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Ragazzo di 15 anni ucciso a Napoli dal carabiniere, il padre: “Colpito alle spalle mentre scappava”

Il militare dice di essersi sentito in pericolo e di aver agito per difesa. Ecco cosa sappiamo finora

Di Anna Ditta
Pubblicato il 1 Mar. 2020 alle 14:44 Aggiornato il 1 Mar. 2020 alle 19:26
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Immagine di copertina
La caserma Pastrengo, sede del comando provinciale dei Carabinieri di Napoli, 01 Marzo 2020. ANSA/CESARE ABBATE

Ragazzo di 15 anni ucciso a Napoli dal carabiniere, il padre: “Colpito alle spalle mentre scappava”

Il padre di Ugo Russo, il ragazzo di 15 anni ucciso a Napoli durante un tentativo di rapina ai danni di un carabiniere non in servizio, chiede giustizia per suo figlio. “Lavorava, era un bravo ragazzo. E me lo hanno ammazzato”, ha detto Vincenzo Russo secondo quanto riportato da Repubblica.

Il 15enne dei Quartieri Spagnoli è stato ucciso la scorsa notte da un carabiniere 23enne in servizio in provincia di Bologna, che ha reagito a un tentativo di rapina. “Qualunque cosa stesse facendo, non vale una vita umana”, dice ora il padre.

“Gli ha sparato dietro alla testa, mentre Ugo stava scappando”, ha detto l’uomo a Fanpage.it. “Voleva ucciderlo. Quello non è un carabiniere, ma un criminale, perché ha voluto uccidere mio figlio”.

La famiglia della vittima ha già nominato un avvocato, Antonio Mormile. “Meglio la morte che la tortura”, scriveva il ragazzo pochi giorni fa su Facebook.

Le indagini

Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli e affidate ai carabinieri del Nucleo Investigativo del comando Provinciale di Napoli e sono ancora in corso.

È già stato identificato il complice del 15enne ucciso: ha 17 anni e come la vittima era incensurato e viveva nei Quartieri Spagnoli. È stato anche trovato lo scooter usato per il tentativo del colpo e una pistola di ferro, molto simile a quella in uso alle forze dell’ordine, ma finta. Era l’arma che Russo ha impugnato e puntato alla tempia del militare.

Secondo quanto accertato il militare avrebbe parcheggiato l’auto, la ragazza sarebbe scesa, mente lui non ne ha avuto il tempo. Russo, con casco integrale e scaldacollo, avrebbe raggiunto a piedi l’auto e puntato la pistola contro il carabiniere che poi avrebbe fatto fuoco.

La versione del carabiniere

Il carabiniere ha raccontato la sua versione al pubblico ministero che lo ha interrogato in caserma. Ha detto che si trovava in auto con la sua fidanzata, in via Generale Orsini, quando è stato affiancato da un uno scooter con a bordo due persone.

Uno dei due ha estratto una pistola e l’ha puntata alla tempia del militare che era in borghese e che si è qualificato. Il minorenne ha comunque provato a rapinare l’orologio del carabiniere, che ha estratto l’arma di ordinanza e fatto fuoco tre volte. Un proiettile alla testa e uno al torace hanno preso il ragazzo armato.

Il carabiniere dice di essersi sentito in pericolo e di aver agito per difesa, ma rischia di dover rispondere all’accusa di omicidio.

La morte del 15enne

Ugo Russo, trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini in condizioni critiche, è morto alle 2.30. Decine di persone, tra cui i suoi familiari, arrivate al pronto soccorso hanno distrutto il nosocomio con calci, pugni, lanciato sedie e panche sulle vetrate.

La struttura è stata chiusa dal direttore della Asl perché inagibile, e 8 pazienti sono stati trasferiti in reparto o in altri ospedali. Poco dopo un gruppo di persone armate ha esploso quattro colpi di pistola nei pressi della caserma Pastrengo, sede del comando provinciale dei carabinieri di Napoli. La tensione è rimasta alta fino a questa mattina.

