Dimissioni del ministro Fioramonti, cosa succede ora per il concorso della scuola

Con l'addio dell'economista al governo crescono i timori dei docenti che attendono il bando

Di Donato De Sena
Pubblicato il 26 Dic. 2019 alle 14:26 Aggiornato il 26 Dic. 2019 alle 14:29
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Dimissioni del ministro Fioramonti, cosa succede per il concorso della scuola

Cosa succede ora al concorso per la scuola, dopo le dimissioni del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti? L’addio dell’economista in quota M5S al governo, comunicato con una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e poi un post Facebook, solleva interrogativi sui test che dovrebbero aprire ad assunzioni di decine di migliaia di docenti.

Il concorso per l’assunzione di 48mila docenti

Si tratta in particolare di due concorsi, uno ordinario e uno straordinario, per l’assunzione di circa 48mila docenti nella scuola secondaria. Stando a quanto previsto, circa 24mila nuovi insegnanti otterranno una cattedra a partire dal prossimo anno scolastico attraverso il concorso ordinario, e verrà messo a disposizione un numero simile di cattedre tramite un concorso straordinario.

Il bando, valido per la scuola secondaria statale di I e II grado, è aperto agli insegnanti che abbiano prestato almeno 36 mesi di servizio a partire dall’anno scolastico 2008/2009. Il concorso straordinario partirà in concomitanza con quello ordinario e, per i posti di sostegno, potranno partecipare anche gli insegnanti che attualmente stanno svolgendo corsi di specializzazione.

Al concorso potranno partecipare non solo i docenti delle scuole paritarie, ma anche gli insegnanti dei percorsi di istruzione e formazione professionale.

L’incertezza: bandi attesi per febbraio 2020

Secondo un verbale di conciliazione appena redatto tra sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals) e ministro Fioramonti, la pubblicazione dei bandi è stata programmata per i primi giorni di febbraio 2020. E le dimissioni del ministro ora vengono accolte con timore da parte dei docenti proprio per l’attesa del bando.

Il concorso fu già rinviato per la caduta del governo Conte I, quando in estate Matteo Salvini staccò la spina all’esecutivo. Ora, con le dimissioni di Fioramonti, i tempi potrebbero ulteriormente allungarsi.

Ad evitare uno slittamento potrebbe essere tuttavia una celere sostituzione alla guida del Ministero. A poche ore dalla notizia dell’addio di Fioramonti sono subito cominciati a circolare ipotesi di possibili successori. Il nome che circola con maggiore insistenza è quello del senatore M5S Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, che era stato già indicato come papabile ministro dell’Istruzione durante la formazione del governo Conte-bis.

La polemica da Forza Italia: “Bloccati i processi amministrativi”

Il nodo del concorso della scuola pubblica è diventato in queste ore anche uno dei temi di scontro politico. La capogruppo di Forza Italia al Senato Anna Maria Bernini ha dichiarato: “L’incertezza sul futuro della scuola è gravissima: migliaia di docenti sono in attesa del concorso straordinario e di quello ordinario per la secondaria sui quali non c’è ancora alcuna certezza. Se ne va un ministro che non lascia certo un buon ricordo, e se ne dovrebbe andare l’intero governo”.

I deputati di Forza Italia della Commissione Cultura chiedono al ministro dimissionario di riferire in Parlamento, e affermano: “Fioramonti con le sue dimissioni si è assunto la responsabilità di bloccare processi amministrativi importanti appena deliberati con il decreto scuola e la legge di Bilancio, a partire dall’indizione dei bandi di concorso per l’assunzione di 48mila docenti e dall’apertura della nuova fase contrattuale per il personale della scuola. Siamo poi alla vigilia delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico e della relativa determinazione degli organici, per parlare solo di alcune delle scadenza amministrative più imminenti”.

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