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Afghanistan, raffica di attentati dei talebani. Gli Usa rispondono e lanciano bombardamenti aerei

Cresce la tensione a pochi giorni dalla firma dello storico accordo per il ritiro delle truppe Usa dal paese

Di Anna Ditta
Pubblicato il 4 Mar. 2020 alle 09:44 Aggiornato il 4 Mar. 2020 alle 10:03
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Immagine di copertina
Credit: Ansa

Afghanistan, raffica di attentati dei talebani. Gli Usa rispondono e lanciano bombardamenti aerei

L’esercito americano ha condotto un attacco aereo sulle aree dell’Afghanistan controllate dai talebani, per la prima volta dalla firma dello storico accordo a Doha per il ritiro dei militari Usa dal paese. L’annuncio segue la notizia di una raffica di attentati terroristici compiuti dai talebani contro le forze di sicurezza afgane e arriva a poche ore dalla telefonata tra il presidente Usa Donald Trump e il vice capo politico dei talebani, Baradar Akhund.

L’attacco aereo Usa è avvenuto oggi nella provincia meridionale di Helmand, secondo quanto riporta Reuters. I guerriglieri talebani “stavano attivamente attaccando un checkpoint (delle Forze di sicurezza nazionale afgana). È stato un intervento difensivo per interrompere l’attacco”, ha scritto il colonnello Sonny Leggett, portavoce delle forze statunitensi in Afghanistan in un tweet. Il militare ha aggiunto che Washington si è impegnata per la pace, ma ha invitato i talebani a fermare “attacchi inutili” e mantenere i loro impegni, alludendo all’accordo siglato sabato a Doha.

Raffica di attentati in Afghanistan

In Afghanistan il movimento ha messo in atto una serie di attacchi terroristici, che hanno provocato almeno 20 vittime. Gli attacchi arrivano a pochi giorni dalla firma dello storico accordo per il ritiro dei militari americani dall’Afghanistan, siglato a Doha lo scorso 29 febbraio. Altri attentati sono stati compiuti dai talebani nei giorni scorsi nel paese e il Pentagono ha chiarito che non si aspetta che le violenze si fermino immediatamente.

Gli attacchi delle ultime ore hanno riguardato almeno tre avamposti nel distretto di Imam Sahib, nella provincia di Kunduz, dove almeno 10 soldati e 4 poliziotti sono morti, secondo quanto ha riferito una fonte del consiglio provinciale, Safiullah Amiri. I miliziani hanno attaccato la polizia anche nella provincia di Uruzgan: “Almeno sei agenti sono morti e sette sono rimasti feriti”, ha dichiarato un portavoce del governatore, Zergai Ebadi.

La telefonata tra Trump e il capo dei talebani

Il capo della Casa Bianca aveva detto di aver avuto “una conversazione molto buona” con Baradar Akhund. Anche i talebani, tramite il profilo Twitter del portavoce del movimento, Zabihullah Mujahid, avevano dato notizia del colloquio, affermando di aver confermato al presidente americano l’impegno a mantenere relaziono “positive” con Washington se quest’ultima rispetterà le condizioni dello storico accordo firmato a Doha. Trump, secondo i talebani, ha riconosciuto al movimento una “forza” derivante dal fatto che sta “lottando per la propria patria e ha sottolineato che i militari a stelle e strisce sono in Afghanistan da “molto tempo” e vanno ritirati “nell’interesse di tutti”.

L’accordo Usa-talebani

Il 29 febbraio gli Stati Uniti e il movimento dei talebani hanno firmato a Doha un accordo storico dopo 18 anni di guerra che stabilisce un calendario per un ritiro completo delle truppe straniere dall’Afghanistan entro 14 mesi, in cambio di ​garanzie sulla sicurezza e l’impegno a tenere colloqui con il governo di Kabul. Il 2 marzo, però, i talebani hanno annunciato la fine della tregua parziale in vigore da una settimana e la ripresa delle operazioni contro le forze afghane. Lo stesso giorno una motobomba a una partita di calcio nell’est del Paese ha provocato tre morti e 11 feriti.

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