Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:44
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Zangrillo: “Il virus morde: ora dobbiamo imparare a conviverci e mantenere lucidità di azione”

Immagine di copertina

Covid, Zangrillo: “A maggio il virus era in ritirata”

“Io ho sempre sostenuto, anche se ciò non ha mai fatto clamore, che con il Covid dobbiamo imparare a convivere: evidentemente non l’abbiamo fatto abbastanza”, lo ha affermato il primario del San Raffaele di Milano Alberto Zangrillo in un’intervista al Corriere della Sera, in cui ha cercato di dar conto del perché ci troviamo in una nuova situazione di allarme nonostante il virus fosse per lui “clinicamente morto”. Secondo il professore, il fatto che in una settimana i nuovi contagi a Milano siano passati da tremila a seimila, “non è una catastrofe” perchè “siamo in tempo per un’azione tempestiva. “Dobbiamo mantenere lucidità d’azione”, ha detto al Corriere della Sera, confermando che “a maggio il virus era in ritirata”.

“Oggi è tornato a mordere probabilmente anche per comportamenti negligenti. Ma solo di pochi. La maggior parte della popolazione è coscienziosa, giovani compresi. Io mi auguro innanzitutto che nei più giovani scatti un meccanismo di protezione nei confronti di genitori e nonni. Dobbiamo proteggere loro, i fragili. Persone magari con il diabete o cardiopatie, normalmente sotto controllo, ma che se si infettano – ha continuato – possono aggravarsi. Sono certo che con comportamenti corretti dal punto di vista qualitativo, riusciremo a risolvere anche i problemi quantitativi. E la maggior parte della popolazione lo sta capendo. Senza una presa di responsabilità dei singoli non ne possiamo uscire”, ha dichiarato Zangrillo nell’intervista.

Anche sulla seconda ondata continua a mantenersi cauto perché “per almeno il 30 per cento dei pazienti che arrivano in Pronto soccorso basterebbe una responsabile assistenza domiciliare”. “Il segreto è prendersi la responsabilità di inviare in ospedale solo chi ne ha bisogno. Oggi siamo in una fase decisiva. Ci vuole senso civico da parte di tutti. Ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità. Altrimenti il problema diventa di proporzioni importanti”, ha osservato. Anche per quanto riguarda le terapie intensive, secondo Zangrillo, “la risposta è migliore rispetto allo scorso marzo e aprile. L’esito è più favorevole”.

Leggi anche: 1. La Lombardia chiede il coprifuoco / 2. Ats Milano: “Non riusciamo più a tracciare i contagi” / 3. Covid, in Lombardia e Campania più del 10% di tamponi positivi 

TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SUL CORONAVIRUS IN ITALIA E NEL MONDO
CORONAVIRUS ULTIME NOTIZIE: TUTTI I NUMERI

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”