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Home » Esteri

“Ecco come i cinesi schedano politici, imprenditori e italiani influenti”. Fra i nomi Renzi e Berlusconi

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Una società tecnologica cinese di nome Zhenhua Data ha raccolto un enorme archivio di informazioni personali di milioni di cittadini stranieri di particolare interesse. Politici, imprenditori, militari, esponenti di rilievo della società civile e criminali. Tutti (per la precisione 2 milioni e 444 mila nomi), italiani compresi, in un unico database che è stato sottratto all’azienda, fatto filtrare a Chris Balding, un accademico americano che ha lasciato la Cina nel 2018 criticando il regime, che a sua volta lo ha girato a una società di cyber sicurezza australiana di nome Internet 2.0, la quale è riuscita a recuperarne circa un decimo e lo ha a sua volta girato a un consorzio di giornali internazionali.

La sezione italiana di questo mega archivio è stata analizzata dal Foglio: presenti 4544 nomi. Politici come Matteo Renzi, Walter Veltroni e Silvio Berlusconi; industriali come Ferrero e Merloni; ufficiali dell’esercito; 2732 indagati o condannati per reati per lo più collegati alla criminalità organizzata. Dentro di tutto: data di nascita, indirizzo, stato civile, educazione, fotografia, profili social, affiliazione politica, precedenti penali e così via. Di alcune persone è stata anche ricostruita la rete di relazioni familiari.

La lista di quasi 5mila nomi italiani, ognuno con un codice identificativo, è divisa in tre categorie. Nella prima, “persone politicamente esposte”: parlamentari ed ex parlamentari come Laura Boldrini, Enrico Letta e Giulio Tremonti, imprenditori come Lisa Ferrarini, ex vicepresidente di Confindustria, scienziati come Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica, prelati ed esponenti di autorità portuali. Curiosità: a differenza delle liste che riguardano gli altri Paesi, in quella italiana non sono presenti membri dell’attuale governo.

La seconda parte è quella dedicata ai “parenti e collaboratori”. La terza, la più ampia, quella di “persone di interesse speciale”. In quest’ultima si trovano quasi 3mila nomi di persone finite a processo o indagate per una serie di reati, soprattutto legati alla criminalità organizzata o al terrorismo. Insomma, un mega archivio pieno di informazioni.

Zhenhua Data, la società cinese autrice del database

Ma cosa si sa su Zhenhua? La società, fondata nel 2018, ha sede a Shenzhen, capitale tecnologica della Cina. Tutte o quasi le informazioni che raccoglie sono disponibili pubblicamente in Rete, pratica nota come “open intelligence”, vengono cercate scandagliando con algoritmi di ricerca fonti che vanno dagli articoli di giornale ai social network e poi inserite in un database chiamato Okidb (“Oversea Key Information Database”). La società descriveva la propria missione come “integrare i dati globali open source per aiutare il grande ringiovanimento della nazionale cinese”, slogan politico del presidente Xi Jinping, e sosteneva di avere tra i propri clienti l’esercito e il Partito comunista. Sono però tanti i punti oscuri. Il primo è legato al valore valore strategico dell’archivio considerato che i dati che contiene sono vastissimi ma tutti pubblici.

Leggi anche: 1. Covid, lo scienziato Garattini: “Accelerare sul vaccino potrebbe rivelarsi un disastro” / 2. Coronavirus, come funziona il vaccino di Oxford: 32mila volontari pronti a testarlo / 3. La prima italiana che si è sottoposta al vaccino anti Coronavirus: “Per ora sto benissimo”

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