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Sci, in Val Vigezzo i gestori sfidano Speranza e aprono gli impianti

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 15 Feb. 2021 alle 18:16
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Immagine di copertina
Sciatori in attesa del loro turno per accedere alle piste a Piana di Vigezzo, 15 febbraio 2021. ANSA/Renato Balducci

Prima no, poi sì e poi di nuovo no. La nota del ministro Speranza che annuncia il dietrofront – annunciato a 12 ore dalla ripartenza – sulla riapertura degli impianti sciistici prevista per oggi 15 febbraio ha scatenato il putiferio tra gli operatori del settore e una imponente polemica tra le fila del neo-governo Draghi.

Ministri ed esponenti della Lega hanno subito fatto sentire la propria voce, battendo i pugni sul tavolo. “Gli indennizzi per la montagna devono avere la priorità assoluta. Quando si reca un danno, il danno va indennizzato, già subito nel prossimo decreto” hanno dichiarato due dei tre ministri del Carroccio al governo, il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, e quello del Turismo, Massimo Garavaglia.

Dopo aver riorganizzato tutto per ripartire in sicurezza, gli operatori si sono trovati spiazzati dalla comunicazione di Speranza che ha bloccato tutto di nuovo. Lo sci doveva ripartire nelle regioni gialle ma la paura delle nuove variante e di possibili impennate dei contagi ha bloccato tutto nuovamente. Lo stop del governo però non ha fermato proprio tutti. Alla Piana di Vigezzo, 1.720 metri nel Comune di Craveggia (Vb) in Lombardia, i gestori della stazione sciistica hanno deciso di aprire ugualmente gli impianti. “Ancora venerdì la Regione ci aveva assicurato l’apertura e noi abbiamo predisposto tutto, in sicurezza, per riaprire. E così lo abbiamo fatto” dicono i gestori.

Un atto di ribellione che però non ha infranto la legge: la società Vigezzo and friends ha riaperto perché mancava un atto ufficiale. Quello di Speranza era stato solo un annuncio, ma il decreto vero e proprio è arrivato questa mattina.

Fino alle 10,45 alla Piana sono stati venduti skipass giornalieri a chiunque si presentasse alla cassa. Alle 10,46 è arrivato il decreto che prolunga la chiusura degli impianti, quindi non l’attività sulla neve in genere come era stato annunciato ieri: in altre parole, sì a sci di fondo, ciaspole, sci alpinismo e no a tutto ciò che prevede l’utilizzo di un impianto meccanico di risalita.

Dunque poco prima delle 11 è stata chiusa la cassa della Piana di Vigezzo, rimborsando il biglietto a quegli sciatori che l’avevano appena acquistato ed erano ancora in attesa di salire sulla cabinovia. Sulle piste l’attività è proseguita regolarmente, ovvio, perché gli agonisti possono sciare e “risalire” con gli impianti dopo ogni discesa.

Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

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