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Sciopero portavalori 1 e 2 agosto: oggi e domani prelievi di contanti a rischio. Disagi soprattutto per i pensionati

Ad incrociare le braccia 70mila addetti della vigilanza privata e dei servizi fiduciari

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 1 Ago. 2019 alle 08:47 Aggiornato il 1 Ago. 2019 alle 08:58
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Immagine di copertina

Sciopero portavalori 1 2 agosto 2019: disagi per prelievi e pensioni

Oggi, giovedì 1 agosto, e domani, venerdì 2 agosto, si attendono disagi e problemi ai bancomat per il prelievo di contanti a causa dello sciopero dei portavalori indetto dai sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs. Gli sportelli, proprio a causa della protesta di questi lavoratori, potranno infatti restare sprovvisti di contanti: in molti potranno dunque avere dei problemi nel ritirare denaro al proprio istituto di credito, soprattutto i pensionati, a cui l’assegno viene versato proprio il 1 giorno del mese.

Ad ogni modo le banche, come Intesa San Paolo, hanno provveduto già dai giorni scorsi a dare comunicazione dello sciopero del 1 e 2 agosto via mail a tutti i propri clienti: questi sono stati allertati che nel corso della giornata di oggi e quella di domani “il prelievo di contanti alle Casse veloci automatiche e in filiale potrebbe non essere disponibile”. Sempre Intesa San Paolo, peraltro, ha anche informato circa una soluzione alternativa in caso di impossibilità nel prelevare al bancomat: per ritirare soldi è infatti possibile rivolgersi alle tabaccherie convenzionate Banca 5 abilitate al servizio.

I motivi della protesta

Per quanto riguarda le ragioni dietro lo sciopero dei lavoratori di questa categoria, questo è stato indetto al fine di sollecitare un avanzamento dei negoziati sul rinnovo del contratto nazionale di settore, il quale risulta scaduto nel 2015: “Il negoziato avviato ormai da più di 3 anni – ha spiegato la Fisascat Cisl – non ha ancora sciolto i nodi in ordine a incremento salariale, cambio di appalto, bilateralità, contrattazione di secondo livello, classificazione del personale e salute e sicurezza, temi sui quali i sindacati hanno presentato una concreta proposta di riforma. Ulteriori distanze si sono registrate negli ultimi incontri sul tema dell’orario di lavoro. I sindacati hanno respinto fermamente le proposte articolate dalle imprese volte per lo più alla definizione di un sistema orario flessibile, privo di regole, ad appannaggio esclusivo imprenditoriale”. A prendere parte alla protesta saranno 70mila addetti della vigilanza privata e dei servizi fiduciari.

Lo sciopero fa emergere una situazione sottolineata da Francesco Luongo, presidente di Consumers For Digital Payments, C4DiP, coalizione di associazioni di consumatori formata da Movimento Difesa del Cittadino, Asso-consum e U.Di.Con. “Uno sciopero del genere in Paesi come l’Inghilterra, la Svezia o la Danimarca non creerebbe né scalpore né disagio. In Italia, invece, l’eventualità di non poter prelevare contanti dalla casse veloci o in filiale genera allarmismo perché siamo ancora ostaggio del contante. Nell’era della moneta elettronica un semplice sciopero della vigilanza bancaria rischia di mettere in ginocchio il Paese costringendo milioni di consumatori all’ennesima fila al bancomat”, ha infatti spiegato Luongo.

“Di fronte a questa notizia – ha aggiunto il presidente C4DiP – mi capita di sentire commenti come ‘allora andremo a prelevare il giorno prima’ come se la mancanza di contante precludesse i nostri acquisti quotidiani. La strada per togliere questa abitudine consolidata ai consumatori è lunga, e questo perché ancora molti cittadini non riescono a comprendere i vantaggi dei pagamenti digitali nei confronti del contante, comodità, sicurezza e tracciabilità in primis”.

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