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Coronavirus, il video commovente di un paziente che torna a casa: “I ghostbuster hanno riportato nonno Eugenio a casa”

Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato il 21 Mar. 2020 alle 14:12 Aggiornato il 21 Mar. 2020 alle 16:56
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Eugenio è tornato a casa. Aveva detto a tutti “Preparatevi al peggio” e invece, ieri, un’ambulanza è entrata nel cortile della sua casa a Cusano (Milano) per riconsegnarlo alle cure della moglie. Il video del momento commovente l’ha girato la figlia che lo aspettava affacciata alla finestra con i suoi bambini di 3 e 7 anni, felici di rivedere il nonno riportato alla sua famiglia dai “ghostbuster”.

Il settantottenne Eugenio aveva cominciato a sentirsi male il 24 febbraio: dolori alle ossa, nausea, mal di testa, sapori alterati, tosse, febbre sui 37,5. “Ci è sembrato strano perché mio padre è uno che non si ammala mai, non si lamenta, si fa perfino fare le colonscopie senza sedazione. La domenica però stava malissimo, non camminava più per i dolori e abbiamo chiamato il 118. E’ stato in pronto soccorso al Bassini di Cinisello in attesa per 8 ore, sembrava un caso non grave. Poi hanno scoperto che aveva il Coronavirus”.

Eugenio lo aveva preso, molto probabilmente, al centro anziani di Cusano. Lui e sua moglie ci andavano spesso a giocare a carte, a ballare con tanti altri anziani del posto. Quello, purtroppo, è stato un focolaio terribile. Trenta contagiati a Cusano, molti dei quali frequentavano quel circolo. Eugenio, all’ospedale è rimasto venti giorni. “Preparatevi al peggio” ci aveva detto”, racconta la figlia Elisa. “In stanza con lui c’erano due suoi amici del circolo. Li ha visti morire entrambi, è un sopravvissuto”.

Ed è un po’ così perché dopo venti giorni di antivirali Eugenio è stato dimesso dall’ospedale, dovrà prendere gli antivirali ancora per cinque giorni ed è ancora debole, ma il peggio sembra scongiurato. Certo, ora c’è sua moglie che deve stare attenta, ma è un’ex ostetrica e conosce le procedure per tutelarsi il più possibile.

Quando nonno Eugenio è tornato a casa e gli infermieri con le tute bianche lo hanno trasportato in barella fino all’uscio, la figlia Elisa che vive nello stesso condominio era lì ad aspettarlo con i nipotini. “Ciao Nonno!”, lo salutavano dalla finestra. Il nonno faceva ciao con la mano, mentre la loro mamma, per rassicurarli, spiegava “Vedete, lo stanno portando i ghostbusters!”.

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