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Home » Cronaca

Picchia la fidanzata incinta con un cacciavite e una pinza, e tenta di strangolarla

Immagine di copertina

L'uomo è stato arrestato e dovrà rispondere di lesioni pluriaggravate e porto di oggetti atti a offendere

Pensava di essere stato tradito e così si è scagliato con un cacciavite e una pinza sulla sua fidanzata incinta, tentando anche di ucciderla. È successo a Forlì, in Emilia Romagna, sul finire di dicembre 2018. L’uomo è stato arrestato e dovrà rispondere di lesioni pluriaggravate e porto di oggetti atti a offendere.

La vicenda

L’aggressore, di 29 anni e di origini marocchine, ha portato la sua compagna in una strada isolata per poter compiere la sua vendetta. Così l’ha prima colpita col cacciavite in vari punti del corpo, poi ha provato a strangolarla. A quel punto la donna ha perso i sensi e, una volta ripresa, il fidanzato le ha sbattuto una pinza sulla testa.

Non finisce qui. La ragazza, sua coetanea, è stata rinchiusa per tre giorni in una camera d’albergo per cercare di nascondere le ferite. Inoltre è stata privata del suo cellulare e minacciata di morte – stessa intimidazione per il suo bambino.

Ma viste le condizioni di salute della compagna, il 22 dicembre il 29enne ha deciso di portarla al pronto soccorso dell’ospedale Morgagni Pierantoni. A quel punto la vittima, alle domande dei medici, ha risposto di essere casualmente caduta. Ma nessuno le ha creduto per i traumi riscontrati sul corpo e così sono stati avvertiti i carabinieri di Forlì. A loro la donna ha confessato di subire maltrattamenti da quasi due anni e che il tutto, nell’ultimo episodio violento, era partito per una telefonata a cui non aveva risposto.

L’assalitore, dunque, è stato fermato dalla polizia e poi arrestato dopo la convalida del giudice per le indagini preliminari, Monica Galassi. L’uomo è attualmente in carcere.

La fidanzata, invece, è uscita dall’ospedale con una prognosi di 40 giorni ed è stata trasferita in una casa protetta.

A incastrare l’uomo, comunque, oltre alle parole della ragazza sono stati alcuni attrezzi usati per l’aggressione: in macchina sono stati trovati il cacciavite, la pinza e anche un coltello, tracce di sangue e capelli.

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