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Pietro Bartolo: “Ho visto l’orrore dei campi in Libia. Nessuno deve essere portato indietro”

Il medico di Lampedusa, che ha salvato più di mille migranti, commenta la situazione in cui versa la Alan Kurdi, la nave della Ong tedesca Sea Eye ferma al largo di Malta

Di Marta Facchini
Pubblicato il 3 Ago. 2019 alle 17:28 Aggiornato il 15 Set. 2019 alle 22:36
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Immagine di copertina
Credit: Ansa

Pietro Bartolo sulla Alan Kurdi: “Nessuno deve essere riportato in Libia”

“Li ho visti scuoiati vivi, le ho viste stuprate fino alla paralisi. E questo è quello che può essere raccontato. Perché ho visto anche cosa succede a chi scappa dalla Libia e viene riportato lì. No, quello non si può neanche raccontare, va ben oltre le torture nei campi di concentramento nazisti, tecnologicamente più avanzati dei lager libici, dove non c’è il gas a stordirli prima della fine”.

Lo ha scritto in un post su Facebook Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa che ha soccorso più di tremila migranti, per commentare la situazione in cui versa la Alan Kurdi, nave della Ong tedesca Sea Eye ferma a circa 25 miglia dalla costa meridionale di Malta. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini non ha autorizzato l’ingresso nelle acque territoriali italiane per l’imbarcazione, che ha salvato quaranta migranti in mare.

“Lui, il signor ministro che non voglio neanche nominare, non ha idea di quel che dice, quando invita la Alan Kurdi a dirigersi verso Tripoli. Però ascolti chi ha visto l’orrore: nessun essere umano deve essere riportato in Libia. Nessuno”, ha proseguito l’europarlamentare.

“L’idea di considerare la Libia un posto e un porto sicuri è folle. Io non parlo per sentito dire, io ho visitato donne e uomini provenienti dai lager. Ragazzi scuoiati vivi, donne stuprate che rischiavano la paralisi, i segni sui corpi delle frustate, le bruciature delle sigarette. Testimonianze di torture non in un campo profughi, in una struttura di accoglienza, ma in veri e propri campi di concentramento”, ha proseguito Bartolo in un’intervista pubblicata oggi su Repubblica.

La Germania è intervenuta sostenendo che accoglierà trenta persone sbarcate dalla Gregoretti solo se il vicepremier permetterà lo sbarco della Alan Kurdi. Sulla vicenda è intervenuta la portavoce della Commissione europea Mina Andreeva, che ha affermato: “Il ruolo della Commissione Ue è quello di essere sempre costruttivi. Abbiamo iniziato il coordinamento per la ridistribuzione dei migranti. Ci sono alcuni Stati membri che hanno mostrato interesse, ma non sta a noi dare i dettagli”.

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