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Decreto rilancio, bonus da 600 e 1000 euro: a chi spetta, come chiederlo, quando arriva

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 14 Mag. 2020 alle 07:32 Aggiornato il 14 Mag. 2020 alle 07:55
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Bonus da 600 e 1000 euro: a chi spetta, come chiederlo, quando arriva

Il Cdm ha approvato ieri, dopo tre giorni di pre-consiglio durante i quali sono stati limati i tanti contrasti in seno alla maggioranza, il cosiddetto Decreto Maggio Decreto Rilancio (qui cosa prevede) che prevede una serie di incentivi, bonus e finanziamenti per rilanciare l’economia dell’Italia, che a causa della pandemia e delle conseguenti misure di lockdown sta vivendo la peggior crisi economica dell’era repubblicana. Nel Dl Rilancio viene confermato il bonus per autonomi e partite Iva, ma con alcuni cambiamenti. Vediamoli insieme.

Come anticipato dalla bozza del decreto, sul rifinanziamento del bonus autonomi il Governo ha investito 4,5 miliardi euro (rispetto ai 55 miliardi necessari per finanziare tutte le misure). Somma che verrà impiegata per finanziare sia la mensilità di aprile, sia quella di maggio. Per il mese di aprile, ci saranno ancora 600 euro, retroattivi, per tutti. A maggio, invece, il bonus salirà a mille euro ma sarà destinato solo a chi potrà dimostrare un calo di reddito o l’interruzione dell’attività. Il Primo Ministro ha infatti lasciato intendere che il rinnovo della misura sarà automatico, o quasi: l’erogazione della seconda mensilità avverrà nel minor tempo possibile per tutti coloro che l’avevano già richiesta a marzo.

Un aumento del bonus autonomi, invece, arriverà nel mese di maggio. Stando alle parole del ministro Patuanelli, il sussidio sarà di 1.000 euro mensili, ma non sarà per tutti. Il ministro dello Sviluppo Economico ha in maniera sibillina affermato che verrà erogato solo alle categorie che hanno maggiormente sofferto la crisi economica causata dal COVID-19.

Prorogate inoltre la cassa integrazione (per altre 9 settimane) e l’indennità di disoccupazione (per due mesi) se questa va in scadenza. Presente nel testo anche un fondo per ridurre le bollette elettriche, soprattutto per le piccole attività. Confermato anche il taglio dell’Irap, per quanto riguarda acconto e saldo di giugno, per le imprese fino a 250 milioni di fatturato.

Chi avrà il nuovo bonus

Secondo quanto annunciato dal ministro dell’Economia Gualtieri, le somme relative ad aprile saranno accreditate dall’Inps in automatico entro 24 o 48 dalla pubblicazione del decreto senza dover presentare una nuova domanda, a tutti coloro che avevano già ottenuto il bonus a marzo. Si tratta dei professionisti iscritti alla gestione separata dell’Inps, degli iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, dei lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, degli iscritti al Fondo per lo Spettacolo. Per gli autonomi dell’agricoltura, invece, secondo la bozza del dl il contributo scenderà a 500 euro.

Rispetto a quanto previsto dal Cura Italia, scompare il divieto di cumulare il bonus con l’indennità d’invalidità. Questo potrebbe rimettere in gioco diversi lavoratori esclusi in una prima fase dal beneficio. Ancora per quindici giorni a partire dall’approvazione del nuovo decreto, sarà possibile richiedere il contributo relativo al mese di marzo. Chi non avrà diritto al bonus da 600 euro per il mese di aprile? Chi è già titolare di pensione e chi è già iscritto ad altre casse previdenziali obbligatorie.

Come fare la domanda per il bonus da 600 euro di aprile

Non serve fare nessuna domanda. Il bonifico bancario verrà effettuato in automatico. Chi ha già ricevuto i 600 euro per il mese di marzo, li riceverà anche per aprile senza fare nulla. Chi non ha fatto la domanda a marzo può farla entro 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Sulla tempistica il premier Conte non ha dato specifiche, ma ha dichiarato che il pagamento avverrà in tempi stretti. Le indennità di 600 e 1000 euro sono erogate dall’INPS in unica soluzione, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 3.840,8 milioni di euro per l’anno 2020. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e comunica i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze.

Bonus 1000 euro maggio: a chi spetta

Nel mese di maggio, come detto, le cose per gli autonomi cambieranno. Il bonus salirà a mille euro, ma non sarà più universale. A fare domanda potranno essere solo alcune categorie di lavoratori, ecco quali: i liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data di entrata in vigore del decreto, iscritti alla Gestione Separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019. I Co.co.co che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del decreto. I lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1°(gradi) gennaio 2019 e il 17 marzo 2020. I lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020.

Bonus 600 euro: le nuove categorie incluse

Ci sono poi alcuni casi in cui la misura viene allargata per comprendere categorie prima escluse. 600 euro ad aprile e maggio saranno destinati a tutti gli altri stagionali che hanno cessato l’attività nel periodo tra il 1 e il 31 gennaio; ai lavoratori occasionali che hanno smesso di lavorare dopo il 23 febbraio; agli incaricati di vendite a domicilio con redditi nel 2019 superiori a 5mila euro.

Nella bozza del dl si precisa come gli autonomi che ricevono il reddito di cittadinanza non potranno avere il bonus. Se però la somma che percepiscono mensilmente è inferiore a quella prevista dalle misure del nuovo decreto, il reddito verrà integrato fino a raggiungere 600 o mille euro a seconda dei casi che abbiamo descritto sopra.

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