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Covid, professore di Oxford: “Virus muta troppe volte, il vaccino potrebbe essere inutile”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 19 Dic. 2020 alle 12:38
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Il virus del Covid-19 si muove in Europa e nel resto del mondo a ritmi ancora serrati. Riprendendo le parole del premier Conte, “si lascia piegare ma non si lascia sconfiggere” e tutto il mondo ormai confida nel vaccino che inizia ad essere distribuito. E proprio la rapidità con cui il virus muta non lascia tranquilli gli scienziati. Secondo un professore di Oxford, Richard Moxon, il siero potrebbe non bastare, in quanto il virus sarebbe troppo mutevole. Queste continue metamorfosi potrebbero rendere dunque inefficace il vaccino.

Moxon ha specificato che una mutazione può “cambiare improvvisamente il comportamento del virus” e questo lo renderebbe più pericoloso e, di conseguenza, del tutto inutile la somministrazione del vaccino. Il professore e pediatra ha comunque chiarito che la paura riguardo all’impatto delle mutazioni sul vaccino non hanno alcun fondamento.

Il vaccino Covid protegge dalla malattia insegnando al sistema immunitario come combattere il patogeno. Crea anticorpi, proteine ​​che combattono le malattie prodotte e immagazzinate per combattere gli invasori in futuro attaccandosi alle loro proteine ​​spike. Ma se non sono in grado di riconoscere le proteine ​​perché sono mutate, significa che il corpo può lottare per attaccare un virus la seconda volta e portare a una seconda infezione. Parlando su Channel 4 allo show “Is It Safe?”, il professor Moxon ha dichiarato: “Dovremo monitorare il comportamento del virus, la sua evoluzione, con molta attenzione. Non sapremo mai quando un cambiamento nel codice genetico del virus potrebbe cambiare improvvisamente il comportamento del virus in un modo che causa una malattia più grave o, come possibilità un problema per i vaccini”. Il virus “ha già subìto molti, molti cambiamenti, ma il mondo è stato fortunato perché nessuno di questi ha finora creato una malattia più grave”.

Il professor Moxon ha poi specificato detto che il Covid-19 non è come l’influenza che può “accelerare” le mutazioni, ma gli scienziati continueranno a monitorarlo in modo che “non permettiamo al virus di fare un balzo in avanti”. Il professore emerito di pediatria ha affermato che la sua più grande preoccupazione sono le conseguenze mediche a lungo termine del coronavirus e quanto a lungo dureranno. Moxon, che non era coinvolto nella produzione del vaccino Covid di Oxford, ma ha fondato il gruppo dietro il jab sperimentale, è anche preoccupato per come verrà raggiunta la vaccinazione a livello mondiale.

Leggi anche: Covid, Conte alla domanda di TPI: “Il vaccino non sarà obbligatorio, il 27 Vaccine Day”

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