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Salerno, aggredita con spinte e calci la figlia dell’allenatore del Pescara Grassadonia: “O perde o finisce male”

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La figlia 18enne dell’allenatore del Pescara, Gianluca Grassadonia, è stata aggredita con spintoni e calci e minacciata a Salerno da due ragazzi che, con cappuccio e volto coperto dalla mascherina, le hanno rivolto alcune frasi in dialetto relative alla partita di Serie B in programma oggi tra Pescara e Salernitana, e che possono essere riassunte così: tuo padre “deve perdere se no non torna più a casa”. A denunciare l’episodio in un post su Facebook la moglie del tecnico del club abruzzese, Annabella Castagna.

La partita di serie B può valere la promozione serie A per la Salernitana, che aspettava questo momento da 23 anni. Salerno è anche la città di cui è originario il tecnico degli adriatici e dove risiede ancora la sua famiglia. Il Pescara, invece, è già matematicamente retrocesso in serie C.

L’episodio si è verificato dopo le 22 nel centro della cittadina campana. La 18enne, che non ha riportato lesioni, è riuscita ad allontanarsi e a raggiungere la propria abitazione. Poi ha denunciato l’accaduto ai carabinieri della Compagnia di Salerno che sono al lavoro per risalire all’identità dei responsabili. “Dopo cinque giorni di minacce e insulti dirette alla nostra famiglia, la follia consumatasi questa sera è intollerabile”, si legge nel post di Annabella Castagna. “Nostra figlia, appena diciottenne, è stata minacciata e aggredita con spintoni e calci affinché il papà capisca….Tutto questo per una partita di calcio. Ci auguriamo che questi criminali, ben lontani dall’essere tifosi, vengano identificati al più presto, anche perché questa è la prima volta in cui il bersaglio della violenza è stato un componente della nostra famiglia”. E aggiunge: “Ringraziamo tutti coloro che ci hanno mostrato solidarietà in queste ore così tristi e concitate, ma ci sembra chiaro, ora più che mai, che la nostra vita continuerà lontano da Salerno. Ci auguriamo che civiltà e rispetto possano divenire prerogativa di tutti”.

La Salernitana ha rilasciato una nota per prendere le distanze da quanto accaduto: “L’U.S. Salernitana 1919 stigmatizza e condanna i comportamenti intimidatori ed offensivi messi in atto in queste ore da qualcuno nei confronti dei familiari dell’allenatore del Pescara Calcio, il signor Gianluca Grassadonia. Una partita di calcio, pur se importante e decisiva, resta tale e non può scatenare simili manifestazioni di violenza verbale. Tutto deve restare nell’ambito della vicenda sportiva e sul rettangolo di gioco. Purtroppo, questa è anche la conseguenza di un clima costruito ad arte per generare odio da personaggi di basso calibro che puntualmente pubblicano sul web false notizie. Ci risulta, infatti, da fonti certe che il signor Grassadonia nella sua conferenza stampa non abbia mai fatto alcun riferimento alla Salernitana né parlato della gara in programma lunedì. Purtroppo, mentre l’U.S. Salernitana 1919 compie il suo massimo sforzo per provare a raggiungere uno storico obiettivo e regalare un’immensa gioia ai suoi tifosi c’è ancora chi infanga il nome del club e della città con manovre subdole ispirate da interessi meramente personali”.

L’assessore allo Sport della città di Salerno, Angelo Caramanno, ha dichiarato: “Lo sport resta sport. E noi prendiamo le distanze da questi idioti che nulla hanno a che fare con Salerno, i salernitani, la Salernitana. Nulla. Solidarietà a Gianluca Grassadonia ed alla sua famiglia a titolo personale ed a nome dell’Amministrazione”. Il sindaco Vincenzo Napoli ha detto che il Comune non permetterà “a nessuno d’infangare Salerno e di oltraggiare la civile e corretta passione granata confondendola con il gesto di qualche isolato sconsiderato”.

Leggi anche: 1. Rigore negato al Benevento, l’ira dei Mastella: “Draghi riferisca in Parlamento” /2. Superlega: 9 dei 12 club ammettono errore e chiedono scusa all’Uefa /3. Filippo Ganna, signore del Po (di S. Gambino)

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