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Brexit, raggiunto l’accordo Ue-Regno Unito

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Boris Johnson Credit: Ansa

Resta il nodo Iva e la necessità di convincere gli unionisti nordirlandesi. Il tema sul tavolo del Consiglio Europeo

Brexit, raggiunto l’accordo Ue-Regno Unito

Svolta per la Brexit: è stato raggiunto l’accordo tra Regno Unito e Unione europea. Lo rende noto il portavoce della Commissione Ue Juncker che scrive: “Dove c’è volontà c’è accordo e noi lo abbiamo. È un accordo “bilanciato ed equo per l’Ue e Gb e testimonia il nostro impegno a trovare soluzioni. Raccomando che il Consiglio Europeo faccia sua l’intesa”.

“Abbiamo un nuovo grande accordo che riprende il controllo: ora il Parlamento dovrebbe concludere la Brexit sabato, così possiamo passare ad altre priorità come il costo della vita, il servizio sanitario nazionale, i crimini violenti e il nostri ambiente”, ha scritto il premier britannico, Boris Johnson, via Twitter annunciando di aver trovato un accordo sulla Brexit con l’Ue.

L’intesa deve ancora passare al vaglio del Parlamento britannico in seduta sabato 19 ottobre. Alla notizia dell’accordo la borsa di Londra sale dello 0,58 per cento mentre vola la sterlina che inverte la rotta e guadagna lo 0,5 per cento sull’euro a 1,1626.

Come riferito dalla Bbc, il premier britannico Boris Johnson ha ottenuto il sostegno dei Conservatori favorevoli alla Brexit ma non del Dup, gli unionisti nordirlandesi, al suo piano rivisto per l’Irlanda del Nord. Tra i punti ancora da chiarire c’è l’armonizzazione delle normative sull’Iva.

Confermato l’accordo sulle dogane, con l’Irlanda del Nord che seguirebbe “de jure” Londra nella Brexit uscendo dall’Ue, ma che “de facto” rimarrebbe per almeno quattro anni allineata alle norme dell’unione doganale e del mercato comune europei. Ciò per evitare il pericoloso ritorno delle frontiere tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda, col rischio di disordini e di una nuova guerra civile, e dunque il confine doganale sarebbe idealmente spostato nel Mar d’Irlanda, tra Belfast e la Gran Bretagna, spaccando così il Regno Unito.

Intanto, nella giornata di ieri, il ministro per la Brexit, Stephen Barclay, ha confermato che il premier britannico Boris Johnson chiederà un rinvio dell’uscita dall’Ue oltre il 31 ottobre, se entro sabato non ci sarà un accordo con Bruxelles approvato dal parlamento. Johnson è vincolato a chiedere un rinvio da una legge approvata a settembre, ma finora si era sempre limitato a dire che il suo obiettivo era divorziare da Bruxelles entro fine mese.

L’unico contenzioso aperto, in teoria, resta il nodo del confine irlandese. Sulla base dell’accordo approvato a dicembre dall’Unione europea, i due paesi si sono impegnai ad evitare l’introduzione di barriere fisiche al confine, ma la questione resta controversa. Boris Johnson avrebbe accettato la forma di controllo doganale fra l’Irlanda del Nord e il resto del Regno Unito, a patto di ottenere la certezza che Londra e Belfast escano insieme dall’Ue – non oltre il 31 ottobre come promesso – e restino un territorio doganale unico dopo Brexit.

Ore decisive dunque per la Brexit, che dopo l’accordo tra Regno Unito e Ue, deve passare ora sotto gli occhi degli europarlamentari e dei deputati del Parlamento inglese.

Leggi anche:

> Brexit, perché il confine irlandese è uno dei problemi più difficili da risolvere

> Brexit, la mossa di Johnson per uscire dal vicolo cieco

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