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Omicidio Willy: quei 20 minuti di botte e di agonia prima di morire

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 8 Set. 2020 alle 13:36
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Immagine di copertina
Un mazzo di fiori sul luogo dell'uccisione del giovane 21enne a Colleferro. Credits: ANSA

Calci e pugni al 21enne solo perché aveva provato a difendere un amico. Willy Monteiro Duarte (qui un suo profilo) è stato massacrato di botte dai suoi aggressori in pieno centro a Colleferro, nella zona a sud della Capitale.

Adesso la posizione dei 4 killer arrestati si sta aggravando (qui una ricostruzione del caso). Si tratta di Mario Pincarelli di 22 anni, Francesco Belleggia di anni 23, i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, rispettivamente di 24 e 26 anni, e di un quinto amico, che per il momento risulta solo indagato.

Quei 20 minuti di violenza infinita

Secondo una prima ricostruzione uno dei quattro picchiatori aveva iniziato a litigare con un ragazzo che avrebbe, secondo quanto raccontato da uno degli arrestati, lanciato uno sguardo, o messo un like, di troppo a una ragazza. Willy sarebbe quindi corso in aiuto dell’amico e il branco avrebbe cominciato a picchiarlo violentemente, fino a ucciderlo.

Nuovi dettagli contenuti in sei verbali si aggiungono alla ricostruzione di quanto accaduto. La tragedia sarebbe avvenuta verso le due e un quarto all’esterno di una pizzeria in largo Santa Caterina. La lite, scoppiata all’interno del locale, sarebbe poi degenerata in un giardino pubblico di fronte al ristorante. Secondo quanto ricostruito, Willy e alcuni amici sarebbero usciti dalla pizzeria alle 2.40, per raggiungere la vettura parcheggiata vicino al parco. Il 21enne si sarebbe quindi accorto della rissa e del suo ex compagno di scuola aggredito da quattro ragazzi.

Il 21enne decide allora di correre in soccorso dell’amico, mettendosi tra lui e il Pincarelli. A quel punto torna anche Belleggia che si era allontanato per chiamare i fratelli Bianchi, e inizia la rissa. Le luci del giardino vengono disattivate, come scoperto in seguito dal giardiniere, e le telecamere di sicurezza presenti non riescono così a riprendere chiaramente quanto avviene nel parchetto.

All’arrivo dei due fratelli la situazione peggiora: iniziano a picchiare forsennatamente chiunque, anche Willy, forse credendolo parte del gruppo preso di mira inizialmente. Due giovani riescono a scappare, un terzo viene invece raggiunto da un pugno in pieno volto. Un altro scappa e si nasconde dietro un’automobile. Willy resta solo contro i quattro palestrati e dopo venti minuti di calci e pugni soccombe. Anche una volta stramazzato sull’asfalto i suoi aggressori continuano a colpire duro per 20 minuti.

Il ritardo dei soccorsi

Sono ormai le tre del mattino quando la moglie del comandante della stazione di Colleferro sente le grida e provenienti dal parco, poco lontano dal suo alloggio. La donna sveglia il marito che corre in strada. “Quando sono arrivato giù quel ragazzo era già a terra, ferito, ma ancora cosciente. Gli ho accarezzato il volto e gli ho detto di stare tranquillo perché i soccorsi sarebbero arrivati presto. Poi ho fatto qualche domanda ai presenti, che mi hanno mostrato una foto degli aggressori, dato modello e targa del Suv. Ho capito da subito chi si trattava, ho chiamato i soccorsi e diramato le informazioni alle pattuglie di zona”, ha poi raccontato il comandante.

Gli inquirenti hanno rivelato che il militare è riuscito a gestire tutto da solo, anche perché le altre persone presenti erano come immobilizzate, solo dopo mezz’ora sono riuscite ad allertare i soccorsi e il 112. Dopo neanche due ore il gruppo viene fermato in un altro locale, di proprietà della famiglia Bianchi, ad Artena. Hanno anche avuto il tempo di postare dei video-umoristici su Facebook. I quattro, più un loro amico indagato, vengono quindi trasferiti in caserma e raggiunti poi dai loro genitori.

Tutti gli approfondimenti di TPI sull’aggressione di Colleferro: 1. LA CRONACA: 21enne interviene per difendere un amico: massacrato a morte dal branco / 2. LA RICOSTRUZIONE: “Vi prego basta, non respiro più, così è morto Willy / 3.LA BIO: “Sognava di diventare come Totti”: chi era Willy

4. I PROFILI: Dal culto per le arti marziali ai precedenti per spaccio: chi sono gli aggressori di Willy Monteiro / 5. IL DETTAGLIO: Uno degli aggressori di Willy Monteiro insegnava arti marziali ai bambini / 6. LE OPINIONi: Se a uccidere un bianco fossero stati 4 neri sarebbe scoppiato il finimondo (di G. Cavalli) e Quel gesto vigliacco e codardo: infierire sul corpo di Willy quando era già in terra (di Lara Tomasetta) 

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