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Covid, i consigli di Carlo Signorelli per contrastare la variante inglese: “2 metri di distanza e mascherine chirurgiche per tutti, anche per i bambini”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 9 Mar. 2021 alle 14:25
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Covid, l’esperto: “Con variante inglese 2 metri di distanza e mascherine chirurgiche anche ai bambini”

“Distanza di 2 metri e mascherine chirurgiche anche ai bambini”: è la “ricetta” contro la variante inglese del Covid fornita da Carlo Signorelli, professore di Igiene al San Raffaele di Milano.

In un’intervista a La Repubblica, l’esperto fornisce alcune indicazioni utili a contrastare il virus, divenuto ancora più contagioso dopo la mutazione scoperta a settembre nel Kent.

Secondo Signorelli la prima cosa da fare è il “passaggio dalle mascherine di comunità a quelle chirurgiche”. Secondo l’esperto infatti “le prime non hanno alcun tipo di certificazione. Possono avere i livelli di protezione più vari. Le chirurgiche invece hanno standard validati. Almeno sui mezzi pubblici, nei negozi e negli spazi chiusi frequentati mi affiderei a loro. Sono ottimi strumenti di protezione, se ben indossate coprendo anche il naso. Non a caso sono state rese obbligatorie da subito sui voli aerei”.

Molti Paesi, tuttavia, hanno reso obbligatoria la mascherina Ffp2: un’impostazione che Signorelli non condivide. “Sono mascherine professionali pensate per chi lavora accanto a pazienti infetti. Usarle nella vita di tutti i giorni non è necessario”.

Sul distanziamento, poi, l’esperto si dice convinto che “due metri sono meglio di uno. Non è un valore tassativo, anche un metro e mezzo può essere sufficiente. L’ importante è sapere che maggiore è la distanza, minore la quantità di virus con cui potremmo entrare in contatto. Un solo metro, con una variante così contagiosa in giro, rischia di non bastare”.

Per quanto riguarda i più piccoli, secondo Signorelli “Anche i bambini dovrebbero indossare, e correttamente, le mascherine chirurgiche al posto di quelle di comunità, quando sono a scuola e giocano insieme. Le mascherine andrebbero mantenute all’aperto anche come memento che la situazione richiede attenzione. Eviterei giochi di contatto e abbracci, sia fra loro che a maggior ragione con i nonni. È possibile che la scuola abbia dato un contributo all’innesco della seconda ondata e al fatto che la curva non sia mai veramente scesa”.

A casa, dove avvengono molti dei contagi registrati, è importante “non condividere piatti, bicchieri, posate e tanto meno gli spazzolini. Fare attenzione anche alle federe e agli asciugamani usati per il viso. Aprire le finestre il più possibile. Se entra un ospite, tenere sempre le mascherine” così come una regola molta importante è quella di aprire le finestre e arieggiare le stanze: “I rischi di contagio all’ aperto o dove l’aria circola è estremamente più basso, direi ridotto a un decimo”.

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