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Standard and Poor’s conferma il rating dell’Italia: BBB e outlook diventa “stabile”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 23 Ott. 2020 alle 22:17 Aggiornato il 23 Ott. 2020 alle 22:43
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Immagine di copertina
Wikimedia Commons

Standard and Poor’s conferma il rating dell’Italia: BBB e outlook diventa “stabile”

L’agenzia internazionale Standard and Poor’s (S&P) Global Rating annuncia di avere rialzato l’outlook dell’Italia da negativo a “stabile” e di avere confermato il rating sovrano, mantenendo a BBB, due gradini sopra il livello speculativo (da BB in giù), definito appunto Junk (spazzatura). Il giudizio dell’agenzia di rating è stato reso noto nella serata di oggi, venerdì 23 ottobre, come da regolamento dopo la chiusura dei mercati azionari.

“La pandemia COVID-19 – si legge nel comunicato di S&P Global Rating – ha colpito duramente l’economia italiana; secondo le nostre proiezioni, il Pil non tornerà ai livelli del 2019 fino al 2023“. “In risposta – prosegue la nota – il governo ha introdotto misure fiscali straordinarie per il 2020 per un valore del 6,1% del Pil e ha redatto un bilancio pro-crescita per il 2021, con un obiettivo di disavanzo nominale del 7% del Pil, incluso uno stimolo aggiuntivo. A livello sovranazionale, la Bce ha ampliato le dimensioni e la durata dei suoi programmi di acquisto di attività, garantendo costi di rifinanziamento del debito storicamente bassi, mentre l’Ue ha lanciato un Fondo per la ripresa e la resilienza, che dovrebbe fornire all’Italia fino a 12,5% del PIL in sovvenzioni e prestiti, condizionato a riforme a favore della crescita”.

“A nostro avviso – ne deduce l’agenzia – nonostante le incertezze macroeconomiche, queste misure offrono alle autorità italiane un’opportunità per riavviare la crescita economica e invertire il deterioramento dei risultati di bilancio. Stiamo quindi rivedendo il nostro outlook da stabile a negativo e confermando i nostri rating ‘BBB/A-2’ sull’Italia”.

Le agenzie di rating utilizzano una scala di valori che va dalla tripla A, attribuita alle obbligazioni più sicure e quindi con un rendimento basso, fino alla D, che si ha quando il soggetto emittente è a rischio default. Dal livello BB (compreso) in giù, i titoli vengono considerati spazzatura. Il rating confermato a BBB mantiene l’Italia due gradini sopra il livello Junk.

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