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Zaia: “Scuola online più gestibile per il Veneto. Presto tamponi veloci h 24 negli ospedali”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 20 Ott. 2020 alle 10:41 Aggiornato il 20 Ott. 2020 alle 12:03
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Immagine di copertina
Zaia Credits: Facebook

“Questo Dpcm mi sembra un riscaldamento a bordo campo. Non c’è una road map, manca un piano di sanità pubblica a livello nazionale che indichi che i diversi step e dia indicazioni a tutti, istituzioni e cittadini. Ad esempio il lockdown con che parametri potrebbe scattare? Possibile che si debba sempre navigare a vista? La linea nazionale mi sembra quella di andare avanti a colpi di Dpcm”. É polemico il presidente della Regione Veneto Luca Zaia che nella sua consueta diretta Facebook ha aggiornato i cittadini sullo stato delle cose in tema Covid.

Secondo Zaia i suggerimenti inclusi nel nuovo Dpcm in tema di istruzione e accesso alle scuole non si adattano a una regione come il Veneto: “Gli orari sfalsati a scuola sono adatti a realtà metropolitane, non al nostro territorio. Non tifo per il lockdown né perché le scuole chiudano. Osservo che la didattica mista o alternata (un po’ a casa e un po’ in classe) negli ultimi anni delle superiori mi sembra una misura di buon senso, mentre la soluzione degli orari sfalsati a scuola, previsti dal Dpcm, sono adatti a realtà metropolitane non al nostro territorio”. E aggiunge: “Studieremo la materia insieme all’Ufficio scolastico regionale per trovare soluzioni adatte e compatibili con il nostro territorio. Per quanto mi riguarda gli orari scaglionati presentano due problemi: uno di tipo logistico, l’altro di contratto di lavoro di docenti e personale scolastico. Continuo a pensare che la rotazione, per ragazzi di 17-18-19 anni, sia preferibile. Si potrebbe arrivare fino a 200.000 studenti in didattica alternata”.

Ma Zaia illustra anche come cambieranno le regole per i comparti della sanità regionale: “D’ora in poi il test rapido sarà obbligatorio, ogni settimana, per i lavoratori delle case di riposo. Abbiamo pensato con i Direttori generali a far partire corsi brevi per preparare medici per le terapie intensive. In Italia mancano 56.000 medici per effetto di una programmazione completamente sbagliata, in Veneto ne mancano almeno 1.300”.

Infine, per i tamponi, “Per ogni Ulss avvieremo centri aperti per 24 ore per i tamponi rapidi”, avverte Zaia. “In Veneto anche nei momenti peggiori non siamo mai scesi sotto i 200 posti di terapia intensiva per pazienti non Covid su un totale di 494 posti disponibili. I trapianti non sono mai stati sospesi”.

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