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Morto 12enne ridotto in schiavitù dal padre: viveva senza cibo e legato in bagno con un collare

Di Beatrice Tomasini
Pubblicato il 5 Giu. 2019 alle 18:56 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:19
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Immagine di copertina
bambino incatenato usa

Bambino incatenato Usa – Un bambino di 12 anni è morto di fame e di stenti dopo essere stato legato con un collare, per una settimana, alla vasca da bagno di un motel nello stato americano dell’Indiana.

Non solo, la vittima avrebbe subito anche abusi e percosse e sarebbe morta in ospedale per complicazioni secondo quanto riportato dall’emittente statunitense “Cnn“. Per l’omicidio di Eduardo Posso sono stati incriminati il padre Luis, 32 anni, e la compagna Dayana Medina-Flores, 25.

I due, arrestati dalla polizia, dovranno rispondere anche di abbandono di minore, sequestro di persona e percosse. Il padre, che lo ha portato in ospedale in condizioni disperate con problemi respiratori, si è provato a difendere raccontando che il figlio era scivolato mentre si faceva la doccia. La polizia però non gli ha creduto.

Il bambino era arrivato a pesare 25 chili e aveva il corpo martoriato di ferite: secondo le indagini, Eduardo era stato costretto a entrare nella vasca da bagno in una camera dell’Economy Inn, motel di Bloomington, con le gambe legate e al collo un collare elettrico per cani. Gli aguzzini avevano anche piazzato una telecamera di sicurezza nella toilette collegata a un’app del cellulare per sorvegliare il ragazzino.

Quando la polizia ha esaminato i cellulari della coppia, ex dipendenti di un circo, hanno trovato prove inequivocabili del fatto che Eduardo fosse stato ridotto in schiavitù. Posso e Medina-Flores hanno anche altri tre figli di 2, 5 e 9 anni trovati in buone condizioni di salute.

Sembra purtroppo che Eduardo, in passato, avesse già raccontato alla polizia di essere vittima di abusi e maltrattamenti da parte dei due adulti: allarme evidentemente ignorato e che è finito in tragedia.

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