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Sardegna, maxi-pranzo al ristorante con politici e dirigenti regionali: violate le regole anti-Covid

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La Guardia di Finanza ha aperto un'indagine. L'opposizione in rivolta in Consiglio regionale

Infuriano le polemiche in Sardegna per un pranzo tenuto negli scorsi giorni a Sardara, a una cinquantina di chilometri da Cagliari, a cui hanno partecipato decine di persone, identificate dalla Guardia di Finanza, tra cui potrebbero figurare anche politici e dirigenti regionali.

L’evento, secondo quanto ricostruito da L’Unione Sarda, si è tenuto negli scorsi giorni in piena fascia arancione in un ristorante annesso a un hotel con struttura termale di Sardara, nel Medio Campidano. Il pranzo è stato interrotto dalla Guardia di Finanza di Sanluri, che ha identificato almeno 19 persone, sorprese dagli agenti mentre erano ancora sedute a tavola.

Gli identificati si sono giustificati affermando di essersi riuniti per “motivi di lavoro“, legati ai ruoli ricoperti nei diversi uffici. Le auto-dichiarazioni dei presenti, che rischiano una sanzione compresa tra i 400 e i 1.000 euro, sono attualmente al vaglio degli inquirenti. Intanto, come riporta l’AGI citando fonti investigative, i finanzieri della tenenza di Sanluri hanno avviato un’indagine e multato la struttura che, stando alle norme in vigore, può ospitare solo chi alloggia nell’hotel, rimasto aperto secondo le regole.

Infatti, come denunciato da TPI, nonostante le restrizioni anti-Covid persino in zona arancione o rossa è possibile recarsi nei centri termali, considerati alla stregua di presidi medico-sanitari, i cui servizi rientrano nei livelli essenziali di assistenza riconosciuti dal Ministero della Salute, necessari alla terapia di alcune patologie, dalla psoriasi alla bronchite. Così dal marzo del 2020, salvo i casi in cui era prevista la regolare pausa invernale, le terme non hanno mai chiuso, inclusi quegli alberghi e hotel con strutture termali al proprio interno.

Al momento non è ancora chiaro chi abbia partecipato all’evento. Tuttavia il caso di Sardara è finito persino in Consiglio regionale con ben due interrogazioni preparate dal gruppo dei Progressisti e dal Movimento Cinque Stelle (M5S), che hanno costretto la Lega a precisare che nessuno dei consiglieri del gruppo fosse presente all’evento.

“Esponenti di spicco della Regione, esponenti di alcuni enti regionali, dirigenti di aziende sanitarie, di società pubbliche partecipate, sindaci e politici. Così, circa quaranta persone, avrebbero serenamente banchettato sedute ai tavoli di un ristorante annesso all’Hotel Terme di Sardara“, denuncia la portavoce regionale dei pentastellati, Desirè Manca, ricordando che “nelle aree comprese in zona arancione è sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie ) e nelle loro adiacenze mentre in tutto il territorio dello Stato, inoltre, restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto”.

“Sarebbe un fatto gravissimo se tra queste persone ci fossero persone di stretta fiducia del Presidente e da lui nominati in enti, aziende, gabinetti, Giunte inspiegabilmente riuniti a tavola, contro ogni regola, non si sa bene a fare cosa, a parlare di cosa e in qualità di cosa”, sottolinea in una nota il gruppo dei Progressisti. “Sarebbe una vergogna per l’intera isola, inaccettabile a fronte dei sacrifici fatti da tutti nell’ultimo anno”.

“In una situazione delicata come quella che attualmente viviamo, con l’isola che si accinge ad essere relegata in zona rossa per due settimane, riteniamo quanto mai sconveniente che a infrangere le regole sia proprio chi dovrebbe dare il buon esempio”, si legge in un comunicato divulgato dalla Lega. “Ci dissociamo da tali atteggiamenti e ci teniamo a precisare che nessuno dei Consiglieri appartenenti al nostro gruppo politico era presente al pranzo che tanto giusto sdegno ha suscitato”.

Ora il presidente della regione, Christian Solinas, vuole vederci chiaro. Come riporta L’Unione Sarda, il governatore “reputa inconciliabile la permanenza in qualunque ruolo o incarico regionale di chi abbia violato le norme di contenimento della pandemia sulle quali i pubblici ufficiali o coloro che sono incaricati di pubblico servizio devono per primi dare il buon esempio”.

Il pranzo di Sardara rischia di alimentare le polemiche provocate dal precipitare dell’isola in zona rossa in poche settimane. Unica regione finora ad aver sperimentato la zona bianca grazie un’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza firmata in data 28 febbraio, la Sardegna è tornata in fascia rossa già il 9 aprile. In questo periodo, pur passando per la fascia arancione, l’isola ha registrato un rapido aumento dei contagi, cresciuti da un minimo di quasi 40 al giorno all’inizio della zona bianca ai 444 del 31 marzo e arrivando a una media di 983 positivi ogni 100 mila abitanti, quasi quattro volte la soglia stabilita per la zona rossa.

L’opposizione ha accusato la Giunta regionale di aver fallito nella gestione dell’emergenza sanitaria e di non essere stata in grado di promuovere adeguatamente la campagna vaccinale. Secondo i dati diffusi dal Governo, ad oggi – lunedì 12 aprile – sono meno di 110 mila gli over 80 a cui è stata somministrata almeno la prima dose del vaccino in Sardegna, a fronte di oltre 322 mila somministrazioni complessive, pari all’80 per cento delle dosi consegnate alla regione.

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