Funerali Willy, Conte ai genitori: “L’Italia vi vuole bene. Ci attendiamo condanne severe”. Il vescovo: “Il suo sacrificio come un giovane Cristo”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 12 Set. 2020 alle 07:04 Aggiornato il 12 Set. 2020 alle 12:12
759
Immagine di copertina
Credit: Ansa

Omicidio Colleferro, i funerali di Willy Monteiro | DIRETTA

Oggi, sabato 12 settembre, alle ore 10 al campo sportivo Piergiorgio Tintisona di Paliano si sono svolti i funerali di Willy Monteiro Duarte (qui un suo profilo), il 21enne italo-capoverdiano pestato a sangue e brutalmente ucciso nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre a Colleferro. Alle esequie nella cittadina del Frusinate dove Willy abitava con la sua famiglia partecipa anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Su richiesta dei familiari di Willy è vietato l’ingresso alle telecamere e ogni tipo di ripresa, anche attraverso tablet e smartphone. Di seguito la diretta dei funerali di Willy.

Ore 11.30 – Conte: “Ci attendiamo condanne severe”. L’abbraccio ai genitori: “L’Italia è con voi, vi vuole bene” – A margine dei funerali del giovane Willy, brutalmente ucciso a Colleferro, il premier Giuseppe Conte, che ha preso parte alla celebrazione, ha dichiarato: “Ovviamente ci aspettiamo condanne severe e certe. Ci aspettiamo anche una certa e rigorosa esecuzione della pena. Si è trattato di una violenza efferata, non bisogna minimizzare. Tutti contrastino la mitologia della violenza”. Il premier ha confortato la famiglia di Willy. Commosso, si è avvicinato al padre, alla madre e alla sorella di Willy e ha detto: “L’Italia è con voi, vi vuole bene“.

“Stiamo per ricominciare con le scuole in buona parte d’Italia. Questo sarà l’anno scolastico dell’emergenza sanitaria, ma deve essere anche l’anno dell’inclusione, del contrasto al bullismo“, ha aggiunto Conte. “Anche il linguaggio dell’odio e della violenza è un linguaggio che pesa. Le parole sono pietre a tutti i livelli”.

Ore 11 – L’omelia di Monsignor Parmeggiani – “Perché la morte barbara e ingiusta di Willy non cada nell’oblio impegniamoci tutti, istituzioni, forze dell’ordine, uomini e donne della politica, della scuola, dello sport e del tempo libero, Chiesa, famiglie e quanti detengono le chiavi di un potere enorme, quello dei media e in particolare dei media digitali, a comprometterci insieme, al di là di ogni interesse personale e senza volgere lo sguardo altrove fingendo di non vedere, a riallacciare un patto educativo a 360 gradi”. A dirlo è il vescovo di Tivoli e Palestrina monsignor Mauro Parmeggiani, nell’omelia ai funerali di Willy. “Willy si è sacrificato sulla croce come un giovane Cristo. Per amore dell’amicizia che deve essere d’esempio chi vede come vita il culto della forza, della violenza”, ha aggiunto.

“Chiediamo a Dio anche la forza per saper un giorno perdonare chi ha compiuto l’irreparabile. Perdonare ma anche chiedendo che essi percorrano un cammino di rieducazione secondo quanto la giustizia vorrà disporre e in luoghi, come ad esempio le carceri, che devono essere sempre più ambienti di autentica riabilitazione dell’umano”, ha proseguito il vescovo. “Questo giovane ci lascia un grande insegnamento che non vorrei che trascorsi questi giorni pieni di coinvolgimento emotivo, di giusta compassione per Willy e la sua famiglia, di sdegno verso coloro che hanno compiuto un gesto inumano, cadesse come troppo spesso accade nell’oblio o nel fermarsi a qualche targa, monumento commemorativo, intitolazione di qualche torneo di calcio o cose del genere. Un fatto esecrabile che stamane ci vede riuniti insieme e per il quale il nostro cuore è profondamente scosso e colpito“, ha aggiunto il vescovo.

Monsignor Parmeggiani ha ricordato come Willy aveva una grande “passione per lo sport ma senza fanatismi, nel rispetto per gli altri e nell’impegno per loro che, lungi da quegli atteggiamenti di indifferenza che spesso chi si dice adulto assume, ha portato Willy nella notte tra sabato e domenica scorsa a intervenire a favore di un amico per sedare una lite e perdere la vita in quella forma grande che Gesù ci ha insegnato nel Vangelo: ‘non c’è amore più grande di questo, dare la vita per gli amici'”. Gesù, ha detto ancora, “non ci ha liberati con la forza dei muscoli ma donando la propria vita sulla croce per amore e assicurando a tutti coloro che come Willy tentano di praticare il suo Vangelo, la vita eterna”.

