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Lo psichiatra Meluzzi: “I Cucchi dovrebbero chiedere scusa a quelle famiglie di giovani a cui Stefano spacciava la droga”

Di Maria Elena Gottarelli
Pubblicato il 12 Apr. 2019 alle 08:15 Aggiornato il 13 Apr. 2019 alle 16:28
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Immagine di copertina
Lo psichiatra Alessandro Meluzzi e il manifesto di Stefano Cucchi

Lo psichiatra Alessandro Meluzzi ci è andato giù pesante, giovedì 11 aprile a La Zanzara, sul caso Cucchi: “La famiglia Cucchi dovrebbe chiedere scusa a tutte quelle famiglie di giovani a cui il geometra Cucchi spacciava la droga”, ha affermato. (Qui la ricostruzione dell’intera vicenda)

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Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, che aveva precedentemente espresso la sua profonda ammirazione per l’Arma dei carabinieri, dovrebbe valere un “principio di reciprocità”. “Come il comandante generale dell’Arma ha chiesto scusa alla famiglia Cucchi, per un principio ovvio, la famiglia Cucchi dovrebbe chiedere scusa a tutte quelle famiglie di giovani a cui il geometra Cucchi spacciava la droga. È un problema di reciprocità, io amo un principio di giustizia”.

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In seguito a queste parole forti il conduttore de La Zanzara David Parenzo si è infuriato e ha inveito contro Meluzzi: “Una persona più offensiva e più malevola di te non esiste. Non c’è nessun principio di giustizia. C’è un ragazzo che è morto nelle mani dello Stato”.

Ma secondo lo psichiatra, queste osservazioni non contano :”Se io avessi avuto mia figlia morta nelle mani dello Stato mentre faceva la spacciatrice di droga, avrei chiesto innanzitutto scusa alle famiglie a cui veniva rifilata la droga”.

A quel punto, Parenzo non ci ha più visto e ha accusato Meluzzi di infangare la memoria di Cucchi e della sua famiglia che ha già attraversato anni di deliri. “E poi fai pure il prete caldeo e religioso”, lo incalza, qualificandolo poi di “macchietta televisiva”.

“Ma cosa c’entra? La base del Cristianesimo è la giustizia. I deliri sono quelli di chi come te nega l’evidenza”, afferma Meluzzi, e conclude: “Siccome il comandante Nistri ha chiesto scusa ufficialmente di questo fatto, allo stesso modo, per un principio giuridico, umano, morale di simmetria, se io fossi il padre di un ragazzo che spacciava chiederei scusa alle famiglie dei giovani a cui la droga è stata spacciata”.

Lo psichiatra ha infine minacciato di denunciare Parenzo per averlo “insultato in maniera insopportabile”.

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