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La moglie del caposcorta di Falcone: “Vittime tradite, lo Stato ha buttato all’aria 30 anni di antimafia”

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La strage di Capaci

Il duro commento di Tina Montinaro sulla vicenda della scarcerazione dei boss per il Covid-19, alla vigilia del 28esimo anniversario della strage di Capaci

La moglie del caposcorta di Falcone: “Vittime tradite, lo Stato ha fallito”

“Siamo stati abbandonati dallo Stato e dopo 28 anni non si è fatta piena luce, è insopportabile”. Non usa mezzi termini Tina Montinaro, moglie di Antonio Montinaro, caposcorta di Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci, per commentare la vicenda dei boss detenuti poi scarcerati per l’epidemia di Covid-19 e le scelte delle istituzioni per il contrasto alla criminalità.

Domani ricorre il 28esimo anniversario dall’attentato sull’autostrada palermitana in cui il giudice Falcone perse la vita con Francesca Morvillo, Montinaro e i due agenti Vito Schifani e Rocco Dicillo. Una giornata della memoria che arriva pochi giorni dopo il caso che ha travolto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. “Quando ho saputo dei boss liberati ho provato tanta indignazione e mortificazione per quello che ha dato mio marito a questo Stato – ha detto la moglie del caposcorta in una dichiarazione all’Agi – E per quello che io e i miei figli continuiamo a dare dopo 28 anni spendendoci tutti i giorni nelle scuole tra i giovani. Anche perché prima li fanno uscire, poi li fanno rientrare: ma quale credibilità ha questo Stato? Hanno buttato all’aria quasi 30 anni di antimafia”.

Tina Montinaro ha dedicato una vita per sensibilizzare i più giovani nella lotta contro la criminalità grazie all’associazione ‘Quarto Savona Quindici’ da lei presieduta. La sua rabbia è cresciuta dopo la notizia della scarcerazione di centinaia di mafiosi, arrivata proprio a ridosso dall’anniversario della strage di Capaci.

La mobilitazione per ricordare l’attentato anche quest’anno non si è fermata nonostante l’emergenza Coronavirus grazie al flash mob con i lenzuoli bianchi esposti nei balconi casa. “Come se fossero gli abbracci di tutti gli italiani – ha affermato all’Agi Tina Montinaro – ed è ugualmente bello, perché sentiamo la presenza della gente che vuole ricordare i martiri di Capaci e non si arrende”.

Il giudizio è severo nonostante l’approvazione di un decreto anti-scarcerazioni con cui il governo è corso ai ripari per il rientro di boss in carcere. Montinari ricorda che la verità sulle stragi del 1992 è ancora incompiuta. “Quando parliamo dello Stato – precisa – non mi riferisco alle istituzioni ma agli uomini che le governano. E noi – continua – ci siamo sempre sentiti abbandonati da questo Stato: abbiamo sempre voluto fare finta di niente, siamo andati avanti perché abbiamo avuto la nostra idea di antimafia. Però è chiaro che queste sono mortificazioni continue anche perché in 28 anni di processi non sì è fatta piena luce, ed è insopportabile”.

Poi conclude: “Tutto quel sangue non è stato versato invano. E’ servito perché la società civile da quel momento è cambiata. Tanti ragazzi hanno capito da che parte stare e hanno dato a noi la possibilità di camminare a testa alta e di dire no. Ma per quanto riguarda tutto il resto non è cambiato nulla: anzi se dopo 28 anni i boss sono tornati fuori, che cosa è cambiato? Semmai siamo peggiorati…”.

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