Migranti, l’Italia blocca le Ong: doppio “fermo” per Aita mari e Alan Kurdi

Di Anna Ditta
Pubblicato il 7 Mag. 2020 alle 09:00 Aggiornato il 7 Mag. 2020 alle 09:10
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Immagine di copertina
La nave Alan Kurdi Credit: Ansa

Migranti, l’Italia blocca le Ong: doppio “fermo” per Aita mari e Alan Kurdi

Dopo la Alan Kurdi, anche la nave Aita Mari della ong Salvamento Maritimo Humanitario, è stata sottoposta a fermo amministrativo da parte della Guardia Costiera. Il fermo, spiega una nota della Guardia Costiera, è arrivato al termine di una perquisizione a bordo, dopo che la Aita Mari era entrata nel porto di Palermo a quarantena finita per l’equipaggio. Un provvedimento analogo era stato adottato per la nave Alan Kurdi della ong tedesca Sea-Eye.

“L’ispezione ha evidenziato nell’unità navale battente bandiera spagnola diverse irregolarità di natura tecnica e operativa tali da compromettere non solo la sicurezza degli equipaggi ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza svolto”, si legge nella nota. “Accertate anche alcune violazioni delle normative a tutela dell’ambiente marino”.

“Sarà necessario – aggiunge la Guardia Costiera – l’intervento dello Stato di bandiera che detiene la responsabilità della conformità della nave rispetto alle Convenzioni internazionali e alla legislazione nazionale applicabile in materia di sicurezza della navigazione e tutela ambientale”.

La nave Aita Mari aveva soccorso e salvato lo scorso mese oltre 30 migranti e si era diretta verso Palermo. I 186 migranti a bordo erano stati trasferiti diversi giorni dopo sul traghetto Ribattino per iniziativa del governo italiano, e lì hanno trascorso la quarantena fino al 4 maggio scorso, quando sono stati fatti sbarcare per essere trasferiti in strutture di accoglienza in altre regioni italiane.

Con il provvedimento della Guardia Costiera,  le due uniche navi umanitarie ancora attive nel Mediterraneo sono ora costrette a rimanere in porto. “Detenere la nostra nave è una pura molestia per fermare gli sforzi di salvataggio in mare di civili, un po’ alla volta. Alan Kurdi, prima dell’ultima missione, era stata in cantiere ed è stata completamente revisionato. L’unico obiettivo di questo blocco è fermarci attivamente dal salvataggio in mare. Invece di proteggere i diritti umani, coloro che lo fanno sono ostacolati in ogni angolo “, ha dichiarato il portavoce della Sea eye Julian Pahlke.

La nave umanitaria della Ong tedesca è ormeggiata al porto di Palermo, e dopo aver trascorso la quarantena, allo sbarco, l’equipaggio è stato sottoposto a tampone anti covid. “L’abuso di autorità motivato politicamente dalla guardia costiera italiana sta impedendo la nostra missione, pianificata a maggio”, ha aggiunto Gorden Isler, presidente di Sea-Eye.

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