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Esclusiva TPI: “Children of War”, la serie podcast che racconta le storie dei bambini sopravvissuti alla guerra

L'Ong Save The Children lancia la serie podcast "Children of War": storie di bambini sopravvissuti alle più cruenti guerre degli ultimi 80 anni, alcune ancora in corso. TPI pubblicherà in anteprima esclusiva 4 puntate a partire dal 28 settembre

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 20 Set. 2020 alle 08:16
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Immagine di copertina
Rami e sua sorella minore, Yemen Credits: Save the Children

Lunedì 21 settembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale della Pace 2020. Alla vigilia della ricorrenza, oggi domenica 20 settembre, l’Ong Save the Children lancia “Children of War”, una serie podcast che racconta cinque storie di bambini sopravvissuti alle più sanguinose guerre dell’ultimo secolo, alcune delle quali ancora in corso. La prima puntata, uscita oggi, parla di Rami e Waleed, due cugini yemeniti di 10 e 15 anni feriti gravemente da un raid areo nella guerra in corso in Yemen. Le prossime quattro puntate saranno pubblicate in  esclusiva da TPI a partire dal 28 settembre.

Children of War: la prima puntata

La prima puntata della serie podcast “Children of War” racconta la storia di Rami e Waleed, due cugini yemeniti di 10 e 15 anni feriti gravemente da un raid areo nella guerra in corso in Yemen.

I podcast in esclusiva su TPI

“Children of War” raccoglie in cinque podcast altrettantestorie di bambini sopravvissuti nell’arco di 80 anni alle guerre più tristemente famose della storia e dei nostri giorni. La Seconda Guerra Mondiale, la guerra civile in Nigeria con la carestia del Biafra, il genocidio in Ruanda del ‘94 e le guerre attuali in Siria e nello Yemen, sono il teatro orrendo in cui sono cresciuti Evelyn, Emeka, Vanessa, Amal, Rami e Waleed.

Cinque racconti in prima persona che, attraverso la voce di attori professionisti e la partecipazione dei giornalisti Maria Concetta Mattei e Giorgio Zanchini, disegnano le loro vite e quelle delle loro famiglie travolte dalla violenza, ma ci restituiscono tutta la forza di cui sono capaci i bambini, se aiutati e protetti, nel riuscire a sognare e costruire un futuro diverso nonostante tutto. La serie è stata realizzata con la consulenza di Jonathan Zenti e grazie al contributo di Simona Angioni per i testi, di Silvia Stortini e Valerio Maggio per la produzione, e di Luca Micheli per le musiche.

Le puntate del podcast verranno pubblicate in anteprima esclusiva su TPI, dove potranno essere ascoltate ogni lunedì, per quattro settimane a partire dal 28 settembre.

I bambini e la guerra, oggi

Al dramma della guerra oggi si sommano gli effetti della pandemia da Coronavirus. Nelle aree di conflitto in giro per il mondo si calcolano circa 415 milioni di bambini esposti a un vero e proprio “fuoco incrociato”. Alla violenza delle armi, che sempre più spesso vengono puntate contro i bambini colpendo scuole e ospedali – quasi 1.000 attacchi nel 2019 – si aggiunge la minaccia del Covid-19 con i suoi effetti collaterali gravissimi per la salute, la nutrizione e l’istruzione dei bambini.

In Yemen, nonostante l’appello Onu al cessate il fuoco dello scorso aprile, un sistema sanitario già al collasso dopo più di 5 anni di conflitto fatica a contenere il virus sotto ai bombardamenti: 4 bambini su 5 hanno disperato bisogno d’aiuto e 30.000 in più rischieranno la vita per la malnutrizione entro il 2020. Questi sono solo alcuni dei dati contenuti nel rapporto “Fuoco incrociato”, realizzato da Save the Children.

In Siria, dove ogni 10 ore un bambino viene ucciso dalle violenze, più di 84 ospedali e presidi sanitari sono stati attaccati dallo scorso dicembre solo nel nord-ovest del paese, lasciando 4 milioni di persone, la metà bambini, senza alcun tipo di assistenza sanitaria per fronteggiare la pandemia.

O ancora: in Afghanistan per le conseguenze del Covid-19, 7,4 milioni di bambini hanno immediato bisogno di assistenza umanitaria e 10 milioni hanno perso l’accesso continuativo all’educazione come gli 1,4 milioni senza scuola nei Territori Palestinesi Occupati, dove la pandemia si affronta con il 29 per cento delle famiglie sotto la soglia di povertà, l’80 per cento dell’acqua disponibile inadatta all’utilizzo umano e solo 2-4 ore di elettricità disponibile al giorno.

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