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Zangrillo: “Berlusconi paziente Covid a rischio ma la situazione è confortante. Virus morto? Ho usato uno tono stonato”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 4 Set. 2020 alle 16:59 Aggiornato il 4 Set. 2020 alle 17:21
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Immagine di copertina
Silvio Berlusconi e Alberto Zangrillo

Alberto Zangrillo, primario del reparto di terapia intensiva del San Raffaele, fa il punto sulle condizioni di salute di Silvio Berlusconi, ricoverato per contagio da Covid, e dice che – pur trattandosi di un “paziente a rischio per l’età e le condizioni pregresse” – la situazione è “confortante”. C’è un “blando coinvolgimento polmonare”, spiega il professore, che conferma di aver trovato nei polmoni di Berlusconi tracce di una polmonite bilaterale precoce.

L’ex premier “non è intubato” e “respira autonomamente”: “Sono ottimista”, sottolinea Zangrillo nel punto stampa organizzato nel pomeriggio di oggi, venerdì 4 settembre, al San Raffaele. “La situazione clinica è allo stato attuale tranquilla e confortante con indici clinici compatibili con quello che abbiamo osservato prima clinicamente e poi in diagnosi”.

Silvio Berlusconi, prosegue, “è diventato da soggetto asintomatico un paziente a rischio per età e per le patologie pregresse a tutti note”. Secondo il primario, il ricovero del leader di Forza Italia “durerà qualche giorno”. “Non ho detto alcune decine ma qualche giorno come prevedono i protocolli”, precisa Zangrillo.

“L’umore di Berlusconi non è dei migliori”, rivela il medico. “Mi sono imposto nell’istituire un regime che comporti il riposo assoluto, che probabilmente è la terapia di cui lui più necessita. Non è stato facile convincerlo al ricovero e ho dovuto insistere, soprattutto questa notte, ma l’uomo è pronto e intelligente e, una volta informato di quello che lo riguardava, ha convenuto con le mie valutazioni”.

Davanti ai giornalisti Zangrillo fa anche una parziale autocritica rispetto alla sua contestatissima affermazione per cui il Covid è un virus “clinicamente morto”. “Non nego di avere usato un tono forte e stonato quando il 21 maggio dissi che il virus era clinicamente morto”, dice.

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