Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 21:49
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Cronaca

Scuola: 1 ragazzo su 3 ha materiale discutibile sullo smartphone

Immagine di copertina

L'indagine, realizzata dopo la diffusione della chat "The Shoah Party", ha coinvolto 4mila giovani tra gli 11 e i 25 anni

Scuola: 1 ragazzo su 3 ha materiale discutibile sullo smartphone

Gli smartphone che i ragazzi portano a scuola hanno materiale discutibile, che potrebbe metterli nei guai.

È quanto emerge da un’indagine condotta dal sito skuola.net in seguito alla scoperta nei giorni scorsi della The Shoah Party, una chat in cui diversi giovani, tra moltissimi minorenni, si scambiavano video di violenze naziste e anche a sfondo pedopornografico.

Shoah Party: video e foto a sfondo nazista e pedopornografico scambiati su una chat tra minorenni

L’indagine è stata realizzata attraverso un’intervista, che ha coinvolto 4mila giovani tra gli 11 e i 25 anni, in cui è stato chiesto di aprire per pochi istanti i telefoni e di rivelarne i segreti.

I mezzi preferiti per lo scambio di contenuti di qualsiasi tipo sono le chat dei servizi di messaggistica.

Il 60 per cento usa WhatsApp, mentre un altro 35 per cento utilizza per lo più Instagram.

Su queste piattaforme, quasi tutti partecipano a chat collettive: escludendo il 9% che comunica in questo modo solo con i familiari, il 58% chatta in gruppo con i propri amici, mentre un terzo dei ragazzi partecipa a gruppi in cui ci sono anche sconosciuti.

Proprio in queste chat, ovvero quelle in cui genitori e parenti non sono inclusi, i giovani si scambiano anche contenuti non appropriati: a raccontarlo, infatti, è 1 su 3 di coloro che vi partecipano.

La tipologia di questi contenuti è varia: se circa un quarto dei coinvolti non è in grado di definirne delle caratteristiche precise, la restante parte ha fornito maggiori dettagli: si va dal materiale pornografico (65%) alle immagini di violenza (11%), dagli inni al nazismo/fascismo (8%) agli inviti a challenge o comportamenti pericolosi (7%) fino al bullismo (5%) e al razzismo (4%).

Oltre la metà, inoltre, pensa possa essere divertente e fonte di ilarità scherzare su tali argomenti, mentre un 25% sembrerebbe interessato all’argomento delle discussioni.

Il creatore della chat Shoah Party: “Era un gioco, mi è sfuggito di mano, ma ora sono pentito”

Questo tipo di conversazioni avvengono soprattutto in chat molto ristrette, quasi “blindate” (68%), forse perché il 70% sa perfettamente di muoversi al confine della legalità. Tuttavia non mancano, in misura minore, anche in gruppi più numerosi (18%) e nel 14% addirittura quelli che comprendono persone sconosciute.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Gubbio, esplosione in un capannone: un morto. Una donna è dispersa ma viva
Cronaca / La nave libica che ha sparato al peschereccio italiano era stata donata dall’Italia a Tripoli
Cronaca / Covid, 10.554 casi e 207 morti nell'ultimo giorno
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Gubbio, esplosione in un capannone: un morto. Una donna è dispersa ma viva
Cronaca / La nave libica che ha sparato al peschereccio italiano era stata donata dall’Italia a Tripoli
Cronaca / Covid, 10.554 casi e 207 morti nell'ultimo giorno
Cronaca / Parma: operaio muore schiacciato da un contenitore di mangimi
Cronaca / Caso Cucchi, carabinieri condannati in appello a 13 anni
Costume / Cannabis gratis a domicilio: il rider che la distribuisce a chi ha un reddito basso
Cronaca / Milano, 12enne violentata e minacciata da un 20enne conosciuto su Instagram
Cronaca / Riccione, preside vieta i tacchi a scuola: “Troppe cadute, vogliamo tutelarci”
Cronaca / Il calendario della riaperture delle spiagge, regione per regione
Cronaca / Nel 2020 in Italia 96mila madri hanno perso il lavoro