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Zangrillo: “Il virus morde: ora dobbiamo imparare a conviverci e mantenere lucidità di azione”

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Covid, Zangrillo: “A maggio il virus era in ritirata”

“Io ho sempre sostenuto, anche se ciò non ha mai fatto clamore, che con il Covid dobbiamo imparare a convivere: evidentemente non l’abbiamo fatto abbastanza”, lo ha affermato il primario del San Raffaele di Milano Alberto Zangrillo in un’intervista al Corriere della Sera, in cui ha cercato di dar conto del perché ci troviamo in una nuova situazione di allarme nonostante il virus fosse per lui “clinicamente morto”. Secondo il professore, il fatto che in una settimana i nuovi contagi a Milano siano passati da tremila a seimila, “non è una catastrofe” perchè “siamo in tempo per un’azione tempestiva. “Dobbiamo mantenere lucidità d’azione”, ha detto al Corriere della Sera, confermando che “a maggio il virus era in ritirata”.

“Oggi è tornato a mordere probabilmente anche per comportamenti negligenti. Ma solo di pochi. La maggior parte della popolazione è coscienziosa, giovani compresi. Io mi auguro innanzitutto che nei più giovani scatti un meccanismo di protezione nei confronti di genitori e nonni. Dobbiamo proteggere loro, i fragili. Persone magari con il diabete o cardiopatie, normalmente sotto controllo, ma che se si infettano – ha continuato – possono aggravarsi. Sono certo che con comportamenti corretti dal punto di vista qualitativo, riusciremo a risolvere anche i problemi quantitativi. E la maggior parte della popolazione lo sta capendo. Senza una presa di responsabilità dei singoli non ne possiamo uscire”, ha dichiarato Zangrillo nell’intervista.

Anche sulla seconda ondata continua a mantenersi cauto perché “per almeno il 30 per cento dei pazienti che arrivano in Pronto soccorso basterebbe una responsabile assistenza domiciliare”. “Il segreto è prendersi la responsabilità di inviare in ospedale solo chi ne ha bisogno. Oggi siamo in una fase decisiva. Ci vuole senso civico da parte di tutti. Ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità. Altrimenti il problema diventa di proporzioni importanti”, ha osservato. Anche per quanto riguarda le terapie intensive, secondo Zangrillo, “la risposta è migliore rispetto allo scorso marzo e aprile. L’esito è più favorevole”.

Leggi anche: 1. La Lombardia chiede il coprifuoco / 2. Ats Milano: “Non riusciamo più a tracciare i contagi” / 3. Covid, in Lombardia e Campania più del 10% di tamponi positivi 

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