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Napoli, scoppia il caso dei medici in “congedo” per malattia: sono 249

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 18 Mar. 2020 alle 11:06
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Napoli, scoppia il caso dei medici in “congedo” per malattia

Secondo Ciro Mauro, direttore del dipartimento emergenze del Cardarelli, il più grande nosocomio di Napoli, 249 operatori sanitari si trovano in malattia. Il congedo però, non è dovuto all’infezione da Coronavirus, ma è ben più antecedente.

Lo spiega nel dettaglio su un post pubblicato sui social: “Penso a tutti gli operatori del Cardarelli che sono al loro posto e penso anche a tutti quelli che si nascondono dietro un certificato medico fasullo lasciando i colleghi da soli a lavorare. Non abbiamo rancore contro questi, solo commiserazione. Il Cardarelli andrà lo stesso avanti conseguendo come al solito i migliori risultati della sanità campana”.

“Ovviamente il mio grazie va a tutti quelli che continuano a battersi, e che sono in condizioni di lavorare “, spiega a Repubblica. E sugli altri? “Non toccano a me accertamenti. Certo è un numero strano. In una Regione che funziona al punto da inseguire i runner per strada, mi aspetto anche rigore per chi è chiamato a fare il suo dovere. In sicurezza, ci mancherebbe”.

Ma come ogni storia, va raccontato tutto e Napoli come sempre mostra due volti: quello dello sforzo e della sperimentazione, e quello di altri (la minoranza) che fanno i furbi e si sottraggono al loro dovere in un momento di crisi. Il Fatto Quotidiano spiega che non ci sono solo i furbi: ieri per esempio Franco Faella, 74 anni, uno degli infettivologi più esperti in Italia, ha lasciato la pensione ed è tornato a fare quel che sa fare. Ha accettato l’invito della Asl di prendersi cura della realizzazione del secondo presidio Covid napoletano: l’ospedale Loreto mare.

E la domanda di medici è tale che ha portato a stabilire che la laurea in Medicina è definitivamente abilitante alla professione medica. Il provvedimento fa parte del “Decreto Cura-Italia” approvato lunedì 16 marzo, dal governo, e annunciato dal Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi.

Rendere il conseguimento della laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia immediatamente abilitante per l’esercizio della professione di medico-chirurgo significa per Manfredi “liberare immediatamente sul Sistema sanitario nazionale l’energia di circa diecimila medici fondamentale per far fronte alla carenza che lamentava il nostro Paese”. Migliaia di neo-laureati che attendevano da un mese, da quando cioè tutti i concorsi pubblici sono stati annullati e rimandati a causa dell’emergenza Covid-19, una nuova data per sostenere l’esame di Stato e iniziare a esercitare la professione. “Cogliamo questo momento di difficoltà per adeguarci per sempre e con positività anche alle esigenze di una società che cambia”, ha aggiunto il ministro.

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