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Belgio, la campagna patriottica anti spreco: “Mangiate patatine fritte due volte a settimana”

Di Marco Nepi
Pubblicato il 1 Mag. 2020 alle 11:09 Aggiornato il 1 Mag. 2020 alle 11:09
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Coronavirus, l’appello in Belgio per evitare lo spreco: “Patatine fritte due volte a settimana”

Il Belgio invita a mangiare patatine fritte due volte a settimana, non per alterare il regime alimentare, ma per ovviare a un potenziale spreco di cibo. Come tutti gli altri paesi europei, anche il Belgio sta soffrendo la pandemia causata dal Coronavirus, il lockdown che vige nel paese è simile a quello italiano e le conseguenze economiche iniziano a farsi sentire. La patria delle patatine fritte ha adottato una peculiare campagna patriottica, invitando i concittadini a nutrirsi di patatine fritte per limitare la perdita economica. “Belgi, siate patrioti, mangiate patatine fritte almeno due volte alla settimana!”.

Come ben sappiamo, il Belgio è il primo paese produttore al mondo di patatine fritte surgelate e fatte al momento: con la chiusura dei chioschi e dei ristoranti, e con il rallentamento dell’export, i magazzini sono colmi, stipati con oltre 750mila tonnellate di tuberi invenduti e che rischiano di andare a male prima di poter essere consumati. Da qui nasce la campagna rivolta ai cittadini. “Mangiamoci tutti le patatine fritte cucinate in casa almeno due volte alla settimana invece di una sola”, questo l’invito del presidente della Belgapom, Romain Cools, ripreso da diversi media internazionali.

Di quelle 750mila tonnellate di patatine stipate nei magazzini del paese, il 90% era destinato all’esportazione. Neanche l’allentamento del lockdown, previsto per l’11 maggio, potrà far salire il consumo delle patatine fritte. L’industria ha anche donato parte degli stock alle banche del cibo e sta cercando di trasformare le patatine in nutrimento adatto agli animali. Dal governo arriva la richiesta diretta alla Commissione europea per aiutare il settore: “Abbiamo bisogno di un sostegno finanziario”, ha spiegato il ministro dell’Agricoltura delle Fiandre, Hilde Crevits.

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