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“Chiedo perdono, Cosa Nostra è una fabbrica di morte”: il video inedito di Brusca dal carcere

brusca
Giovanni Brusca, il 21 maggio 1996, esce dalla Questura di Palermo per essere condotto in carcere dopo la sua cattura. Credit: ANSA

A due giorni dalla contestata scarcerazione di Giovanni Brusca, spunta un video inedito girato cinque anni fa nel quale, dal carcere, l’ex boss mafioso chiede “scusa” e “perdono” per il dolore che ha provocato. Il filmato, girato dal documentarista francese Mosco Levi Bocault, è stato pubblicato per la prima volta oggi, mercoledì 2 giugno 2021, in esclusiva sul sito online del Corriere della Sera.

“Ho deciso di rilasciare questa intervista per fare i conti con me stesso e per chiedere scusa e perdono a tutti i familiari delle vittime a cui ho provocato tanto dolore e tanto dispiacere. Spero di essere capito”, dice Brusca – a volto coperto – nel video.

“Chiedo scusa principalmente a mio figlio e a mia moglie, che per causa mia hanno sofferto e stanno pagando anche indirettamente le mie scelte di vita, prima da mafioso e poi da collaboratore di giustizia”.

Arrestato nel 1996, l’ex boss di Cosa Nostra – fedelissimo di Totò Riina – ha confessato un centinaio di omicidi, tra i quali spiccano la strage di Capaci – in cui morì il giudice Giovanni Falcone insieme alla moglie e tre uomini della scorta – e l’uccisione di Giuseppe Di Matteo, il figlio 11enne del pentito Mario Santo Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido.

Dal 2000 Brusca è un pentito ha iniziato a collaborare con la giustizia: una scelta che gli ha consentito di accedere a uno sconto di pena e, due giorni fa, di uscire dal carcere dopo 25 anni di detenzione (ora sarà sottoposto a controlli e protezione e a quattro anni di libertà vigilata, come deciso dalla Corte d’Appello di Milano).

“Ho cercato di dare il mio contributo il più possibile e dare un minimo di spiegazione ai tanti che chiedono verità e giustizia”, sottolinea Brusca nel video dal carcere.

“Purtroppo – aggiunge – nel nostro Paese chi collabora con la giustizia viene sempre denigrato, disprezzato, quando invece credo che sia una scelta di vita importantissima morale, giudiziaria e soprattutto umana perché consente di mettere fine a questo”, cioè a Cosa Nostra. “Io chiamo Cosa Nostra una catena di morte, una fabbrica di morte, né più né meno. Un’agonia continua”, conclude Brusca.

Il video in questione – reso pubblico oggi – risale a cinque anni fa, quando il regista Levi Bocault riuscì a intervistare Brusca dal carcere nell’ambito del film documentario “Corleone”, prodotto da Arte France e Zek e presentato al Festival del Cinema di Roma nel 2018. Nel documentario il pentito rivela alcune circostanze su Cosa Nostra, ma, prima di iniziare l’intervista vera e propria, aveva chiesto e ottenuto di registrare questo video-messaggio di scuse.

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