ore 10,30 – Salvini, galera a vita per infami assassini di Willy – “Da italiano e da papà chiedo giustizia e preghiera per Willy, galera a vita per gli infami assassini”. Lo scrive sui social Matteo Salvini, nel giorno dei funerali del ragazzo ucciso.

ore 10,22 – Colleferro: salma Willy arriva “scortata” da lacrime genitori – È una bara di colore beige quella che accoglie la salma di Willy Monteiro Duarte e che è stata trasferita nel campo sportivo di Paliano. la salma è stata portata a spalla dagli addetti alle onoranze funebri fin sotto il palchetto allestito per la cerimonia, “scortata” dalle lacrime dei genitori, la mamma Lucia e il papà Armando.

ore 10,20 – Colloquio Conte con sindaci, Lamorgese e Zingaretti – Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, prima dell’arrivo del feretro di Willy Duarte, ha ascoltato e confortato i sindaci di Paliano, Colleferro e altri comuni limitrofi. Con il premier erano presenti anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

ore 10,04 – Anche ministro Lamorgese a Paliano a funerali Willy – C’è anche il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, a Paliano per assistere, con il premier Giuseppe Conte, ai funerali di Willy Monteiro Duerte. Le prime immagini da Paliano hanno mostrato il premier in camicia mentre raggiungeva a piedi l’ingresso del campo sportivo, fermandosi a salutare Lamorgese e personale delle forze dell’ordine. Le esequie si svolgeranno all’interno del campo sportivo di Paliano, dove è stato allestita una struttura per la cerimonia religiosa e dove sono state collocate, con debito distanziamento, le sedie per quanti vi assisteranno. Giornalisti, operatori tv e fotografi sono tenuti a distanza, telecamere all’esterno. Tra le altre autorità attese e già presenti, anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, oltre ad amministratori dei Comuni dell’area.

ore 10 – Funerali Willy: Conte in camicia bianca per rispetto volontà famiglia – Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presente ai funerali di Willy Duarte, il ragazzo barbaramente ucciso a Colleferro, indossa una camicia bianca per rispettare la richiesta della famiglia e degli amici del giovane.

Delitto Colleferro, cosa è successo quella notte: come è morto Willy

Ci sono ancora punti oscuri che dovranno essere chiariti sulla vicenda che ha visto come vittima il 21enne Willy Monteiro Duerte, aiuto cuoco di origine capoverdiana, ucciso a calci e pugni nella notte tra sabato e domenica a Colleferro. Gli investigatori stanno continuando ad ascoltare i tanti testimoni che hanno assistito alla violenta lite che sarebbe stata originata da un pesante apprezzamento rivolto ad un gruppo di tre ragazze del gruppo di Colleferro.

Altri soggetti potrebbero finire sotto inchiesta oltre ai quattro già arrestati, appartenenti al gruppo di Artena, la cui posizione si è aggravata visto che, all’esito dell’autopsia, la procura di Velletri ha deciso di procedere per omicidio volontario e non più per omicidio preterintenzionale. Dall’esame autoptico, infatti, i colpi inferti a Willy sono stati “ben assestati e non casuali”. Chi ha agito con quella violenza fuori luogo era consapevole che i colpi avrebbero potuto determinare conseguenze mortali.

Erano tanti i ragazzi e le ragazze che affollavano la zona di largo Santa Caterina nella notte tra sabato e domenica dove ci sono delle scalinate che portano ai locali notturni di Colleferro. Ciò che è certo è che Willy non conosceva le ragazze alle quali erano stati rivolti gli apprezzamenti e non conosceva nemmeno i ragazzi che lo hanno massacrato di botte.

Willy conosceva solo un suo ex compagno di scuola, Federico, che era coinvolto nella lite e che aveva visto in difficoltà e per questo aveva deciso di intervenire in suo aiuto. Almeno tre testimoni, come ha scritto il Gip Giuseppe Boccarrato nell’ordinanza di custodia cautelare, sono concordi nel dire che i due fratelli Bianchi, Marco e Gabriele, sono giunti con il Suv nero e una volta scesi dalla vettura “quando ormai la lite era finita, iniziavano a picchiare selvaggiamente qualsiasi persona che era presente lì sul posto”. Una violenza gratuita che si è scagliata contro Willy che si trovava più vicino al luogo dove si è fermata l’auto, una Audi Q7, intestata alla convivente del terzo fratello dei Bianchi e del tutto estraneo alla vicenda.

Matteo, uno dei ragazzi che ha assistito alla scena, ha fatto in tempo a scattare una fotografia alla targa dell’autovettura prima che questa si allontanasse a tutta velocità. È lui ad aver consegnato lo scatto ai carabinieri che ha permesso agli investigatori di individuare i sospettati dell’omicidio.

