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Tutele penali e obbligo vaccinale: le novità per medici e infermieri nel nuovo decreto Draghi

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 30 Mar. 2021 alle 14:11 Aggiornato il 30 Mar. 2021 alle 14:22
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Immagine di copertina
Credit: ROBERTO MONALDO/ LAPRESSE/ POOL/ ANSA

Domani, mercoledì 31 marzo, arriverà un nuovo decreto Covid che cambierà molte cose per il mondo sanitario. Aiutare i sanitari che sono impegnati nella campagna di vaccinazione con una norma di salvaguardia, colpire quelli che invece fanno resistenza a vaccinarsi, mettendo a rischio i pazienti. Il decreto, già annunciato dal premier, e a cui sta lavorando la ministra Marta Cartabia, conterrà una tutela giuridica a fronte di ipotetici casi letali.

Da un lato, si punta a introdurre l’obbligo di vaccinazione anti-Covid esclusivamente per i sanitari che sono a contatto diretto con i pazienti, dall’altro, si pensa ad una sorta di ‘copertura’ penale per chi si occupa delle somministrazioni dei vaccini. Inoltre, dovrebbe essere previsto anche un ampliamento degli indennizzi – già previsti per legge – per eventuali lesioni non temporanee provocate dalle vaccinazioni. Per quanto riguarda l’obbligo di vaccinarsi per medici e infermieri, il punto di partenza degli approfondimenti che il governo sta svolgendo sono diverse pronunce della Corte Costituzionale sul tema: già allo stato per i sanitari sono previsti controlli e una frequenza di vaccinazione più stringenti rispetto alla totalità di cittadini proprio per evitare il proliferare di contagi in generale e la nuova norma potrebbe essere disegnata sulla linea di quanto sancito dalla Consulta sulle vaccinazioni per i bambini.

Non potrà chiamarsi “scudo penale” visto che il procedimento si aprirà in ogni caso con iscrizione nel registro degli indagati di chi ha vaccinato in base alle decisioni del pubblico ministero. La garanzia sarà comunque valida perché nel decreto legge a cui lavora Cartabia ci sarà una distinzione tra il decesso “colposo” e quello derivato da “colpa grave”.

Il Corriere della Sera fa sapere che l’Ordine dei medici avrebbe voluto che lo “scudo” non fosse limitato alle vaccinazioni, e si estendesse anche alla cura dei malati di Coronavirus. Ma la richiesta non è stata accolta, e così i tecnici del ministero guidato da Marta Cartabia hanno confezionato una norma che prevede di riservare le conseguenze penali alla sola “colpa grave”, qualora dalla somministrazione delle dosi derivassero i reati previsti dagli articoli 589 e 590 del codice penale: omicidio colposo e lesioni colpose. La norma non si applicherà ai soli medici, bensì a tutte le categorie autorizzate a partecipare alla campagna vaccinale, a cominciare dai farmacisti arruolati attraverso l’accordo appena raggiunto. Che a loro volta saranno obbligati a vaccinarsi.

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