In 35 anni gli stipendi reali degli italiani sono scesi del 2%
Nello stesso periodo sono cresciuti del 35% in Francia e Germania e del 36% nella media Ocse
Tra il 1990 e il 2025 il salario reale medio in Italia è diminuito del 2%. Nello stesso periodo, secondo i dati dell’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, è cresciuto del 35% in Francia e Germania, del 47% nel Regno Unito, di oltre il 53% negli Stati Uniti e del 16% in Spagna. Un divario che si vede anche in busta paga: nel 2025 il salario lordo annuo medio in Italia è stato di circa 34.700 euro, mentre in Francia supera i 45mila euro e in Germania arriva a circa 66.700 euro. Anche tenendo conto del diverso costo della vita, l’Italia resta indietro rispetto a Francia e Germania. Dopo la fiammata dei prezzi degli ultimi anni, inoltre, gli aumenti salariali non sono ancora riusciti a recuperare quanto perso. Alla fine del 2025, secondo l’Istat, le retribuzioni contrattuali reali erano ancora inferiori dell’8,6% rispetto al 2019.
Nel secondo trimestre del 2026 il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dello 0,4%. Ma i prezzi dei consumi sono cresciuti di più. Risultato: il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,9% in soli tre mesi. Il tutto mentre l’Italia resta uno dei pochi Paesi dell’Unione europea senza un salario minimo legale nazionale. Il governo Meloni continua a respingere l’introduzione di una soglia fissata per legge, puntando invece sul rafforzamento della contrattazione collettiva. Intanto, dopo 35 anni, i salari reali italiani restano praticamente fermi.