“Riguardo ai picchiatori – ha raccontato ai militari Matteo – conosco tre di loro e sono i fratelli Bianchi, Marco e Gabriele, il terzo è Mario Pincarelli da cui è nata tutta la discussione”. Pincarelli, infatti, probabilmente complice un bicchiere di troppo aveva rivolto degli apprezzamenti pesanti verso le tre ragazze. Federico, ex compagno di scuola di Willy, ha chiesto spiegazioni a Pincarelli che si trovava insieme a Francesco Belleggia, che ha il gesso ad un avanbraccio, il quale per tutta risposta gli ha dato uno schiaffo facendolo cadere dalle scale.

Ma perché i fratelli Bianchi sono intervenuti? Chi li ha chiamati e perché? Secondo gli inquirenti l’amico dei Bianchi che ha chiamato al cellulare i fratelli Bianchi lo avrebbe fatto per chiedere un aiuto per la rissa che li vedeva coinvolti. La difesa davanti al Gip di Velletri ha voluto sottolineare che Marco e Gabriele Bianchi sono stati chiamati per andare a prendere i loro amici e riaccompagnarli a casa ad Artena.

In tre, secondo il loro racconto, si erano allontanati con altrettante ragazze per appartarsi nella zona del cimitero di Colleferro e consumare dei rapporti sessuali. Marco, uno degli amici con cui Willy era giunto da Paliano, ha raccontato agli investigatori che a picchiarlo ferocemente sarebbero stati almeno in quattro: “quando Willy era caduto già a terra, tutti e quattro gli aggressori infierivano su di lui sferrando calci e pugni”.

“Ho un vivido ricordo di un paio di loro – ha raccontato Emanuele, altro amico – non ricordo chi di preciso, che addirittura saltavano sul corpo di Willy steso in terra e già inerme”. Ad essere molto precisa è una ragazza che ha trascorso la serata al locale “Due di picche” che ha successivamente anche tentato di rianimare Willy: “conosco tre delle persone che si sono rese responsabili della rissa e sono i cosiddetti gemelli Bianchi di Artena, e Mario Pincarelli”.

“Chi materialmente ha picchiato Willy è stato Gabriele – ha detto la giovane agli inquirenti che ne hanno trascritto il verbale nell’ordinanza di custodia –  dapprima gli ha dato un calcio in pancia, quindi Willy si è accasciato a terra dopodiché si è rialzato ed è stato colpito nuovamente da Gabriele, a questo punto Willy rovinava a terra e perdeva sangue dalla bocca, Gabriele l’ha picchiato da terra per qualche istante dopodiché quando è arrivata la sicurezza dei locali lui è scappato insieme agli altri”.

LA RICOSTRUZIONE: “Vi prego basta, non respiro più, così è morto Willy

Chi era Willy Monteiro

Nato a Roma da una famiglia di origine capoverdiana, Willy quella sera era uscito con i suoi amici per trascorrere la serata nel locale “Due di picche”. Willy aveva studiato in un istituto alberghiero di Fiuggi e lavorava come aiuto cuoco in un hotel di Artena dopo un’estate passata a lavorare nelle cucine di un villaggio vacanze in Calabria. Willy Monteiro Duarte amava il calcio: giovane promessa della squadra di Paliano, sognava di indossare un giorno la maglia della Roma, squadra del cuore di cui era tifosissimo.

Conosciuto in paese per essere stato diverse volte una comparsa al corteo storico del Palio di Paliano, come tanti ragazzi della sua età amava il calcio, voleva diventare un giocatore della Roma, ma aveva lasciato la sua squadra per dedicarsi alla cucina.

IDENTIKIT: Dal culto per le arti marziali ai precedenti per spaccio: chi sono gli aggressori di Willy Monteiro

Tutti gli approfondimenti di TPI sull’aggressione di Colleferro: 1. LA CRONACA: 21enne interviene per difendere un amico: massacrato a morte dal branco / 2. LA RICOSTRUZIONE: “Vi prego basta, non respiro più, così è morto Willy / 3. LA BIO: “Sognava di diventare come Totti”: chi era Willy / 4. I PROFILI: Dal culto per le arti marziali ai precedenti per spaccio: chi sono gli aggressori di Willy Monteiro / 5. LE INDAGINI: Colleferro, tre arrestati restano in carcere: Belleggia va ai domiciliari

6. Caso Willy, meno male che non lo avevate nemmeno toccato: l’autopsia rivela lesioni multiple sul suo corpo / 7. IL DETTAGLIO: Uno degli aggressori di Willy Monteiro insegnava arti marziali ai bambini / 8. LE OPINIONI: Willy ha pagato lo scotto più atroce, ma la sua morte può cambiare la percezione del razzismo in Italia (di G. Cavalli) / 9. Quel gesto vigliacco e codardo: infierire sul corpo di Willy quando era già in terra (di Lara Tomasetta) / 10. LA TESTIMONIANZA: “Per noi era come un figlio, sarebbe diventato un bravo chef”: parla il direttore dell’hotel dove lavorava Willy

759
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.