Omicidio Sarah Scazzi: “Sabrina Misseri è innocente, ma in carcere da 10 anni”. Parla l’avvocato Coppi

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 1 Ago. 2019 alle 20:11
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Sabrina Misseri e Sarah Scazzi

“Sabrina Misseri è l’angoscia della mia vita. La notte mi capita ancora di pensare a questa sciagurata e a sua madre”. Queste le parole dell’avvocato Franco Coppi, difensore di Sabrina Misseri e della madre Cosima in un’intervista al Foglio. Le due donne sono in carcere con una condanna all’ergastolo per l’omicidio di Sarah Scazzi.

Delitto di Avetrana, la ricostruzione completa della storia

“Ho la certezza assoluta della loro innocenza – continua Coppi – sarei pronto a giocarmi qualunque cosa. Non essere riuscito a dimostrarlo ha rovinato la mia vita di avvocato. Noi difensori non possiamo pretendere di vincere tutti i processi, non deteniamo il monopolio della verità e certe vicende si prestano a molteplici letture, d’accordo, ma nel caso di Sabrina Misseri no. Le prove della sua innocenza e della colpevolezza del padre reo confesso erano talmente schiaccianti che non riesco a capacitarmi di questo fallimento, il ricorso per Cassazione mi ha procurato una delusione insanabile. Questa ragazza sta in carcere da dieci anni: per me è un tormento”.

Omicidio Sarah Scazzi, Sabrina Misseri potrebbe essere scarcerata

La Corte di Strasburgo ha giudicato il caso ammissibile. “Attendiamo di conoscere l’esito, i tempi non sono brevi. Poi non ci resterà che sperare nella revisione del processo”.

La Cedu avrebbe infatti giudicato il ricorso dei legali di Sabrina Misseri e la madre Cosima ammissibile perché “ci potrebbe essere qualcosa da rivedere nei tre gradi di giudizio”.

Delitto di Avetrana, la scomparsa e l’omicidio di Sarah Scazzi

Il 26 agosto 2010 la 15 enne Sarah Scazzi ha un appuntamento con la cugina Sabrina Misseri nelle prime ore del pomeriggio per fare una gita al mare. Sarah esce di casa ma, apparentemente, non raggiunge mai casa Misseri, distante solo poche centinaia di metri.

Dopo poche ore viene denunciata la sua scomparsa. Il caso attira subito l’attenzione dei media: dove è finita Sarah? Inizialmente si pensa a una fuga volontaria o a un rapimento.

Tra le persone che si prodigano maggiormente non solo nelle ricerche, ma anche negli appelli in televisione, ci sono lo zio di Sarah, Michele Misseri, e la cugina della ragazza, Sabrina Misseri.

Per un mese le ricerche vanno avanti in maniera infruttuosa finché, il 29 settembre 2010, Michele Misseri denuncia il ritrovamento del cellulare di Sarah nella campagna di Avetrana.

La circostanza insospettisce subito gli inquirenti: possibile che a ritrovare il cellulare sia stato proprio lo zio della ragazza scomparsa? La famiglia Misseri, in realtà, fin dall’inizio era finita nel mirino degli investigatori.

Sarah doveva andare proprio a casa loro quel pomeriggio. Nell’abitazione vengono messe delle cimici per captare eventuali conversazioni compromettenti, ma nulla di rilevante accade fino al ritrovamento del cellulare. [Qui la ricostruzione completa dell’omicidio di Sarah Scazzi]

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