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Benetton rescinde contratto con Oliviero Toscani dopo la frase “a chi interessa che caschi un ponte”

Benetton ha deciso di interrompere il rapporto di lavoro con Oliviero Toscano dopo le sue dichiarazioni al programma radiofonico Un giorno da Pecora

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 6 Feb. 2020 alle 15:53
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Immagine di copertina
Credit: social/twitter

Ponte Morandi, Benetton rescinde contratto con Oliviero Toscani

“Ma a chi interessa che caschi un ponte, smettiamola”. Una frase che è costata cara al noto fotografo Oliviero Toscani.

L’artista aveva parlato così durante la trasmissione “Un giorno da Pecora” di Radio1. Nonostante le scuse ufficiali, l’affermazione ha causato l’interruzione del rapporto di lavoro con Benetton dopo le affermazioni del famoso fotografo sul crollo del Ponte Morandi.

“Benetton Group, con il suo presidente Luciano Benetton, nel dissociarsi nel modo più assoluto dalle affermazioni di Oliviero Toscani a proposito del crollo del Ponte Morandi, prende atto dell’impossibilità di continuare il rapporto di collaborazione con il direttore creativo”, è scritto in una nota.

Ma cosa aveva detto precisamente Toscani?

Facciamo un passo indietro.

Oliviero Toscani aveva risposto ai due conduttori della trasmissione radiofonica che gli avevano chiesto un parere rispetto alla foto delle Sardine con Luciano Benetton proprio nel centro culturale di Fabrica diretto da Oliviero Toscani e sponsorizzato dalla famiglia che controlla Atlantia e la società Autostrade attraverso la holding Edizione.

“Alle persone che sono morte interessa eccome”, avevano provato a replicare i due conduttori Cucciari e Lauro. “A me non interessa questa storia qui. Benetton sponsorizza un centro culturale”, aveva replicato Toscani ignorando il rapporto che vincola la famiglia di imprenditori veneti alla società Autostrade.

Oliviero Toscani si era anche difeso con un tweet:

“Mi dispiace che parole estrapolate e confuse possano far pensare una follia come quella che a me non interessi nulla del ponte. Solamente la cattiveria può strumentalizzare una cosa simile. A me come a tutti quella tragedia interessa e indigna, ma è assurdo che certi giornalisti ne chiedano conto a me”.

“Mi scuso – aveva detto Toscani – Ho vergogna anche di scusarmi. Sono distrutto e addolorato”.

“Ho detto quelle parole infelici, ma la mia frase è stata estrapolata dal contesto – aveva precisato in un’intervista a La Repubblica -. Volevo solo dire che Fabrica è un centro culturale che non ha nulla a che fare con Autostrade. E che non stavamo discutendo di quello, del ponte Morandi che è cascato. Il ponte non c’entra nulla con le nostre attività, noi ci confrontavamo sulle forme di comunicazione moderna. E insomma tutto il casino che è stato montato ad arte su quell`incontro con le Sardine, Benetton, il ponte…ecco quello non ci interessa”.

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