stranieri”.

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