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Fedez e la rissa in discoteca con Cristiano Iovino: “Lo ammazzo, io sono di Rozzano”

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Fedez e la rissa in discoteca con Cristiano Iovino: “Lo ammazzo”

Emergono nuovi dettagli sull’ormai nota rissa, avvenuta nella discoteca di Milano The Club, tra Fedez e Cristiano Iovino alla quale sarebbe poi seguita l’aggressione sotto casa del personal trainer.

Le rivelazioni fanno parte dell’inchiesta per estorsioni, richiesta di pizzo e risse e lesioni tra gruppi, che ha portato all’arresto di numerosi ultras del Milan e dell’Inter, tra cui anche Christian Rosiello, bodyguard e amico di Fedez.

Secondo quanto emerge dagli atti, la lite tra i due sarebbe iniziata per una donna, che gli investigatori della Squadra mobile identificano “verosimilmente” in Ludovica di Gresy, la quale “durante fatti ha avuto il tempo di scendere dal van Vito, avviarsi nel complesso residenziale di via Traiano 35 dove risiede la vittima e uscirne poco dopo”. Ipotesi sempre smentita dalla giovane che aveva affermato di non conoscere Iovino.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Fedez e i suoi amici arrivano in discoteca poco dopo mezzanotte, mentre, due ore più tardi, Cristiano Iovino lascia il locale “con il volto sporco di sangue”.

A raccontare quello che sarebbe avvenuto è un buttafuori della discoteca: “Ho visto Fedez sulle scale dell’uscita di sicurezza, lui era molto agitato e continuava a dire che quel ragazzo che era già stato accompagnato fuori dal locale aveva messo alzato le mani su uno dei suoi amici. In quel frangente Fedez era molto agitato tanto che abbiamo dovuto sollevarlo di peso per portarlo fuori. Preciso che il suo amico senza capelli e palestrato (Christian Rosiello ndr) era molto agitato perché temeva che, in sua assenza, qualcuno potesse picchiare Fedez, mentre gli altri suoi amici sono rimasti tranquilli”.

Una volta fuori dal locale Fedez “ha cominciato ad urlare contro di noi dicendo: ‘lasciatemi stare, lasciatemi stare che l’ammazzo che io sono di Rozzano’. Fedez, si è calmato quando ha notato che qualcuno lo stava riprendo con dei telefoni cellulari, credo che fossero dei ragazzi asiatici, ricordo che guardando verso di loro si è messo a ridere…”.

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