Stupro di gruppo a Matera, indagati anche due trapper

Di Antonio Scali
Pubblicato il 13 Set. 2020 alle 18:07
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Stupro di gruppo a Matera, indagati anche due trapper

Domani, 14 settembre, al Tribunale di Matera inizieranno gli interrogatori di garanzia dei quattro arrestati a Pisticci per lo stupro di gruppo di cui sono state vittime due 15enni inglesi durante una festa in una villa di Marconia, frazione di Pisticci a circa 60 chilometri da Matera. I quattro sono accusati di aver commesso violenza sessuale e lesioni personali aggravate e continuate nei confronti delle due minorenni inglesi.

In carcere sono finiti il 23enne M. M., il 22enne A. L., il 21enne A. Z. e il 19enne G.G., tutti residenti a Pisticci. Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori e dalla polizia, è stato il più giovane, G.G. a spingere con forza una delle due minorenni in una zona buia sul retro della villa, seguito poi dagli altri tre e dall’altra ragazza che andava dietro alla sua amica. Poi le due ragazze sono state vittime di distinte violenze sessuali, a cui hanno partecipato ulteriori quattro giovani, tre dei quali al momento indagati in stato di libertà. Il branco, in totale, era composto da otto persone.

Pur cerando di difendersi con tutte le loro forze, le ragazze alla fine hanno dovuto soccombere alle botte e alle violenze degli arrestati e degli indagati. Una condotta, secondo gli atti dell’indagine, caratterizzata “da brutalità, gravità ed efferatezza”. Come se non bastasse, le vittime sono state drogate prima delle violenze. Dagli esami tossicologici è emersa infatti la presenza di sostanze stupefacenti. L’accusa ritiene che la droga sia stata “somministrata a loro insaputa”⁣, le ragazze del resto negano di avere assunto stupefacenti.

Intanto finora sono sette le persone identificate dalla Polizia e ritenute responsabili dalla Procura. Nei confronti degli altri tre, però, non sono state emesse misure cautelari. Tra di loro – che quindi sono al momento cittadini liberi, sebbene sotto indagine – spuntano anche due trapper, in arte Red Michael e Meu Deus (uno di loro è addirittura figlio di una poliziotta), conosciuti in zona per le loro canzoni. Un’ottava persona è da identificare.

Pochi mesi prima dello stupro di gruppo, i trapper avevano lanciato la loro nuova canzone dal titolo “Conto cash”, nella quale spiccano frasi del tipo: “Put***a, slacciami la cintura”. La loro presenza alla festa, secondo quanto risulta al momento, sarebbe stata confermata da numerosi testimoni. Altri giovani sarebbero quindi coinvolti nella terribile vicenda, ma al momento a restare in carcere sono solo i quattro fermati dagli inquirenti.

Le ragazze, ancora sotto choc, stanno collaborando con gli agenti per fornire più dettagli possibili e risalire all’identità dei loro aggressori, mentre parallelamente va avanti anche il lavoro della scientifica. Sequestrati cellulari e dispositivi elettronici degli indagati, gli investigatori procedono con le verifiche dei file multimediali. Si cerca in particolar modo un filmato, dato che una delle vittime avrebbe visto qualcuno riprendere la scena dello stupro.

Dalla ricostruzione le violenze sono durate 15 minuti. Gli interrogatori di garanzia saranno importanti per una ricostruzione compiuta delle responsabilità di tutti i partecipanti allo stupro di gruppo. Bisogna trovare i riscontri alle versioni dei sette dai quali emergono tentativi di scaricare su altri le colpe delle violenze. Sotto ulteriore esame le immagini delle telecamere di videosorveglianza della villa, già vagliate e utili per ricostruire gli istanti immediatamente precedenti e successivi allo stupro di gruppo. In un’immagine si vedono otto persone tutte insieme.

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