“La morte di un quindicenne è sempre e comunque una tragedia. Ma è inaccettabile che sia stato devastato, tanto da dover sospendere l’attività, il pronto soccorso dell’Ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli”, ha scritto su Facebook il sindaco Luigi De Magistris. “Medici e infermieri devono lavorare in serenità per poter curare pazienti in emergenza. Ho più volte chiesto con forza che vi sia più vigilanza negli ospedali e nei pron‬to soccorso. La situazione negli ospedali è già alquanto complicata. Mai come di questi tempi è necessaria sicurezza totale! Basta parole!”.

Dopo quanto accaduto, il prefetto di Napoli, Marco Valentini, ha contattato il direttore generale dell Asl Napoli 1 centro, da cui dipende il presidio, e la direttrice  del pronto soccorso,  “esprimendo la  solidarietà sua personale e delle istituzioni  ai medici, ai pazienti ed al personale del nosocomio ed assicurando la piena collaborazione delle forze dell’ordine per l’espletamento di adeguati servizi di vigilanza, che sono stati immediatamente  disposti”. Ne dà notizia un comunicato della Prefettura di Napoli. Inoltre, in relazione all’esplosione di colpi d’arma da fuoco all’esterno del Comando provinciale Carabinieri di Napoli, il prefetto ha disposto l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio e di vigilanza ad obiettivi sensibili.

“Siamo stati all’ospedale Pellegrini questa mattina innanzitutto per dare la nostra solidarietà, per sostenere e incoraggiare il nostro personale”, scrive in una nota il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Non possiamo non constatare che non è la prima volta che qui si verificano atti di di aggressione e di violenza. E non possiamo non chiedere formalmente l’istituzione di un posto di polizia nel presidio, come già fatto senza ottenere risposta, da un anno e mezzo, per l’ospedale San Giovanni Bosco”.

“Quanto avvenuto a Napoli è una tragedia immane da ogni punto di vista”, sottolinea Vito Crimi, viceministro dell’Interno. “Da una parte la straziante perdita di un ragazzo di soli quindici anni, che ha perso la vita mentre stava compiendo una rapina, dall’altra un carabiniere costretto a difendersi che, posso solo immaginare, starà vivendo momenti strazianti. A lui e al personale sanitario che ha dovuto subire l’ennesima, inaccettabile, aggressione va la mia solidarietà. Oggi dobbiamo solo interrogarci su come evitare che ciò accada di nuovo e al contempo non possiamo abbassare la guardia dinnanzi alla criminalità, che va combattuta principalmente creando opportunità e futuro per i nostri giovani”.

“Emergenza sicurezza a Napoli. Un 15enne, con il volto coperto dal casco, punta una replica di pistola in metallo alla tempia di un carabiniere fuori servizio. Il militare si difende, spara tre colpi e il rapinatore muore in ospedale”, scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Poi la ‘ritorsione’: prima gli spari contro il comando dei carabinieri e i parenti del giovane che devastano il pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini. Ai medici e al personale sanitario della struttura tutta la nostra solidarietà. Napoli ha bisogno dello Stato e non può essere lasciata da sola nella guerra alla criminalità, organizzata e non. Le Forze dell’Ordine non bastano: serve l’Esercito e una legge speciale”, osserva.

“La situazione dell’ordine pubblico a Napoli è fuori controllo”, ha dichiarato Mara Carfagna, vicepresidente della Camera dei deputati e consigliere comunale di FI a Napoli.     “Troppi ragazzi senza speranza e prospettive cadono nelle mani della criminalità, come dimostra la tragedia accaduta questa notte. Se, come sembra dalle prime ricostruzioni della Procura, il carabiniere ha reagito per difendersi, non aveva alternativa, ma questo non cancella il dolore per una giovane vita spezzata. Esprimiamo solidarietà ai medici del Pronto Soccorso dell’Ospedale Pellegrini, che hanno subito un’aggressione spaventosa e immeritata”, conclude.

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