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A Milano un flash mob contro Fontana e Gallera: “Hanno sbagliato tutto, devono dimettersi”

Di Franco Bagnasco
Pubblicato il 27 Mag. 2020 alle 15:46 Aggiornato il 28 Mag. 2020 alle 09:45
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Immagine di copertina
"Un metro di distanza"

Porteranno con sé un metro ciascuno (per simboleggiare visivamente il distanziamento sociale) e un cartello. Sul quale invitano chi vorrà intervenire a questa sorta di flash mob a scrivere alcuni interventi dell’Assessore alla Sanità della Regione Lombardia Giulio Gallera. L’appuntamento, come recita l’invito che sta diventando virale sui social, è per venerdì 29 maggio, alle 17.30. Il luogo è il Cortile interno Palazzo Lombardia; piazza città di Lombardia, che si affaccia su Melchiorre Gioia.

Gli intenti sono dichiarati: “Invitiamo la cittadinanza a manifestare contro l’operato dell’Assessore Giulio Gallera e dell’intera giunta di Attilio Fontana”. Firmato: I Coinvolti (icoinvolti@gmail.com). Ovvero “Un gruppo di cittadini di ogni età e ceto sociale senza appartenenza partitica e senza insegne che si unisce nel desiderio di esprimere dissenso”. Insomma, a quanto pare la coscienza civile che si sveglia, dice basta e scende in piazza. Indagando un po’ si scopre che dietro l’idea c’è la giornalista e insegnante Gea Scancarello, 40 anni, da venti milanese. Insieme con una decina di persone, fra amici e colleghi, sta dando vita al progetto.

Scancarello, perché avete deciso di uscire allo scoperto?
Ero domenica scorsa al parco, e discutevamo con gli amici delle tante pecche della Regione Lombardia, che ci raccontiamo ogni giorno indignati sui social. L’indignazione è abusata, come parola, ma in questo caso non saprei trovare altra. Hanno sbagliato tutto: dai tamponi non fatti alle RSA; dai test sierologici ai dati non comunicati in modo esatto per quantità e soprattutto qualità. Per finire con quest’ultima pagliacciata di Gallera sull’indice di trasmissibilità.
Perché avete scelto di chiamarvi “I Coinvolti”?
E’ una citazione da ‘La canzone del maggio’ di Fabrizio De Andrè, nel verso finale: ‘Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti’. Anche perché il ritornello che sentiamo ripetere da loro è che tutto è andato e sta andando per il meglio. Non hanno sbagliato niente, secondo la loro narrazione. 

E molti non la condividono.
Io ho provato due volte invano a fare tamponi e mi sono occupata spesso della vicenda Covid-19 per lavoro, ma un’amica che ha avuto problemi personali ben più seri li chiama assassini. Non voglio spingermi così in là, ma possiamo parlare senza ombra di dubbio di inefficienza. Chiediamo che intanto Gallera venga sollevato dall’incarico.
Siete “di ogni età e ceto sociale e senza appartenenza partitica”, ma par di capire che non siate neppure leghisti.
Personalmente no. Ma davvero questa vuole essere una manifestazione trasversale. Non ho neppure difficoltà a dire che mentre Gallera e Fontana hanno sbagliato tutto, Zaia in Veneto invece, ben supportato da Crisanti, si è comportato molto bene.
La promozione dell’evento di dopodomani, come la state gestendo?
Condividiamo sui social, da Facebook a Twitter, passando per Whatsapp. Ma saremo in onda anche su Radio Popolare. Ogni contributo è benvenuto.

Avete scelto uno strano hashtag: #movid19.
E’ l’ironica crasi fra Covid e movida. Perché nel racconto dei signori della Regione Lombardia la colpa dei contagi è della gente che va a prendere l’aperitivo, non degli errori che hanno fatto loro. Sempre di altri. All’epoca del lockdown fu creato un clima di tale terrore che se ti allontanavi oltre i 200 metri da casa, ti insultavano dai balconi. Altra cosa incredibile.
Non è che adesso che le Sardine sono in ribasso, vi candidate a rimpiazzarle? O siete fuori gara per sopraggiunti limiti d’età?
Questo è solo un moto di civismo. Non è prodromo a un partito o a nulla di simile. Se ci saranno, come penso, manifestazioni di altri parteciperò e inviterò la gente a partecipare.

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