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Covid, il ceo di BioNTech: “Starà con noi per i prossimi 10 anni, dobbiamo abituarci all’idea”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 22 Dic. 2020 alle 13:50
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Covid, il ceo di BioNTech: “Starà con noi per i prossimi 10 anni”

“Il Covid starà con noi per i prossimi 10 anni”: lo afferma Ugur Şahin, fondatore e ceo di BioNTech, laboratorio farmaceutico tedesco che, insieme all’americana Pfizer, ha sviluppato il siero anti-Coronavirus, recentemente approvato sia dalla Fda che dall’Ema.

Şahin, quindi, ha aggiunto che sarà bene abituarsi a una nuova “normalità” di vita. Incontrando la stampa, infatti, a chi gli chiedeva quando si potrà tornare alla vita normale, lo scienziato di origine turca ha invitato a dare una nuova dimensione al termine “normale”.

“Abbiamo bisogno di una nuova definizione del termine normale. Il virus starà con noi per i prossimi 10 anni. Dobbiamo abituarci all’idea che ci saranno nuove epidemie”.

“Tuttavia, un ‘nuovo normale’ significherà non entrare in lockdown, che i negozi non debbano chiudere, e che non sarà così comune finire ricoverati – ha aggiunto Şahin – E questo potrà accadere entro la fine dell’estate”.

Secondo il ceo di BioNTech il vaccino non cambierà le cose così rapidamente: “Questo inverno non ci sarà un impatto sui numeri dei contagi, ma lo vedremo il prossimo inverno quando ci sarà il ‘nuovo normale'”.

Come funziona il vaccino Pfizer/BioNtech

Il vaccino Comirnaty sviluppato da Pfizer/BioNTech e oggi autorizzato dall’Ema “viene somministrato mediante due iniezioni nel braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra”. Così la nota dell’Ema sull’autorizzazione condizionale al primo vaccino contro il coronavirus. “Gli effetti indesiderati più comuni di Comirnaty sono stati generalmente lievi o moderati e sono migliorati entro pochi giorni dalla vaccinazione”, sottolinea l’agenzia Ue. “Comirnaty lavora preparando il corpo a difendersi dal Covid-19” e “contiene una molecola chiamata RNA messaggero (mRNA) che contiene le istruzioni per produrre la proteina spike” che “è una proteina sulla superficie del virus SARS-CoV-2 di cui il virus ha bisogno per entrare nelle cellule del corpo”. Quando una persona riceve il vaccino, “alcune delle sue cellule leggeranno le istruzioni dell’mRNA e produrranno temporaneamente la proteina spike”. “Il sistema immunitario della persona riconoscerà quindi questa proteina come estranea e produrrà anticorpi e attiverà le cellule T (globuli bianchi) per attaccarla”, spiega l’Ema. “Se, in seguito, la persona entra in contatto con il virus SARS-CoV-2, il suo sistema immunitario lo riconoscerà e sarà pronto a difendere il corpo da esso”, sottolineano gli esperti. “L’mRNA del vaccino non rimane nel corpo ma viene scomposto subito dopo la vaccinazione”, conclude la nota.

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