Un calzolaio inventa scarpe numero 72 per garantire il distanziamento sociale

Di Angelica Pansa
Pubblicato il 5 Giu. 2020 alle 15:41
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Immagine di copertina
Grigore Lup posa con la sua ultima invenzione. (Credit: Facebook/Grigore Lup)

Un calzolaio inventa scarpe numero 72 per garantire il distanziamento sociale

Dopo i cappelli a falda larga anzi, larghissima e vestiti molto più ampi del normale per assicurare il distanziamento sociale tra le persone ecco arrivare direttamente dal Romania le scarpe numero 72. L’idea è di Grigore Lup, proprietario di un noto laboratorio  di pelli e cuoio nella regione della Transilvania. Inizialmente queste enormi scarpe venivano fabbricate per essere usate in scena dagli attori di teatro, ma con l’epidemia di Coronavirus e la necessita di continuare a mantenere le distanze di sicurezza Grigore ha pensato ad un’opzione davvero originale, anche se forse non troppo pratica, sicuramente non per lunghe passeggiate.

Grigore Lup vive a Cluj Napoca, a 500 chilometri dalla capitale Bucarest. Il suo laboratorio di scarpe è molto famoso in Transilvania ma anche la sua attività non è stata risparmiata dalla crisi portata dall’epidemia. Ma non si è arreso e ha deciso di fare di necessità virtù fabbricando scarpe lunghe 50 cm, l’equivalente di un numero 72, che aiutassero le persone a mantenere le distanze di sicurezza tra l’oro ed evitare così il contagio.

In precedenza usate come costumi di scena, un po’ per gioco un po’ no Grigore ha deciso di metterle in vendita con questa nuova destinazione d’uso legata alla pandemia di Covid-19. E per quanto l’idea può sembrare strampalata il calzolaio ha detto che sono già stati effettuati degli ordini da Romania, UK e Canada. Sul sito del negozio si possono trovare due modelli: una scarpa classica ed elegante e uno stivaletto grintoso dalle fattezze metal.  Le scarpe per il distanziamento sociale, tutte fatte a mano, sono acquistabili per la modica cifra di 100 euro (500 lei). Oggi in Romania oggi vi sono più di 20mila casi di contagio da Coronavirus confermati e 1.300 persone sono morte durante la pandemia.

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