Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Modena, 15enne molestata. Il prete: “Come mai lei era online a tarda sera?”

Immagine di copertina

Chi l’ha visto, molestie sessuali a Finale Emilia: la frase indelicata di Don Daniele, interviene in difesa la Curia

Il programma “Chi l’ha visto” ha fatto luce sullo scandalo relativo a molestie sessuali a Finale Emilia, in provincia di Modena: un uomo di 37 anni, parte del coro della chiesa, ha adescato tramite social una ragazza di 15 anni, facendo apprezzamenti sessuali e inviandole messaggi indecenti, con tanto di fotografie compromettenti allegate. La ragazza, spaventata, lo ha raccontato alla madre a e la donna, capita l’identità del molestatore, ha deciso di contattarlo. L’uomo di 37 anni è scomparso nel nulla, lasciando il catechismo e il centro estivo, per poi fare ritorno nel coro quattro mesi dopo. Nel frattempo, la madre della ragazza ha informato il parroco della chiesa, soprattutto dopo aver scoperto che anche altre come sua figlia sono state contattate e molestate dal 37enne, tutte giovanissime, agganciate tra la chiesa e la palestra della cittadina, dove l’uomo lavora. Il parroco, secondo la madre della ragazza, avrebbe fatto tante promesse, ma anche insinuazioni sul perché la figlia fosse sui social a tarda notte.


Durante la puntata di “Chi l’ha visto”, don Daniele – il parroco di Finale Emilia – è stato intervistato e ha ribadito il concetto. Al minuto sei, il parroco ha dichiarato: “La domanda è come mai una ragazzina di 15 anni – non so a che ora – fosse ancora online”, andando completamente fuori tema. “Mia figlia non era sui social per farsi adescare”, ha replicato la madre. Qui trovate il link del video completo.

Quattro mesi dopo, però, l’adescatore è tornato nel coro della chiesa. Il parroco, durante l’intervista con Chi l’ha visto, ha spiegato di non essere al corrente di ogni dettaglio dell’accaduto. Come specifica poi la Curia, che ha preso le difese di Don Daniele: “In quel momento il parroco, venuto a conoscenza di un episodio, solo parzialmente e senza i pesanti dettagli contenuti nelle chat, e trovato conferma dalla famiglia di una vittima, ha informato tempestivamente i Superiori e subito ha provveduto a rimuovere l’autore di questi atti da ogni servizio educativo verso i minori”.

Leggi anche:

1. Justin Bieber accusato di molestie sessuali, lui nega: “Ho le prove” / 2. Molestie, il produttore Harvey Weinstein condannato a 23 anni di carcere

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Procedimento disciplinare per la docente che invitò Francesca Albanese a un webinar
Cronaca / Crampi e dissenteria dopo la cena al ristorante messicano
Cronaca / Gruppo FS: nel primo trimestre in calo del 57% le aggressioni al personale di Trenitalia
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Procedimento disciplinare per la docente che invitò Francesca Albanese a un webinar
Cronaca / Crampi e dissenteria dopo la cena al ristorante messicano
Cronaca / Gruppo FS: nel primo trimestre in calo del 57% le aggressioni al personale di Trenitalia
Cronaca / Garlasco, per la Procura Stasi non era sulla scena del delitto. E spuntano gli audio citati da Bruzzone
Cronaca / Oltre il visibile: il gemello digitale di San Pietro
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / RFI (Gruppo Fs): avanzano i lavori del passante AV di Firenze
Cronaca / Spuntano i primi nomi dei calciatori nelle carte dell’inchiesta sulle escort a Milano
Cronaca / Madre si getta dal balcone insieme ai tre figli a Catanzaro: muore con i due bambini, la terza è grave
Cronaca / Il naufragio del Lago Maggiore: le rivelazioni del Mossad sulla morte degli 007 italiani e israeliani cambiano tutto