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Libia, il premier Conte incontra l’inviato dell’Onu Salamé

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Il 24 aprile 2019 il premier Giuseppe Conte ha in programma per le 17 un incontro con il rappresentante speciale dell’Onu per la Libia, Ghassan Salamé, per discutere della situazione nel paese africano.

“Incoraggiamo l’Italia e tutti gli Stati membri dell’Onu a spingere per il cessate il fuoco e il ritorno al dialogo. Occorre l’impegno collettivo a porre fine a questo conflitto egoista e inutile”, ha affermato Salamé in un’intervista al Corriere della Sera.

“Se invece la situazione dovesse deteriorarsi in modo significativo, a pagarne le conseguenze, oltre al popolo libico, sarebbero settori e interessi molto più ampi”.

Secondo l’inviato Onu, l’unica soluzione possibile è quella politica “se le parti hanno il coraggio di imboccarla” e le cancellerie internazionali stanno lavorando per un cessate il fuoco.

Parlando della Conferenza internazionale che era stata sospesa a causa degli scontri tra il premier al Serraj e il maresciallo Haftar, Salamé ha specificato che i “preparativi logistici sono ormai completati. Nessun individuo può sovvertire la volontà popolare dei libici. E il popolo libico si è espresso con chiarezza: esige la fine del periodo di transizione, vuole vivere in pace, chiede uno Stato civile retto sulle leggi. La Conferenza è la strada verso questi obiettivi”.

La situazione in Libia – Non si fermano gli scontri alla periferia della capitale Tripoli tra le milizie fedeli al premier del Governo di accordo nazionale Fayez al Serraj e l’Esercito nazionale libico del maresciallo Khalifa Haftar.

L’uomo forte della Cirenaica aveva assunto il controllo nei giorni scorsi dei sobborghi della capitale, dopo aver lanciato il 3 aprile un’offensiva contro Tripoli, ma le milizie fedeli ad al Serraj hanno recuperato terreno.

Intanto continua ad aumentare il bilancio delle vittima: Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari sono 35mila gli sfollati, mentre l’Oms ha reso noto che i morti sono arrivati a 272 e i feriti a 1.272.

>La Libia è l’ennesima resa dei conti tra fazioni per l’egemonia politica e religiosa del mondo arabo: l’analisi

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