L’Ue come un lager nella vignetta sulla Brexit. Il memoriale di Auschwitz: “Vergognoso”

Virginia Raggi ha revocato al disegnatore Mario Improta l'incarico assegnatogli per una campagna di sensibilizzazione nelle scuole

Di Anna Ditta
Pubblicato il 16 Dic. 2019 alle 15:04 Aggiornato il 16 Dic. 2019 alle 15:28
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Immagine di copertina

L’Ue come un lager nella vignetta sulla Brexit. Il memoriale di Auschwitz: “Vergognoso”

L’Ue come un lager: è questo il contenuto di una vignetta sulla Brexit realizzata dal fumettista Mario Improta, conosciuto come “Marione”, che ha fatto nascere una polemica che ha coinvolto il Memoriale di Auschwitz, le comunità ebraiche e il mondo della politica. Nella vignetta, l’Ue è paragonata al lager nazista di Auschwitz e il Regno Unito è raffigurato come un deportato che fugge, con il volto di Boris Johnson e l’Union Jack in mano.

Mario Improta era stato scelto da Virginia Raggi per realizzare una campagna di sensibilizzazione nelle scuole voluta dal Campidoglio, intitolata “Proteggi il cuore di Roma”. La sindaca, attaccata dal Pd romano – che ha definito il vignettista “miserabile” – ha inizialmente preso le distanze dalla raffigurazione, sostenendo che questa “è in contrasto” con la sua sensibilità. Poi ha revocato l’incarico al disegnatore.

Il disegnatore ha poi ripubblicato la vignetta in una nuova versione, in cui l’Ue è rappresentata da una latrina. La precedente vignetta, tuttavia, non è stata rimossa.

“Non ho ancora sentito le scuse di Virginia Raggi per avere affidato a Marione la sua campagna di educazione civica (sic!) nelle scuole, pagata dai romani”, aveva scritto su Twitter il deputato di Italia Viva Filippo Sensi. “Non ho ancora sentito parole chiare e l’interruzione ORA di una collaborazione andata avanti in tutti questi giorni”.

Anche il profilo dell’Auschwitz Memorial è intervenuto per condannare la rappresentazione, partendo proprio dalla frase che si leggeva sul cancello del campo di sterminio e che Marione ha sostituito con la scritta “Unione europea”.

Arbeit macht frei era un’illusione cinica che le SS davano ai prigionieri di Auschwitz. Quelle parole sono diventate una delle icone dell’odio umano. È doloroso per la memoria di Auschwitz e delle sue vittime vedere questo simbolo strumentalizzato e vergognosamente abusato”, si legge nel tweet dell’Auschwitz memorial.

“Fare satira utilizzando Auschwitz è un errore pericoloso. Non si può relativizzare la Memoria per fini politici sopratutto quando ci si assume la responsabilità di produrre materiale per gli studenti. Spero che la collaborazione con il Comune termini quanto prima”, ha scritto su Twitter la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello.

“Penso che la libertà di ognuno finisca dove inizia quella dell’altro a non sentirsi colpito nella sua dignità. E la satira si fa coi potenti non con le vittime, in questo caso dell’Olocausto”, è il commento dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini. “La vignetta di Mario Improta rappresenta solo il suo cinismo e non fa ridere nessuno”.

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