Covid, quel rapporto che accusava l’Italia fu “fatto sparire” da Ranieri Guerra (Oms)

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 14 Ago. 2020 alle 17:43 Aggiornato il 14 Ago. 2020 alle 18:03
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Ranieri Guerra del Cts sotto accusa: “Chiese all’Oms di censurare un documento che dimostrava gli errori dell’Italia”

Il dottor Ranieri Guerra, membro del Cts e direttore aggiunto dell’Oms, è stato accusato dal quotidiano britannico The Guardian di aver chiesto all’Organizzazione Mondiale della Sanità la rimozione dal sito dell’Oms di un documento, che avrebbe potuto imbarazzare il governo italiano e lui stesso. Secondo il quotidiano, infatti, sostanzialmente Guerra avrebbe chiesto all’Organizzazione Mondiale della Sanità, di cui ricordiamolo è membro, di eliminare le “prove” del mancato aggiornamento da parte del governo italiano del proprio piano anti-pandemie così come suggerito dall’Oms e dall’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nel 2017. La vicenda è emersa in un articolo, pubblicato lo scorso mercoledì 13 agosto, in cui è stata fornita un’anticipazione del rapporto redatto dal generale dell’esercito in pensione Pier Paolo Lunelli secondo cui “se l’Italia avesse aggiornato il proprio piano anti-pandemie avrebbe avuto 10mila morti in meno per Covid”.

Secondo Lunelli, infatti, nel 2017 Oms ed Ecdc avevano indicato nuove linee guida per l’eventuale gestione di una pandemia. Tuttavia, un “piano per la pandemia da influenza” pubblicato sul sito del ministero della Salute rivela che l’ultimo aggiornamento risale al 15 dicembre 2016. Non solo: le proprietà del documento Pdf indicano che la creazione dello stesso risale al 2006. “Quando si modifica un documento, se ne dovrebbe anche modificare il titolo” ha dichiarato l’ex generale che quindi è convinto che: “Potrebbe essere che l’Italia non aggiorna il proprio piano dal 2006”. Il mancato aggiornamento del piano ha fatto sì che, secondo Lunelli, quando è scoppiata l’epidemia di Coronavirus, l’Italia disponesse solo di un “piano vecchio e inadeguato”.

A dimostrazione del fatto che le dichiarazioni di Lunelli corrisponderebbero al vero vi è un rapporto indipendente, pubblicato sul sito dell’Oms il 13 maggio scorso e dal titolo “Una sfida senza precedenti: la prima risposta dell’Italia al Covid-19”, nel quale si esaminava quanto era accaduto in Italia all’inizio della pandemia con l’obiettivo di aiutare gli altri Paesi ad evitare quanto avvenuto in Lombardia. Nel documento si affermava che il piano per le pandemie dell’Italia risaliva al 2006 e che successivamente era stato “riconfermato” e non aggiornato così come richiesto dall’Oms e dall’Ecdc nel 2017. Proprio per questo motivo, secondo il The Guardian, il giorno seguente la pubblicazione del rapporto, Ranieri Guerra, che è stato direttore generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute dal 2014 e a capo dell’ufficio responsabile per gli aggiornamenti del piano per le pandemie, avrebbe contattato l’Oms per chiedere di rimuovere il rapporto, cosa che poi è effettivamente avvenuta.

Nel rapporto, successivamente cancellato dal sito dell’Oms, vi era scritto che “L’Italia non era del tutto impreparata quando le prime notizie sono giunte dalla Cina. Nel 2006, dopo la prima grave epidemia di Sars, il ministero della Salute italiano e le regioni approvarono un piano di risposta nazionale per la pandemia da influenza, riconfermato nel 2017, con linee guida per i piani regionali”. Contattato dal quotidiano britannico, tuttavia, Ranieri Guerra ha preferito non rilasciare commenti, mentre sull’intera vicenda potrebbe presto intervenire la magistratura dal momento che Lunelli ha già dichiarato che presto metterà a disposizione degli inquirenti il suo rapporto.

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