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Scomparsa Emanuela Orlandi: tribunale dispone l’apertura di due tombe in territorio Vaticano

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 2 Lug. 2019 alle 14:05 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 18:54
Immagine di copertina

Scomparsa Emanuela Orlandi: Vaticano dispone l’apertura di due tombe

Possibile svolta nel caso della scomparsa di Emanuela Orlandi con il tribunale del Vaticano, che ha disposto l’apertura di due tombe che si trovano nel cimitero teutonico, situato in un’area adiacente al confine con la Città del Vaticano.

La decisione è stata presa dall’Ufficio del Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano in seguito alla richiesta della famiglia di Emanuela Orlandi di aprire un’inchiesta sulla scomparsa della giovane (qui il riassunto della vicenda).

Il mistero irrisolto della scomparsa di Emanuela Orlandi

È stata proprio la famiglia Orlandi, infatti, a segnalare nei mesi scorsi il possibile occultamento del cadavere di Emanuela nel piccolo campo santo teutonico.

La richiesta della famiglia era arrivata dopo che Laura Sgrò, legale della famiglia, la scorsa estate aveva ricevuto una lettera anonima con allegata la foto di una tomba su cui vi era scritto: “Cercate dove indica l’angelo”.

Il messaggio fa riferimento alla statua di un angelo che si trova nel piccolo cimitero su cui da diversi anni vengono deposti dei fiori perché si vocifera sia il luogo della sepoltura di Emanuela.

Le due tombe verranno aperte il prossimo 11 luglio.

Alle operazioni saranno presenti i legali delle parti, i familiari di Emanuela Orlandi e i parenti delle persone seppellite nelle tombe interessate.

Il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, ha commentato la notizia elogiando il Segretario di Stato di Sua Santità, il cardinale Pietro Parolin, per il “suo grande atto di coraggio”.

“Questa volontà di indagare è mancata per anni e sono felice che ora invece si voglia approfondire – ha continuato Pietro Orlandi – Vedremo che cosa succederà, io nemmeno sapevo fossero due le tombe”.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dalla legale della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, la quale ha ringraziato il cardinale Parolin.